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Il nostro approccio, il vostro corpo

Il nostro fine è evitare di contrastare i processi fisiologici dell’organismo. Il nostro è un approccio olistico. Un approccio che favorisce il ripristino dell’equilibrio fisico, affrontare le cause con la massima efficacia. Garantendo così un rapido sollievo dalle sintomatologie.

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intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari rappresentano un argomento sconosciuto a molti e, peggio ancora, estremamente sottovalutato. Eppure a soffrirne, il più delle volte inconsapevolmente, sono in molti: bambini e adulti, uomini e donne. Pur essendo difficile risalire a dati epidemiologici in grado di stabilirne con certezza la percentuale d’incidenza, stime indicative suggeriscono che ne soffre circa il 30-40 % della popolazione. Preoccupante è l’evidenza del diffuso aumento delle problematiche di salute legate ad allergie, ipersensibilità o intolleranze alimentari, testimonianze tangibili che il rapido dilagare dello stile di vita alimentare moderno, sempre più scarso di nutrienti, e più ricco invece di ingredienti raffinati, additivi ed inquinanti, non è idoneo alla “costruzione” e al mantenimento della salute degli individui.

Le intolleranze alimentari sono la conseguenza, la cosiddetta punta dell’iceberg, di una mucosa intestinale che, per svariati motivi, che approfondiremo, ha perso la sua integrità. Volendo darne una definizione in poche parole diremo che: l’intolleranza alimentare è la conseguenza del passaggio attraverso la mucosa intestinale, troppo permeabile, di macromolecole di alimenti, non completamente digeriti, che a contatto con il sistema linfatico e sanguigno scatenano la risposta di alcuni elementi del sistema immunitario (IgA e IgG) che a loro volta producono una reazione infiammatoria generalizzata. Tale infiammazione coinvolge l’intero l’organismo e può portare a sintomi e ad alterazioni a carico di qualsiasi organo o tessuto.

Tutto ha origine da quello che ingeriamo e dalla relazione che ciò instaura con la mucosa intestinale, interfaccia tra il mondo esterno e l’organismo, luogo fondamentale di discriminazione tra ciò che è funzionale alla nutrizione dell’individuo e quanto invece è opportuno eliminare.

L’herpes labiale recidivante molto spesso è riconducibile al disequilibrio immunitario e all’infiammazione cronica che si creano nell’organismo in presenza di intolleranze alimentari non diagnosticate e/o, soprattutto, non adeguatamente trattate. É noto che, una volta contratto, il virus dell’herpes rimane nell’organismo per sempre, in forma latente, “rifugiato” nei gangli dorsali del sistema nervoso. Il mantenimento del virus nello stato di latenza è fortemente influenzato dalle condizioni di equilibrio o di disequilibrio del sistema immunitario.
Il controllo sul virus “silente”, e il mantenimento di questo nello stato di latenza, è esercitato da una componente specifica del sistema immunitario: si tratta dei linfociti T Helper di tipo 1 (TH1), aventi funzione di organizzare la difesa contro i virus (parassiti endocellulari obbligati) e contro altri microrganismi che si comportano in modo analogo. L’efficienza di queste cellule TH1 nei confronti del controllo del virus dell’herpes dipende dalle condizioni di equilibrio della “bilancia” immunitaria (figurativamente parlando, un “piatto” della bilancia è rappresentato dalla componente TH1, l’altro è invece costituito dai linfociti TH2, specializzati per rispondere ad “invasioni” da parte di microrganismi extracellulari e di antigeni di varia natura).

