RAFFREDDORE O INFLUENZA?

INFLUENZA E RAFFREDDORE costituiscono i due principali malanni stagionali che ci affliggono in inverno. Sono entrambi di ORIGINE VIRALE: il raffreddore è causato prevalentemente dai Rhinovirus (30-80%), l’influenza invece dai virus appartenenti alla famiglia degli Orthomyxovirus, che altamente contagiosi possono determinare gravi complicanze.

Le epidemie influenzali si verificano soprattutto durante i mesi invernali, iniziano in modo brusco, raggiungono il picco in 2-3 settimane e durano 2 o 3 mesi.
Il raffreddore invece non ha una vera e propria stagionalità: seppur prevalentemente diffuso in autunno e in inverno, mostra dei picchi a metà primavera e comunque nei periodi particolarmente piovosi.

United States Centers for Disease Control and Prevention; Influenza Division. Weekly U.S. Influenza Surveillance Report (FluView); Season 2017-2018.

SEGNI E SINTOMI

Tuttavia, le infezioni influenzali possono avere un ampio spettro di manifestazioni cliniche, che possono variare da condizioni afebbrili ad altre con sintomi sistemici e scarso coinvolgimento clinico del tratto respiratorio (es. vomito e diarrea). Bronchite e polmonite, derivanti da sovrainfezioni batteriche, rappresentano le complicanze maggiori dell’influenza.

BAMBINI & MALANNI STAGIONALI

Raffreddore e influenza nei bambini si manifestano in maniera maggiore.

A causa della relativa mancanza di immunità, della stretta vicinanza negli ambienti scolastici e del contatto con superfici contaminate, la contagiosità nei bambini è estremamente elevata.

Si stima infatti che mentre un adulto ha in media 2-3 raffreddori all’anno, un bambino ne sperimenta almeno 8. In caso di influenza, i tassi di incidenza maggiore si registrano proprio nella popolazione pediatrica, in particolare i bambini di età 0-4 anni sono quelli più colpiti.

Anche i sintomi sono più gravi: in caso di influenza, i bambini tendono ad avere febbre più alta, convulsioni febbrili e disturbi gastrointestinali più frequenti; inoltre possono mostrare debolezza e affaticabilità per diverse settimane (“astenia post-influenzale”).

 

 

 

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