Alitosi da intolleranze alimentari

Problematica

L’alitosi, soprattutto se persistente, è una problematica che coinvolge non solo l’area anatomica ove avviene l’effettiva emissione dell’alito, ossia il cavo orale, ma soprattutto, l’organismo nel suo insieme, evidenziando che “qualcosa proprio non va”. Ciò che è invece ancora poco noto, ma che sta trovando sempre più riscontri, è che all’origine della tossiemia (accumulo nel sangue di una grande quantità di tossine), che porta all’emissione di alito maleodorante, vi può essere un’intolleranza alimentare. Alimenti mal digeriti, attraversando la mucosa intestinale, divenuta, nel tempo, troppo permeabile, entrano in circolo e inducono l’accumulo nel sangue di una elevatissima quantità di tossine. Il perdurare di tale situazione, nei soggetti predisposti, è causa di emissione di alito cattivo.

La causa principale che è all’origine sia delle intolleranze alimentari, sia di questa “tossiemia maleodorante” è senza ombra di dubbio la disbiosi intestinale. Con ciò si intende il disequilibrio della microflora fisiologica che si viene a creare soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici, ma anche antiacidi, lassativi, ecc.) e ad abitudini alimentari errate (carboidrati raffinati, eccesso di proteine animali, cibi conservati, ricchi di coloranti, poveri di nutrienti, scarsità di fibre, ecc.).

I batteri patogeni e opportunistici che, in seguito a ciò, proliferano a dismisura nell’intestino, togliendo spazio alla colonizzazione da parte dei microrganismi benefici, portano a fermentazioni e a putrefazioni intestinali; i metaboliti tossici che da ciò si originano si riversano in parte nel sangue e, in parte, soprattutto se sotto forma di molecole volatili, risalgono il tubo digerente, danno origine all’emissione di alito cattivo. Ciò è favorito anche dal fatto che, in condizioni di disbiosi, viene a mancare il completamento dell’attività digestiva svolta dalla microflora intestinale: gli alimenti, non adeguatamente demoliti nei loro nutrienti di base, vanno incontro più facilmente a fermentazioni o putrefazioni, portando all’aumento di gas e tossine maleodoranti.

Disbiosi, fermentazioni e putrefazioni intestinali sono spesso collegate anche ad un’insufficiente attività di digestione gastrica. Non dimentichiamo infatti il ruolo fondamentale svolto dallo stomaco nel “preparare” il cibo ad essere adeguatamente demolito ed assimilato, nonché la funzione “sterilizzante” del succo gastrico nei riguardi dei microrganismi che inevitabilmente vengono introdotti con gli alimenti. Chi soffre di gastrite, difficoltà digestive, bruciori di stomaco, reflusso, ecc. è perciò più propenso a sviluppare disbiosi intestinale, tanto più se fa uso, quotidianamente o occasionalmente, di farmaci per tamponare o inibire l’acidità gastrica, disturbando i delicati meccanismi digestivi e di difesa che lo stomaco è, fisiologicamente, chiamato a svolgere per la tutela e l’efficienza non solo di tutto l’apparato digerente ma anche dell’intero organismo.

In condizioni di disbiosi (indotta da problematiche gastriche, assunzione di farmaci e/o alimentazione errata), poiché la microflora benefica scarseggia, i microrganismi patogeni finiscono anche con l’aggredire la mucosa intestinale. I batteri intestinali “buoni” svolgono infatti un ruolo protettivo nei confronti della mucosa intestinale, la cui integrità è indispensabile per assorbire correttamente i nutrienti e per fare una selezione tra ciò che è utile all’organismo e ciò che invece  è dannoso e, come tale, va eliminato.

