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Il nostro approccio, il vostro corpo

Il nostro fine è evitare di contrastare i processi fisiologici dell’organismo. Il nostro è un approccio olistico. Un approccio che favorisce il ripristino dell’equilibrio fisico, affrontare le cause con la massima efficacia. Garantendo così un rapido sollievo dalle sintomatologie.

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vene

Apparato venoso

I vasi capillari si distinguono in due tipologie: le arterie e le vene. Il sistema artero-venoso ha inizio dal cuore attraverso i tronchi arteriosi che si ramificano ripetutamente. Man mano che procede la ramificazione le dimensioni delle arterie si riducono gradualmente fino alle arteriole ed infine ai capillari. Il sangue che defluisce dalla rete capillare entra dapprima nelle venule e poi nelle piccole vene, e di qui nelle vene di medio e grosso calibro prima di raggiungere le vene cave (nel circolo sistemico) o le vene polmonari (nel circolo polmonare).

Strutturalmente le vene sono costituite da una parete liscia, sottile e poco elastica; il loro calibro è, in genere, leggermente superiore a quello delle arterie corrispondenti. A causa del loro ampio lume e della loro parete sottile, le vene possono immagazzinare anche grosse quantità di sangue; per tale ragione prendono il nome di “vasi di capacità” (al contrario delle arterie che vengono chiamate “vasi di resistenza”).

Proprio per la natura “deformabile” della parete venosa, le patologie più frequenti a carico di questi vasi sono le varici e le dilatazioni che a seconda dei distretti anatomici nei quali si verificano danno vita a diversi sintomi.
Tra le più frequenti dilatazioni varicose c’è la dilatazione varicosa emorroidale. Questa è innescata da fattori principalmente legati alla fragilità vasale, ma anche all’alimentazione e allo stile di vita.

Nei soggetti con propensione alle emorroidi, le pareti dei vasi e i tessuti connettivi di sostegno del retto sono fragili e si stirano con facilità, assottigliandosi al punto tale che finiscono con il sanguinare. Per le medesime ragioni queste persone generalmente soffrono anche di varici agli arti inferiori e di fragilità capillare. La prolungata stazione eretta, lo stare a lungo seduti e gli sforzi eccessivi aggravano la pressione esercitata sui vasi del retto ed ostacolano il deflusso venoso, esponendo al rischio di malattia emorroidaria.

Anche la dieta ha un ruolo chiave; innanzitutto gli eccessi alimentari e alcuni cibi in particolare (cioccolato, caffè, carni suine,ecc.) caricano di super lavoro l’intestino e gli organi deputati alla digestione e alla depurazione (milza, fegato, cistifellea), limitando perciò l’efficienza circolatoria, con il risultato che il sangue fatica a defluire e tende a “stagnare”. I cibi raffinati e conservati, tipici dei nostri giorni e della nostra società, e la carenza di fibre rendono difficili le funzioni intestinali e a lungo andare creano disbiosi, con sintomi che vanno dalla stitichezza alla colite.

Se a ciò si aggiungono l’assunzione frequente e l’abuso di medicinali, in particolare lassativi e antibiotici, che depauperano la flora fisiologica benefica, e le diffuse intolleranze alimentari, spesso non diagnosticate, l’intestino diviene un luogo “malato”, terreno di partenza favorevole per l’insorgere di problematiche emorroidali. La sempre più diffusa “vita sedentaria” aggrava la situazione,contribuendo a rendere difficoltoso il ritorno venoso.

Con queste premesse, per chi soffre di debolezza della parete venosa che si manifesta con varici e dilatazioni e con frequenti episodi di emorroidi, risulta quindi fondamentale oltre che osservare una adeguata dieta ed uno stile d vita che non aggravi la situazione, anche disporre di rimedi mirati a rafforzare la parete vasale e che, nello stesso tempo, risolvano in maniera definitiva l’episodio acuto di emorroidi (quando presente).

La patologia emorroidaria è una delle affezioni più comuni del mondo occidentale. Si stima che ne soffra almeno il 50% della popolazione adulta. Vengono chiamati in causa il diminuito consumo di fibre nell’alimentazione moderna, l’abuso di cibi raffinati e di farmaci, la vita sedentaria.
Pur essendo una problematica comune ad entrambi i sessi, le emorroidi si manifestano più spesso nella popolazione femminile; le cause di questa predisposizione sono da ricercare nelle gravidanze, nei cambiamenti ormonali legati al ciclo mestruale e nella maggiore tendenza alle varici.