La salute di un individuo, e l’assenza di manifestazioni sintomatiche, dipende dall’equilibrio esistente tra i due piatti della bilancia TH1 e TH2 e dalla prontezza di risposta, nei confronti dell’invasore, che da questo equilibrio dipende. È importante sapere che i due tipi di linfociti, TH1 e TH2, sono antagonisti, ossia producono entrambi delle sostanze (i mediatori chimici) con funzione inibitoria gli uni nei confronti degli altri. Il prevalere, ad esempio, dei TH2 comporta un abbassamento della risposta TH1 che, nel caso dell’herpes labiale, si traduce nell’incapacità di contenere efficacemente il virus in forma latente e di contrastare lo sviluppo di manifestazioni erpetiche recidivanti.
L’herpes labiale ricorrente, infatti, come tutte le malattie virali, è una patologia favorita dalla diminuzione della risposta linfocitaria TH1 rispetto a quella TH2. Un fattore determinante nello spostare la bilancia immunitaria verso TH2 è rappresentato dal disequilibrio della flora batterica intestinale (disbiosi). Disbiosi significa scarsità di flora batterica intestinale benefica difensiva e sovraccrescita di microrganismi opportunistici e/o patogeni intestinali (candida, enterobatteri, ecc.) che, per la loro natura di “invasori” extracellulari, stimolano la proliferazione dei linfociti TH2, a scapito dei TH1, indebolendo ancor più le difese nei confronti dei virus erpetici.

La disbiosi crea anche (ecco il legame tra herpes e intolleranze!) il presupposto per la genesi delle intolleranze alimentari: la mancanza di un’adeguata protezione microbica della mucosa intestinale, e la conseguente proliferazione dei patogeni, innesca infatti il progressivo logorio dell’integrità microbica ed anatomica della barriera filtrante selettiva intestinale, consentendo l’ingresso nell’organismo di macromolecole indigerite e di tossine (coloranti, conservanti, metalli pesanti, ecc.), che, essendo antigeni extracellulari, stimolano a loro volta l’attivazione dei TH2, a scapito dei TH1.
Come se ciò non bastasse, l’organismo, costantemente “avvelenato” dall’ingresso di antigeni e tossine, entra in uno stato d’infiammazione cronica crescente che indebolisce ancora di più le capacità di difesa del sistema immunitario. L’organismo intossicato è sempre meno in grado di contenere il virus dell’herpes in fase latente: le recidive sono perciò sempre più frequenti. In situazioni di questo genere l’eliminazione degli alimenti cui si è intolleranti (sempre se si è riusciti a stabilire con esattezza quali essi siano) non porta alla risoluzione definitiva del problema.

Il miglioramento iniziale, determinato dall’abbassamento dello stato infiammatorio cronico dell’organismo, non si mantiene nel tempo; la ragione di ciò sta nel fatto che, sino a quando la mucosa intestinale rimane compromessa, l’organismo inevitabilmente entra in contatto con le macromolecole degli alimenti utilizzati in sostituzione, sviluppando “nuove” intolleranze (ad esempio un soggetto intollerante al grano diventerà, nel giro di qualche mese, intollerante al farro e al kamut, utilizzati in alternativa).

Ad un tipo di intossicazione ed infiammazione cronica dell’organismo ne fa perciò seguito un’altra, ostacolando il riequilibrio della bilancia TH1/TH2 e impedendo il contenimento del virus dell’herpes nella fase latente. In questa situazione, l’approccio nei confronti dell’herpes labiale recidivante prevede perciò necessariamente il ripristino dell’integrità anatomica e microbica della barriera intestinale, condizione indispensabile per la costruzione di un terreno individuale in grado di contrastare efficacemente le recidive.

La natura ti aiuta nella risoluzione dell’herpes labiale da intolleranze alimentari.

L’approccio naturale ed efficace

L’herpes labiale recidivante può essere riconducibile al disequilibrio immunitario e all’infiammazione cronica che si creano nell’organismo in presenza di intolleranze alimentari non diagnosticate e/o, soprattutto, non adeguatamente trattate. L’assunzione di alimenti che danno “fastidio” al sistema immunitario destabilizza la capacità dell’organismo di mantenere il virus dell’herpes allo stato di latenza.
Tuttavia, la semplice eliminazione degli alimenti cui si è intolleranti non porta alla risoluzione definitiva del problema. Infatti il miglioramento iniziale, determinato dall’abbassamento dello stato infiammatorio cronico dell’organismo, non si mantiene nel tempo; la ragione di ciò sta nel fatto che, sino a quando il “terreno” intestinale e la mucosa rimangono compromessi, l’organismo inevitabilmente viene a contatto con gli alimenti utilizzati in sostituzione, sviluppando “nuove” intolleranze e ostacolando la capacità del sistema immunitario di contenere l’herpes nella fase latente, con la comparsa di nuove recidive.
È invece necessario agire sulle cause, partendo prima di tutto dall’intestino “gocciolante”, luogo ove avviene il passaggio degli alimenti “colpevoli”. A tal fine la natura, associata alla correzione dello stile di vita alimentare, può essere di grande aiuto, in particolare grazie alle straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