In condizione di disbiosi, venendo meno la moltitudine di batteri benefici, si riduce la loro azione protettiva: la mucosa intestinale è più esposta e diventa suscettibile all’aggressione delle sostanze tossiche e dei microrganismi patogeni (la stessa candida, accrescendosi, sviluppa delle ramificazioni che logorano e perforano la mucosa). Si creano così dei veri e propri varchi tra le cellule e la mucosa diventa permeabile alle macromolecole alimentari indigerite e alle sostanze di scarto che altrimenti avrebbe respinto: l’intestino ha perso la sua funzione di barriera selettiva; alimenti indigeriti e tossine fanno così il loro indesiderato ingresso nell’organismo.

Il sistema immunitario si attiva per rispondere a questa “invasione”, a tal fine mette in campo una risposta infiammatoria generalizzata che, giorno dopo giorno, porta allo sviluppo dei sintomi da intolleranza alimentare. Dalla perdita di integrità della barriera intestinale, al passaggio di macromolecole e tossine, all’attivazione del sistema immunitario: è questo il modo in cui si sviluppano le intolleranze alimentari.

Putrefazioni e fermentazioni intestinali, eccesso di metaboliti tossici, ingresso nell’organismo di macromolecole indigerite e di tossine…insomma un vero disastro! A tale situazione cercano di porre rimedio gli organi deputati alla depurazione dell’organismo (i cosiddetti emuntori). In particolare fegato e reni si danno un gran da fare per favorire l’eliminazione dei rifiuti tossici, “caricandosi”, con ciò, di un lavoro, che, seppur di loro competenza, sta raggiungendo, a causa delle intolleranze alimentari, livelli decisamente sovra-misura.

Ad un certo punto, giorno dopo giorno, in seguito a tale sovraccarico, l’attività di depurazione epatica e renale si rivela insufficiente allo smaltimento delle tossine e la concentrazione di queste nel sangue rimane elevata. Stando così le cose l’ultima via d’uscita a disposizione per eliminare dall’organismo l’eccesso di metaboliti tossici è rappresentata dai polmoni (non dimentichiamo infatti che anch’essi sono un organo emuntorio!); lo scambio gassoso polmonare  consente infatti il passaggio dei gas maleodoranti dal sangue all’espirato, che risulta così inevitabilmente maleodorante. Ecco compresa la relazione tra alitosi persistente ed intolleranze alimentari.

La problematica, come abbiamo visto, è molto complessa poiché può coinvolgere diversi organi ed apparati (con una prevalenza che dipende dalla predisposizione individuale); in alcuni soggetti ci può essere un coinvolgimento prevalente dello stomaco (difficoltà digestive, bruciori, ecc.), in altri dell’intestino e degli organi di depurazione (fermentazioni, sovraccarico epatico, ecc.), in altri ancora una difficoltà di smaltimento attraverso le vie aeree (legata magari ad affezioni respiratorie croniche o ricorrenti, oppure, ad esempio, all’abitudine al fumo).


Eliminare l’alimento non basta

All’origine dell’alitosi da intolleranze alimentari vi è dunque l’ingresso nell’organismo di macromolecole indigerite e di tossine. Potrebbe sembrare una soluzione quella di scoprire quali sono gli alimenti maggiormente responsabili del problema, ma, a parte l’oggettiva difficoltà nel determinarli, e quindi eliminarli, in realtà ciò porta solo a benefici di breve durata; non dimentichiamo infatti che la vera responsabile del problema è la perdita di integrità della mucosa intestinale, con il venir meno della capacità di discernere tra ciò che è utile all’organismo e ciò che è dannoso (con il conseguente sviluppo di quella che abbiamo chiamato “tossiemia maleodorante”).

Per questo, eliminare gli “alimenti intolleranti” non rappresenta la soluzione definitiva al problema; è invece indispensabile agire prima di tutto efficacemente sulle cause delle intolleranze e, contemporaneamente, direttamente sull’alitosi.