Cosa sono

Con il termine di emorroidi si intende la dilatazione varicosa patologica a carico dei cuscinetti artero-venoso, detti plessi emorroidari, situati nella parte distale del retto. I plessi emorroidari provvedono, assieme allo sfintere, alle funzioni di evacuazione e di continenza dell’ano e si differenziano in plesso interno sottomucoso e plesso esterno sottocutaneo, in collegamento anatomico tra loro.
La patologia emorroidale è caratterizzata da vasi sanguigni che si dilatano in modo irregolare innescando la formazioni di varici. In seguito a ciò si può avere prolasso (fuoriuscita dei plessi emorroidari dallo sfintere anale), trombosi (formazione di noduli bluastri dolorosi) e sanguinamento (quando la parete venosa, dilatata ed assottigliata, si rompe). Dal punto di vista anatomico, a seconda del plesso maggiormente interessato, le emorroidi si distinguono in interne ed esterne.

Quest’ultime, a causa della ricca innervazione della parte terminale del retto, possono essere particolarmente dolorose. In relazione alla stadio del disturbo si differenziano in:

  • emorroidi di 1° grado: in presenza di rigonfiamenti vascolari sanguinanti o meno, con prolasso assente
  • emorroidi di 2° grado: in presenza di prolasso che si verifica in seguito a sforzi eccessivi (evacuazione, gravidanza, parto, ecc.), con ritorno spontaneo al termine di questi;
  • emorroidi di 3° grado: in presenza di prolasso che non rientra spontaneamente dopo lo sforzo, ma è ancora riducibile manualmente;
  • emorroidi di 4° grado: in presenza di prolasso indipendente da qualsiasi sforzo, ormai irriducibile e spesso associato a trombosi. La progressione si verifica perchè i tessuti di sostegno e di contenimento dei vasi si stirano e, come risultato, le vene si dilatano, le loro pareti divengono più sottili e sanguinano. Se la tensione e la pressione continuano, le vene indebolite prolassano.

Perché si formano

Tra i fattori determinanti vi è prima di tutto la predisposizione ereditaria, caratterizzata da debolezza congenita delle pareti venose e tendenza a formazione di varici anche in altri distretti corporei. La stitichezza cronica, associata spesso ad un’alimentazione povera di fibre, il maggiore sforzo defecatorio che ne deriva e l’abuso di lassativi favoriscono l’irritazione e il prolasso emorroidale.
La prolungata stazione eretta o lo stare a lungo seduti possono provocare uno stato di aumentata pressione nelle vene anali, per gravità o per difficoltoso scarico venoso. Alcuni sport quali equitazione, motociclismo, ciclismo, possono causare alla lunga l’indebolimento delle strutture di sostegno del canale anale, esponendo al rischio emorroidale.
I cibi piccanti, il cacao, l’alcool e le carni suine irritano ed innescano la dilatazione venosa e agiscono da fattori scatenanti. Nella donna l’aumento di pressione pelvica, soprattutto durante la gravidanza ma anche in alcuni momenti del ciclo mestruale, costituisce un ulteriore fattore di predisposizione.

Frequenti ricadute

La crisi emorroidale acuta si manifesta con dolore pungente e sensazione di corpo estraneo a livello dell’orifizio anale. Si verifica in presenza di trombosi emorroidale, ossia in concomitanza alla formazione di tumefazioni bluastre di consistenza dura che generalmente prolassano, aggravate dalla contrazione dello sfintere anale. La trombosi emorroidale può presentarsi con frequenza in pazienti con malattia emorroidale, solitamente innescata da uno stress fisico o da “errori” alimentari, alternata a fasi di latenza in cui il soggetto convive con la sintomatologia, senza tuttavia averla risolta.