GSE e herpes labiale da intolleranze alimentari

Nei confronti di tale problematica, l’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) svolge molteplici attività. Prima di tutto il GSE è in grado di inattivare direttamente il virus Herpes simplex, come evidenziato dalle ricerche compiute dall’equipe del Dottor William Shannon, direttore del laboratorio di virologia-microbiologia del Southern Research Institute. Inoltre la sua riconosciuta attività di “pulitore selettivo” consente al GSE di agire sui microrganismi patogeni senza intaccare i batteri fisiologici dell’apparato intestinale, facilitando così il compito del sistema immunitario che, essendo meno impegnato, può potenziare la sua efficienza nei confronti del virus.
Parallelamente a tale attività antivirale, il GSE risulta fondamentale per la risoluzione delle intolleranze alimentari. In primo luogo infatti, grazie alla sua attività antimicrobica selettiva, controlla la proliferazione dei microrganismi responsabili di alterare la permeabilità intestinale (tra cui la temutissima Candida albicans), tutelando invece la flora fisiologica indispensabile per proteggere la mucosa e prevenire le intolleranze alimentari.
In secondo luogo, svolge un ruolo protettivo e riparatore nei confronti dell’apparato gastro-intestinale, accelerando la guarigione delle lesioni a carico della mucosa che sono all’origine delle intolleranze alimentari e del conseguente disequilibrio infiammatorio/immunitario che impedisce il contenimento del virus dell’herpes.
Per tutte le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti herpes labiale da intolleranze alimentari. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di attuare un approccio completo, che prevede di:

  • 1 - affrontare e risolvere il problema che è alla base delle intolleranze alimentari con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni:
    • a) ripristinare l’integrità della mucosa intestinale;
    • b) ottimizzare il terreno intestinale e favorire il corretto metabolismo;
    • c) favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi preposti;
    • d) seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti;
  • 2 - combattere il virus responsabile dell’herpes nel suo manifestarsi attraverso un’azione sistemica volta al contenimento della proliferazione del virus stesso, al rafforzamento dell’efficienza del sistema immunitario e all’integrazione dell’aminoacido Lisina, di importanza fondamentale per contrastare la replicazione del virus erpetico;
  • 3 - prevenire localmente le recidive dell’herpes labiale attraverso l’applicazione quotidiana di un prodotto specifico per labbra e parti adiacenti, con una mirata azione antivirale e protettiva naturale.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo) prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

1. affrontare e risolvere il problema che è alla base delle intolleranze alimentari con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni:

  • a) ripristinare l’integrità della mucosa intestinale
  • b) ottimizzare il terreno intestinale
  • c) favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi preposti
  • d) seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti

Queste attività nel complesso si realizzano grazie all’assunzione di un mix di funzionali naturali da assumere tre momenti distinti della giornata (mattino, mezzogiorno e sera), per offrire una soluzione al problema delle intolleranze alimentari affrontando direttamente le cause che ne sono all’origine.

Per la trattazione completa dei principi vegetali utilizzati e della loro funzionalità si rimanda all’approccio specifico relativo alle intolleranze alimentari.

2. combattere il virus responsabile dell’herpes nel suo manifestarsi attraverso un’azione sistemica volta al contenimento della proliferazione del virus stesso, al rafforzamento dell’efficienza del sistema immunitario e all’integrazione dell’aminoacido Lisina, di importanza fondamentale per contrastare la replicazione del virus erpetico

La natura può aiutarti con:

Estratto di semi di Pompelmo: come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti del virus responsabile dell’herpes labiale ne confermano le straordinarie potenzialità in tal senso.