La natura ti aiuta in caso di alitosi da intolleranze alimentari.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Nella relazione tra intolleranze alimentari e alitosi, eliminare l’alimento (o gli alimenti) responsabili di scatenare la tossiemia maleodorante potrebbe sembrare la soluzione al problema. A parte la difficoltà nel determinare, e quindi eliminare, i possibili cibi “colpevoli”, poiché la vera responsabile di questa situazione di infiammazione è la perdita dell’integrità della mucosa intestinale e il passaggio di antigeni alimentari e tossine, eliminare gli alimenti alitogeni e gli alimenti verso cui si è intolleranti, pur essendo senz’altro utile, non rappresenta la soluzione definitiva del problema.

Si potrà avere un sollievo momentaneo ma sarà di breve durata: la mucosa danneggiata consentirà il passaggio ad altre molecole, verso le quali l’organismo svilupperà nuove intolleranze, con la ripresa dell’emissione di alito dal cattivo odore. È invece necessario agire sulle cause, partendo prima di tutto dal luogo ove l’infiammazione ha avuto origine: l’intestino, luogo ove avviene il passaggio degli alimenti “colpevoli”. Parallelamente è necessario anche agire sul sintomo e sulle cause dell’alitosi, sia essa in relazione a problematiche a carico delle alte e basse vie aeree, sia essa in relazione a problematiche gastriche o sia essa dovuta da problematiche depurative e a processi fermentativi.
A tal fine la natura, associata alla correzione dello stile di vita alimentare, può essere di grande aiuto, in particolare grazie alle straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

GSE e alitosi da intolleranze alimentari

Nei confronti di tale problematica, l’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) risulta particolarmente efficace per il suo ruolo determinante nella risoluzione delle intolleranze alimentari. In primo luogo infatti, è fondamentale evidenziare le straordinarie proprietà antimicrobiche ad ampio spettro: risulta infatti attivo contro circa 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), più di 100 ceppi di lieviti e muffe (tra cui la temutissima Candida albicans), oltre a numerosi virus e parassiti.

Ciò che oltremodo sorprende, e che non trova eguali nel mondo del naturale, è la selettività del GSE, come è stato dimostrato da uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” volume 5 n° 3 del ’90: tutela la flora fisiologica indispensabile per proteggere la mucosa e prevenire le intolleranze alimentari. In secondo luogo, svolge un ruolo protettivo e riparatore nei confronti dell’apparato gastro-intestinale, accelerando la guarigione delle lesioni (a carico della mucosa) che sono all’origine delle intolleranze alimentari e della conseguente tossiemia maleodorante che porta all’insorgere dell’alitosi.

Queste proprietà lo rendono il funzionale ideale per l’igienizzazione del cavo orale al fine di contrastare efficacemente le proliferazioni e le fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo. L’utilità del GSE nei riguardi dell’alitosi da intolleranze alimentari riguarda pertanto sia la sua attività a livello del cavo orale sia la sua attività a livello della mucosa intestinale.

Per tutte le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti delle cause che possono portare all’insorgere di intolleranze alimentari e, nei soggetti predisposti, al sintomo del cattivo odore orale.  L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di attuare un approccio completo, che prevede di:

1. affrontare e risolvere il problema che è alla base delle intolleranze alimentari con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni:

a. ripristinare l’integrità della mucosa intestinale, solo così è possibile impedire l’ingresso nell’organismo di macromolecole alimentari ed antigeni, prevenire l’accumulo di tossine e lo sviluppo di infiammazione;

b. ottimizzare il “terreno” intestinale e favorire il corretto metabolismo, garantendo la presenza di una flora batterica integra e vitale e facilitando il lavoro digestivo del pancreas;

c. favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti;

d. seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti, da un lato, evitando le categorie di alimenti che alterano la permeabilità intestinale e, dall’altro, favorendo l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti.