Il trattamento delle emorroidi con la medicina convenzionale

I farmaci disponibili in commercio sono soprattutto per uso topico, sottoforma di pomate e supposte, e hanno un’azione prevalentemente sintomatica. I principi attivi utilizzati sono i cortisonici, con effetto di attenuare l’infiammazione, e gli anestetici locali, con azione di alleviare il dolore. Spesso utilizzati assieme nella stessa formulazione, queste sostanze possono indurre sensibilizzazioni (eruzioni cutanee, irritazioni della zona anale), specie se utilizzate per lunghi periodi. Inoltre, trattano il sintomo senza agire sulle cause del disturbo, che risulta così senza soluzione concreta esponendo non solo a recidive ma anche all’aggravamento progressivo della patologia.
La frequenza delle ricadute, unitamente all’abitudine diffusa di trattare l’affezione solamente dal punto di vista sintomatico, pone la necessità di una valida alternativa naturale volta non solo a trattare efficacemente le crisi emorroidarie ma anche ad interrompere l’alternanza tra fase acuta e periodo di latenza, attraverso un’azione mirata volta a migliorare la salute del microcircolo della zona anale.

La natura ti aiuta nella risoluzione delle emorroidi.

L’approccio naturale ed efficace

La patologia emorroidale tende spesso a recidivare: i pazienti che soffrono di emorroidi sperimentano infatti spesso l’alternanza tra crisi acute, sempre più frequenti, e periodi di latenza, sempre più brevi. Questo accade perché normalmente si agisce solo sul sintomo, con pomate a base di cortisonici e/o di anestetici, senza intervenire sulle cause a monte; così facendo la problematica tende a peggiorare perché inevitabilmente si accentuano le condizioni di debolezza venosa, tendenza alle varici e disbiosi intestinale che sono all’origine del disturbo.

Perciò, fermi restando i consigli alimentari e sullo stile di vita, essenziali per migliorare le condizioni dell’intestino e ridurre la stasi venosa, è necessario intervenire con un approccio che affronti il problema direttamente alle sue cause e porti ad una soluzione definitiva; ciò è possibile da una parte risolvendo efficacemente le crisi acute quando si presentano, dall’altra prevenendo efficacemente le ricadute con dei cicli di trattamento.
A tal fine, la natura può ancora una volta essere di grande aiuto, grazie alle straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia nei confronti della problematica emorroidale è stata confermata da numerosi studi e applicazioni.

GSE ed emorroidi

La straordinaria efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo, unita alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” Vol. 5 n°3 del 1990, ne fanno un rimedio veramente straordinario per correggere la disbiosi intestinale, problematica quasi sempre presente nei soggetti sofferenti di emorroidi. Il suo impiego è assolutamente sicuro poiché la sua azione ad ampio spettro non porta allo sviluppo di resistenza batterica.

Il suo utilizzo è indicato anche per uso locale poiché il GSE è risultato attivo sui più comuni microrganismi opportunistici e/o patogeni presenti nel serbatoio fecale, la contaminazione dei quali può accentuare la problematica soprattutto se presente sanguinamento emorroidale.
La validità dell’impiego del GSE nel caso di patologia emorroidale è confermata anche dal fatto che recentemente alcuni studi hanno evidenziato che il GSE possiede anche capacità citoprotettive: grazie all’inibizione che esso esercita sulla produzione di mediatori pro-infiammatori, tutela infatti l’integrità dei tessuti epiteliali e ne favorisce la guarigione.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace verso la problematica emorroidale. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di:

  1. agire a livello locale con funzionali naturali specifici che, oltre a igienizzare e lenire dolore e prurito, coadiuva la cicatrizzazione e rafforzano le pareti dei vasi della zona anale e ne favoriscono il recupero della funzione contenitiva dei tessuti di sostegno
  2. agire a livello sistemico migliorando le condizioni della circolazione venosa con elementi specifici ad attività venotonica e favorendo contemporaneamente la pulizia selettiva e il recupero delle funzionalità dell’intestino
  3. agire a livello locale con funzionali naturali specifici per igienizzare, lenire e decongestionare la zona anale

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo) prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

1. Agire a livello locale con funzionali naturali specifici che, oltre a igienizzare e lenire dolore e prurito, coadiuva la cicatrizzazione e rafforzano le pareti dei vasi della zona anale e ne favoriscono il recupero della funzione contenitiva dei tessuti di sostegno

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: per uso locale il GSE agisce da “pulitore selettivo” contrastando la proliferazione dei microrganismi fecali nella zona ove vi è presenza di fragilità venosa e sanguinamento anale. È quindi un indispensabile igienizzante naturale, nel pieno rispetto della fisiologia della zona anale.