Uncaria: riconosciuta per le sue proprietà antivirali, tale pianta rivela inoltre una potente efficacia quale regolatrice del sistema immunitario. Il suo utilizzo porta ad un aumento della resistenza nell’organismo alle infezioni e migliora la risposta in caso di malattia.

Alga dulse: alga rossa, spontanea nelle coste a Nord degli oceani Atlantico e Pacifico, che spicca per l’elevato contenuto in lisina (mentre è completamente priva di l’arginina). Inoltre ha un elevato contenuto di vitamine del gruppo B e di vitamina C, le quali agiscono da fattori anti-stress e rafforzano l’organismo nei confronti dell’HSV.

Lisina: aminoacido essenziale per l’uomo, che non è in grado di produrlo e deve quindi assumerlo attraverso la dieta; la lisina è in grado di contrastare la replicazione virale in quanto antagonista dell’arginina (aminoacido abbondante nelle proteine coinvolte nella replicazione virale).

I componenti vegetali sopra descritti sono sapientemente veicolati in compresse deglutibili.

3. prevenire efficacemente le recidive dell’herpes labiale attraverso l’applicazione quotidiana di un prodotto specifico per labbra e parti adiacenti, con una mirata azione antivirale e protettiva naturale, ed evitando l’esposizione non protetta al sole o alle lampade solari

La natura può aiutarti con:

Estratto di semi di Pompelmo: come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia diretta dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti dell’HSV-1, specie responsabile dell’herpes labiale, confermano il GSE come il rimedio ideale per questa tipica infezione delle labbra, anche ai fini preventivi.

Prunella: appartenente alla famiglia delle Labiatae, la prunella ha dimostrato una particolare attività antivirale, riconosciuta in particolare verso il virus dell’herpes simplex, sia di tipo 1 che di tipo 2. È in grado di inibire l’infezione virale sin dai primissimi stadi, ossia ostacolando l’ingresso di HSV nelle cellule e, di conseguenza, la sua replicazione. Quest’azione la rende l’ingrediente d’elezione per essere utilizzata in preparazioni ad uso topico a scopo preventivo delle recidive dell’herpes labiale.

Melissa: appartenente anch’essa alla famiglia delle Labiatae, grazie alla sua spiccata azione nei confronti del virus dell’herpes simplex, la melissa è utilizzata per uso esterno sia per la prevenzione, sia per il trattamento dell’herpes labiale; prolunga l’intervallo tra un episodio di herpes recidivante e l’altro.

Acido glicirretico: composto triterpenico estratto dalla radice di liquirizia con note proprietà lenitive ed emollienti cutanee. Inoltre ha spiccate proprietà antivirali, inibisce sia la crescita che l’effetto citopatico del virus, risultando quindi utile per la prevenzione e il trattamento delle lesioni erpetiche.

Camellia sinensis (Tè verde): ricco in composti polifenolici, è ritenuto avere capacità protettiva superiore alle vitamine C e E. Previene la risposta infiammatoria, l’immunosoppressione e lo stress ossidativo indotti dalle radiazioni UVB. Rafforza pertanto l’epidermide di labbra e parti adiacenti grazie a questa sua marcata azione fotoprotettiva e immunoregolatrice cutanea.

Vitamina E: applicata topicamente, è in grado di comportarsi da filtro solare; inoltre possiede un’azione anti-herpes, riducendo sensibilmente l’estensione e lo sviluppo delle lesioni erpetiche, la loro durata e severità.

Cera d’api e Burro di karitè: la loro associazione completa l’azione naturale protettiva nei confronti degli agenti esterni, conferendo tono ed elasticità alla pelle e tutelandola dai danni provocati dall’esposizione solare e dal rischi che questa rappresenta per la riattivazione dell’herpes labiale.

Veicolo ideale di questi componenti vegetali è una pomata labbra dermatologica in pratico stick.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio efficace nei confronti dell’herpes labiale da intolleranze alimentari, possono essere ulteriormente coadiuvate da un rimedio specifico indicato in caso di presenza di lesioni erpetiche: grazie ad un’azione locale antivirale, emolliente e protettiva, per contrastare subito i primi sintomi e l’evoluzione delle lesioni stesse favorendone una rapida risoluzione: crema dermatologica a base di GSE, Melissa, Acido glicirretico, vitamina C, Porphyra umbilicalis e Fitosqualano.