2. affrontare e risolvere i problemi che sono alla base dell’alitosi con un prodotto ad uso sistemico che svolga una delle seguenti funzioni:

a. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo la fisiologica funzionalità delle vie aeree;

b. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo i processi digestivi e la funzionalità gastrica;

c. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo i processi di depurazione dell’organismo e l’eliminazione dei gas intestinali.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (non solo alimentare)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

1. Affrontare e risolvere il problema che è alla base delle intolleranze alimentari con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni:

a. Ripristinare l’integrità della mucosa intestinale, solo così è possibile impedire l’ingresso nell’organismo di macromolecole alimentari ed antigeni, prevenire l’accumulo di tossine e lo sviluppo di infiammazione.

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: grazie alle sue proprietà citoprotettive, il GSE è in grado di accelerare la guarigione delle lesioni a carico della mucosa gastro-intestinale.

Centella: Tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà cicatrizzanti, la Centella aumenta la forza dei tessuti epiteliali, ne promuove la cheratinizzazione, stimola la crescita dell’endotelio epiteliale e promuove la produzione di collagene inducendo così una più efficace guarigione delle lesioni. Vanta inoltre proprietà antinfiammatorie, toniche, diuretiche e sedative. L’acido asiatico e l’asiaticoside presenti nel suo fitocomplesso sono i composti più attivi: l’asiaticoside, in particolare, favorisce l’angiogenesi e la stimolazione della sintesi del collagene. Queste proprietà rendono la Centella indispensabile per ripristinare l’integrità di una mucosa intestinale eccessivamente permeabile.

Agar Agar: l’elevato contenuto di polisaccaridi complessi, agarosio e agaropectina, ne giustifica l’utilizzo per uso interno come antinfiammatorio e lenitivo della mucosa. L’Agar Agar è immune dall’aggressione da parte dei succhi gastrici e passa direttamente al tratto intestinale ove ricopre le mucose con un sottile strato proteggendole e favorendone indirettamente il ripristino dell’integrità.


b.
Ottimizzare il “terreno” intestinale e favorire il corretto metabolismo, garantendo la presenza di una flora batterica integra e vitale e facilitando il lavoro digestivo del pancreas;

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: grazie alla sue proprietà antibatteriche, antimicotiche, antiparassitarie ed antivirali, è il rimedio d’elezione per contrastare direttamente i microrganismi patogeni (in particolare la temutissima candida) responsabili di alterare la composizione dell’ecosistema microbico intestinale e di causare, nel tempo, lesioni a carico della mucosa, aggravando la permeabilità intestinale e conseguentemente portando allo sviluppo di intolleranze alimentari.

Curcuma: Dal rizoma della Curcuma si ricava un estratto, ricco in curcumina, che ha dimostrati effetti benefici sul sistema immunitario: un team di studiosi ha scoperto, infatti, che la curcumina è in grado di rinforzare il nostro sistema immunitario rendendolo più efficiente nel contrastare l’attacco degli agenti patogeni. Un’ulteriore attività della Curcuma è quella digestiva, poiché stimola la secrezione biliare favorendo la digestione dei grassi. Inoltre, esplica anche un’importante azione antimicrobica, agendo in tal senso, in sinergia con il GSE.

Maltodestrine fermentate (enzimi): Si tratta di una speciale miscela di enzimi purificati ad alta efficacia, estratti e concentrati da maltodestrine fermentate utilizzando colture di fungo Aspergyllus. Questi enzimi sono attivi ad una temperatura che si avvicina a quella del corpo umano; esplicano la loro attività all’interno di un range di pH compreso tra 3.0 e 9.0: sono, cioè, gli unici enzimi attivi sia nel tratto acido che in quello basico che in quello neutro dell’intestino. La loro attività, infatti, inizia già nella parte superiore dello stomaco; questo favorisce la diminuzione della secrezione enzimatica digestiva propria dell’organismo, coadiuvando ed alleggerendo il lavoro del pancreas: Questi enzimi scompongono efficacemente sia le proteine, che i carboidrati ed i grassi, garantendo la riduzione delle macromolecole nei loro componenti di base.

c. Favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti

La natura può aiutarti con

Cardo mariano: dalle straordinarie virtù antiossidanti e disintossicanti, la sua attività si esplica in modo particolare a livello epatico; il suo impiego è indispensabile per favorire l’attività epatica e migliorare la depurazione dell’organismo “intossicato” a causa delle intolleranze alimentari.