Rusco: appartenete alla famiglia delle Liliacee e tipico delle regioni mediterranee, è un potente tonico venoso in grado di rafforzare le pareti vasali e di migliorare la circolazione venosa. L’attività di questo estratto si esplica anche per uso esterno. Possiede inoltre proprietà lenitive e protettive.

Pioppo nero: il suo estratto, ricco in glucosidi e flavonoidi, è in grado di ridurre gli spasmi dei vasi e di favorire la circolazione; la sua presenza si giustifica soprattutto per l’azione antidolorifica: le gemme di pioppo nero entrano nella composizione di un noto unguento detto “unguento populeo”, utile sedativo per calmare il dolore delle emorroidi infiammate..

Ippocastano: i semi di ippocastano contengono l’escina, una saponina a cui sono state riconosciute proprietà decongestionanti, disarrossanti, astringenti e vasocostrittrici. Vari studi hanno confermato la sua azione vitaminica P che aumenta la resistenza dei capillari, diminuisce la loro permeabilità ed ha infine un effetto antinfiammatorio ed antiedematoso.

Salicaria: detta “erba emostatica”, grazie al suo elevato contenuto in tannini, ha una spiccata azione antiemorragica, astringente ed antinfiammatoria; studi recenti hanno anche dimostrato un’attività antibatterica dovuta alla presenza del glucoside, la salicarina.

Alchemilla: le foglie, ricche in mucillagini, tannini e tracce di acido salicilico, esplicano spiccata atività antipruriginosa, proteggono inoltre le pareti dei vasi e hanno un effetto vasocostrittore ed antiemorragico.

Cera Carnauba: dalle foglie della Copernicia cerifera, palma spontanea nel Brasile nord-orientale, si ricava la pregiatissima cera carnauba, la più dura cera vegetale conosciuta. Utilizzata nella preparazione di pomate per il trattamento delle emorroidi, coadiuvata dalla presenza di cera alba e cera candelilla (Euphorbia cerifera), esercita azione contenitiva, rafforzando le pareti dei vasi e contrastando la stasi venosa.

Questi componenti vegetali possono essere sapientemente veicolati in una pomata è l’ideale per un utilizzo sia in caso di crisi emorroidale acuta per una rapida risoluzione, sia a cicli di trattamento per un’efficace prevenzione delle ricadute.

2. Agire a livello sistemico migliorando le condizioni della circolazione venosa con elementi specifici ad attività venotonica e favorendo contemporaneamente la pulizia selettiva e il recupero delle funzionalità dell’intestino

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: come già evidenziato il GSE rappresenta un validissimo aiuto nel caso di emorroidi. Per via sistemica, infatti, grazie alla sua attività antimicrobica ad ampio spettro, unita alla selettività, aiuta a correggere la disbiosi intestinale tipica dei soggetti affetti da emorroidi. Il GSE possiede anche capacità citoprotettive: grazie all’inibizione che esso esercita sulla produzione di mediatori pro-infiammatori, tutela infatti l’integrità dei tessuti epiteliali e ne favorisce la guarigione.

Rusco: appartenete alla famiglia delle Liliacee e tipico delle regione Mediterranee, è un potente tonico venoso in grado di rafforzare le pareti vasali e di migliorare la circolazione venosa.

Flavonoidi (Esperidina, Diosmina, Rutina): numerosi studi ne hanno dimostrato l’attività venotonica, con risultati eccellenti sulla diminuzione della durata e dell’intensità dei sintomi delle crisi emorroidali acute e sulla riduzione della frequenza delle ricadute in caso di malattia emorroidale cronica. Agiscono migliorando la microcircolazione e il tono vascolare e rafforzando il tessuto connettivo di sostegno dei vasi.

Vitamina C: protegge le membrane cellulari dal logorio dello stress ossidativo, accelera la guarigione delle ferite, previene le emorragie, rafforza le pareti dei capillari. Ha un’azione sinergica con i flavonoidi.

Vitamina A e E: è nota la funzione protettrice che esercitano sulle membrane cellulari sia in termini di tutela dal danno ossidativo, sia perché in grado di aumentare l’elasticità dei tessuti. Sono fondamentali quindi per il ripristino dell’integrità delle pareti vasali e dei tessuti di sostegno del microcircolo della zona anale.