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO DURATA DELLA DIETA: ALMENO 4 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche” perché poveri di minerali e vitamine.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt)
  • Carne ( sia rossa che bianca) il cui catabolismo proteico favorisce l’acidificazione organica, condizione che per essere tamponata priva il Calcio dalle ossa, incrementando lo stato di demineralizzazione
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati)
  • Uova
  • Caffè
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici
  • Sale raffinato
  • Alcolici

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle), tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

  • Il ripristino dell’integrità della mucosa intestinale è il primo passo per risolvere le intolleranze alimentari. Pertanto per raggiungere tale obiettivo è opportuno evitare gli alimenti che promuovono la disbiosi intestinale (carne, zuccheri, latticini) e incrementare gli alimenti che favoriscono l’eubiosi intestinale (frutta e verdura, cereali integrali senza glutine, pseudocereali e legumi). Per quanto riguarda, in particolare, la frutta e la verdura, si consiglia di assumere questi alimenti il più possibile crudi; in tal modo si incrementa naturalmente l’apporto di enzimi digestivi indispensabili per coadiuvare il lavoro del pancreas e si facilita così l’adeguata scomposizione delle macromolecole alimentari nei loro “mattoni” di base.
  • Poiché in presenza di intolleranze alimentari le trame della mucosa intestinale sono “lasse” (intestino “colabrodo”) a tal punto da far passare tossine e macromolecole che circolano liberamente intossicando l’organismo, è inoltre opportuno integrare la dieta con alimenti dall’azione detossificante: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco. Inoltre, topinambur, aglio e cipolla sono alimenti ricchi di fibre (favorenti la pulizia intestinale) in particolare di inulina (elemento in grado di riattivare lo sviluppo della flora intestinale benefica, in quanto costituisce il substrato nutritivo per la sua colonizzazione e crescita).
  • Per l’azione rimineralizzante e l’apporto di carboidrati complessi, naturalmente privi di glutine scegliere: miglio, grano saraceno, riso integrale. Importante inoltre l’integrazione di carote, zucca, melone, albicocche poiché sono alimenti (come anche tutte le crucifere, già citate) ricchi di provitamina A (elemento che contribuisce all’integrità della mucosa intestinale). Fonti di vitamina E (elemento che in sinergia con la vitamina A favorisce l’integrità della mucosa intestinale) sono invece: olio di germe di grano, germe di grano in scaglie per uso alimentare e semi oleaginosi.
  • Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio che è sempre presente, in modo cronico, in caso di intolleranze alimentari) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc.
  • Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale). Utile anche il Kefir d’acqua (non zuccherato), bevanda fresca e dissetante che favorisce l’eubiosi intestinale.

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo. Mangiare seduti e con calma, masticando a lungo.
Una buona masticazione lubrifica il cibo e lo disgrega meccanicamente: una masticazione efficiente favorisce una digestione migliore, riducendo il rischio che macromolecole alimentari non digeriti e arrivino a livello della mucosa intestinale “colabrodo” facendo poi il loro indesiderato ingresso nell’organismo. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari (in particolare antibiotici, antiulcera, lassativi e antinfiammatori).
Variare il più possibile gli alimenti preferendo gli alimenti promotori del benessere (frutta, verdura di stagione, cereali integrali, proteine di origine vegetale, oli di prima spremitura a freddo e semi oleaginiosi). La varietà alimentare consente di evitare il raggiungimento del “livello soglia”, abbassando così lo stato infiammatorio generale dell’organismo e allontanando il rischio di comparsa dei sintomi tipici dell’intolleranza.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, rafforza il sistema immunitario, favorisce il processo di detossificazione, e migliora il metabolismo (entrambi questi due ultimi aspetti sono fondamentali nell’approccio per la risoluzione delle intolleranze alimentari). Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni. Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!
Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!

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