Curcuma: per il suo ricchissimo fitocomplesso, è da sempre impiegata come rimedio per i problemi epatici; esplica azioni epatoprotettiva, coleretica e colagoga, favorendo la produzione e la secrezione della bile e, di conseguenza, i processi digestivi. Il suo inserimento è giustificato anche dalla spiccata attività antinfiammatoria, sia nei confronti delle infiammazioni acute, sia croniche; tale attività, priva peraltro di qualsiasi ef¬fetto collaterale, risulta fondamentale per contribuire ad abbas-sare lo stato infiammatorio cronico inevitabilmente innescato dalle intolleranze alimentari.

Solidagine: nota per le spiccate proprietà diuretiche e depurative renali, esplica azione antinfiammatoria e decongestionante delle vie urinarie, contribuendo al mantenimento dello stato di benessere di reni e vescica. Nel complesso delle sue proprietà, l’azione drenante che ne deriva favorisce in modo ottimale l’eliminazione delle tossine accumulatesi in seguito ad intolleranze alimentari.

4. Seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti

I componenti specifici

PROTEINE VEGETALI: i legumi (fagioli, piselli, fave, lenticchie e ceci), il tofu, il tempeh, il lievito alimentare ed il germe di grano.

CEREALI E PSEUDOCEREALI INTEGRALI: Ricchi di vitamine, sali minerali, fibre, amidi, proteine. Si dividono in cereali e pseudocereali senza glutine (riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa e amaranto) ed in cereali con glutine (orzo, segale, farro, avena, grano e kamut).

ORTAGGI E FRUTTA DI STAGIONE BIOLOGICI: I più ricchi in vitamine, specialmente di vitamina C, di provitamina A, di minerali (calcio, potassio, zinco, rame, magnesio ecc.), di antiossidanti e di fibre.

PESCE: Di piccola taglia e di mare aperto (sardine, orate, branzini, acciughe, sgombro), non più di 2 volte alla settimana.

SEMI OLEGINOSI: Ricchi in vitamina E, vitamine del gruppo B, minerali, quali fosforo, rame, calcio, zinco; proteine vegetali, fibre, acidi grassi essenziali ed acidi grassi monoinsaturi.

OLI DI PRIMA SPREMITURA: Ricchi in vitamina F, vitamine del gruppo A ed E, acidi grassi polinsaturi (omega-3 ed omega-6).

ACQUA A BASSO RESIDUO FISSO: Lontano dai pasti a temperatura ambiente, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

L’assunzione dei componenti sopraelencati è stata opportunamente suddivisa e differenziata a seconda delle esigenze dei diversi momenti della giornata (mattino, mezzogiorno, sera). In tal modo si raggiunge il duplice scopo di fornire tutte le sostanze utili, nei quantitativi adeguati, e al contempo di assumerle nel momento della giornata più idoneo alla loro efficacia.

In associazione, fondamentale sarà sapere che in presenza di intolleranze alimentari, è necessario escludere gli alimenti che ledono la mucosa intestinale ed assumere, invece, quei cibi che promuovono l’eubiosi intestinale e sono, quindi, indispensabili per la risoluzione definitiva delle intolleranze ed il mantenimento della salute.

2. Affrontare e risolvere i problemi che sono alla base dell’alitosi con un prodotto ad uso sistemico che svolga una delle seguenti funzioni:

a. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo la fisiologica funzionalità delle vie aeree

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo

Estratto di semi di Pompelmo: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e  combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Menta e Limone (aromi e oli essenziali naturali): inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto fresco e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause “a monte” relative alle alte e basse vie aeree

Mirra: gommo-resina estratta dalla Commiphora myrrha, contiene principi attivi terpenici (dipentene, limonene, delta-epinene, eugenolo, cadinene, cresolo e aldeide cinnamica) dalle proprietà benefiche contro le flogosi delle mucose. La mirra costituisce un rimedio particolarmente utile nel caso di irritazioni ed infiammazioni della mucosa delle vie aeree, siano esse causate dall’abitudine al fumo, da affezioni quali sinusiti e tonsilliti oppure da problematiche gengivali o dentali di varia origine e natura.

Altea: ricca in mucillagini e pectine, esplica azione emolliente e decongestionante delle mucose sia nelle forme catarrali acute e croniche, sia nelle affezioni delle vie respiratorie a carattere irritativo. La radice di altea è perciò indicata nel trattamento di tutte le problematiche delle vie aeree collegate, per varie ragioni, all’insorgenza di alitosi.

Erisimo: conosciuta come “erba dei cantori”, l’erisimo è dotato di proprietà antispasmodiche, antinfiammatorie, mucolitiche ed espettoranti ed è pertanto indicato in tutte le affezioni delle vie aeree, sia acute che croniche.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.

b. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo i processi digestivi e la funzionalità gastrica

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo

Estratto di semi di Pompelmo: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e  combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Liquirizia (aroma naturale) e Cardamomo (olio essenziale naturale): inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto forte e allo stesso tempo piacevole, e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause relative alle problematiche gastriche

Rabarbaro: dal ricchissimo fitocomplesso, il rabarbaro è un ottimo stomachico ed eupeptico;  stimola infatti la secrezione e la motilità gastrica favorendo sia la digestione sia lo svuotamento gastrico, funzioni notevolmente rallentate nei casi di dispepsie o gastriti.

Cardamomo: l’elevato contenuto in molecole terpeniche gli conferisce spiccate proprietà benefiche sull’apparato gastro-digerente; le azioni principali sono: eupeptica, stimolante la digestione e carminativa, tanto che l’estratto di cardamomo è tra i fitopreparati di prima scelta nelle dispepsie croniche non infiammatorie. Non da ultimo il cardamomo vanta, per il suo contenuto in olio essenziale, una spiccata attività antisettica, efficace nei confronti delle specie batteriche che possono colonizzare il tratto digerente.

Liquirizia: ad attività emolliente ed antinfiammatoria, la liquirizia possiede riconosciute proprietà nei confronti della mucosa gastrica (riscontrabili in una spiccata attività antiulcera), dovute principalmente alla presenza di glicirizzina e flavonoidi.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.

c. agire sul sintomo dell’alitosi, contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito, e sulle cause “a monte”, favorendo i processi di depurazione dell’organismo e l’eliminazione dei gas intestinali

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo
Estratto di semi di Pompelmo
: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e  combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Cannella (aroma ed olio essenziale naturali): l’aroma e l’olio essenziale di cannella, inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto deciso e allo stesso tempo piacevole e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause relative alle problematiche depurative e fermentative

Cardo mariano: ricco in sostanze appartenenti al gruppo dei flavolignani (similarina, silibina e silicristina), possiede spiccate proprietà nei confronti della protezione e della depurazione epatica. Esplica inoltre una spiccata attività antiossidante, in grado di migliorare l’efficienza generale dell’organismo, anche in presenza di problematiche croniche.

Achillea: le proprietà benefiche che l’Achillea esplica a livello sistemico, grazie alla sinergia di tutti i funzionali presenti nell’intero fitocomplesso, sono principalmente: spasmolitica, carminativa, coleretica e antiepatotossica Queste ultime attività sono provate da studi che hanno confermato in vivo la capacità dell’Achillea di stimolare la produzione biliare e di diminuire il livello ematico di transaminasi dovuto a insufficienza epatica. Per l’insieme di queste sue proprietà, l’Achillea viene utilizzata nei disturbi gastrointestinali con flatulenza e crampi, e come depurativo dell’organismo.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO      DURATA DELLA DIETA: ALMENO 4 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche” perché poveri di minerali e vitamine.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne ( sia rossa che bianca) il cui catabolismo proteico favorisce l’acidificazione organica, condizione che per essere tamponata priva il Calcio dalle ossa, incrementando lo stato di demineralizzazione.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Uova.
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle), tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Il ripristino dell’integrità della mucosa intestinale è il primo passo per risolvere le intolleranze alimentari. Pertanto per raggiungere tale obiettivo è opportuno evitare gli alimenti che promuovono la disbiosi intestinale (carne, zuccheri, latticini) e incrementare gli alimenti che favoriscono l’eubiosi intestinale (frutta e verdura, cereali integrali senza glutine, pseudocereali e legumi). Per quanto riguarda, in particolare, la frutta e la verdura, si consiglia di assumere questi alimenti il più possibile crudi; in tal modo si incrementa naturalmente l’apporto di enzimi digestivi indispensabili per coadiuvare il lavoro del pancreas e si facilita così l’adeguata scomposizione delle macromolecole alimentari nei loro “mattoni” di base.

Poiché in presenza di intolleranze alimentari le trame della mucosa intestinale sono “lasse” (intestino “colabrodo”) a tal punto da far passare tossine e macromolecole che circolano liberamente intossicando l’organismo, è inoltre opportuno integrare la dieta con alimenti dall’azione detossificante: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco. Inoltre, topinambur, aglio e cipolla sono alimenti ricchi di fibre (favorenti la pulizia intestinale) in particolare di inulina (elemento in grado di riattivare lo sviluppo della flora intestinale benefica, in quanto costituisce il substrato nutritivo per la sua colonizzazione e crescita).

Per l’azione rimineralizzante e l’apporto di carboidrati complessi, naturalmente privi di glutine scegliere: miglio, grano saraceno, riso integrale. Importante inoltre l’integrazione di carote, zucca, melone, albicocche poiché sono alimenti (come anche tutte le crucifere, già citate) ricchi di provitamina A (elemento che contribuisce all’integrità della mucosa intestinale). Fonti di vitamina E (elemento che in sinergia con la vitamina A favorisce l’integrità della mucosa intestinale) sono invece: olio di germe di grano, germe di grano in scaglie per uso alimentare e semi oleaginosi. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio che è sempre presente, in modo cronico, in caso di intolleranze alimentari) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale). Utile anche il Kefir d’acqua (non zuccherato), bevanda fresca e dissetante che favorisce l’eubiosi intestinale.

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo. Mangiare seduti e con calma, masticando a lungo.

Una buona masticazione lubrifica il cibo e lo disgrega meccanicamente: una masticazione efficiente favorisce una digestione migliore, riducendo il rischio che macromolecole alimentari non digeriti e arrivino a livello della mucosa intestinale “colabrodo” facendo poi il loro indesiderato ingresso nell’organismo. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari (in particolare antibiotici, antiulcera, lassativi e antinfiammatori).

Variare il più possibile gli alimenti preferendo gli alimenti promotori del benessere (frutta, verdura di stagione, cereali integrali, proteine di origine  vegetale, oli di prima spremitura a freddo e semi oleaginiosi). La varietà alimentare consente di evitare il raggiungimento del “livello soglia”, abbassando così lo stato infiammatorio generale dell’organismo e allontanando il rischio di comparsa dei sintomi tipici dell’intolleranza.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, rafforza il sistema immunitario, favorisce il processo di detossificazione, e migliora il metabolismo (entrambi questi due ultimi aspetti sono fondamentali nell’approccio per la risoluzione delle intolleranze alimentari). Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni. Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!