Vitamine del gruppo B e Acido Folico: sono essenziali per l’integrità dei tessuti in quanto rafforzano le pareti dei vasi e aiutano la rimarginazione delle ferite. Inoltre, consentono all’organismo di utilizzare al meglio le sostanze nutritive, ottimizzando i processi di difesa e di guarigione. In particolare l’Acido Folico (Vitamina B9) esercita una funzione protettrice sulla struttura dei vasi, limitando il danno ossidativo a livello del tessuto connettivo di sostegno. Recenti studi hanno inoltre messo in evidenza la sua capacità di abbassare i livelli circolanti di omocisteina, aminoacido la cui elevata concentrazione ematica è associata al rischio di trombosi venosa.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali è rappresentata dalle compresse deglutibili, da assumere ai dosaggi consigliati, preferibilmente prima dei pasti.

3. Agire a livello locale con funzionali naturali specifici per igienizzare, lenire e decongestionare la zona anale

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: per uso locale il GSE agisce da “pulitore selettivo” contrastando la proliferazione dei microrganismi fecali nella zona ove vi è presenza di fragilità venosa e sanguinamento anale. È quindi un indispensabile igienizzante naturale, nel pieno rispetto della fisiologia della zona anale.

Rusco: appartenete alla famiglia delle Liliacee e tipico delle regioni mediterranee, è un potente tonico venoso in grado di rafforzare le pareti vasali e di migliorare la circolazione venosa. L’attività di questo estratto si esplica anche per uso esterno. Possiede inoltre proprietà lenitive e protettive.

Achillea: appartenente alla famiglia delle Asteraceae, possiede spiccate proprietà vasocostrittrici, decongestionanti, astringenti e cicatrizzanti, risultando perciò utilissima nel caso di emorroidi.

Amamelide (acqua distillata): è considerata un rimedio validissimo nel trattamento di disturbi della circolazione, quali varici degli arti inferiori ed emorroidi, grazie alle spiccate proprietà riepitelizzanti, antinfiammatorie e vasoprotettrici.

Camomilla (acqua distillata): contiene camazulene, con azioni antiflogistica e riparatrice, e α-bisabololo, con proprietà emollienti e calmanti. Applicata localmente sulle emorroidi, sotto forma di impacchi, aiuta a lenire l’infiammazione, a calmare il dolore e il prurito.

Tutti i funzionali sopraelencati, inseriti in una soluzione specifica per la zona anale, sono opportunamente veicolati in pratiche salviette umidificate, confezionate in bustine monodose.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti delle emorroidi, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici, qualora siano necessari, indicati per:

  • Riequilibrare la flora intestinale e contemporaneamente rafforzare le naturali difese organiche: flaconcini monodose con tappo dosatore brevettato a base di probiotici (B. bifidum, L. acidophilus, L. bulgaricus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Uncaria e Morinda citrifolia (Noni);
  • In caso di stitichezza, favorire la pulizia selettiva dell’intestino, apportare fibre, fornire all’organismo un pool di enzimi per facilitare i processi digestivi: formulazione a base di GSE, enzimi digestivi e fibre solubili (Fibersol®-2).
  • In caso di colite, contrastare lo sviluppo di gas intestinali, evitare le fermentazioni, alleviare la tensione addominale: compresse deglutibili a base di GSE, Carbone vegetale, Menta crispa, Menta piperita, Angelica archangelica, Finocchio, Tiglio e Frutto-oligosaccaridi.
  • Per la detersione: detergente intimo delicato a base di GSE, Calendula, Acido lattico e un tensioattivo delicato sulla cute (sodium lauroyl sarcosinate).

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO
DURATA DELLA DIETA: ALMENO 2 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt)
  • Carne (rossa)
  • Uova
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati)
  • Spezie piccanti (peperoncino e pepe)
  • Caffè
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici
  • Sale raffinato
  • Alcolici

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica)
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile).
    Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine, soprattutto frumento, farro, kamut, segale e derivati
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione poiché fonti di fibre, vitamine, minerali e antiossidanti. Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno)
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave)
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.)
  • Tofu, tempeh
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.)
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole)
  • Sale integrale
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia
  • Alghe (Kelp)

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

  • Ribes, ciliegie, cavolo rosso, uva, fragole, more, mirtilli: fonti di Antociani (antiossidanti che contrastano la fragilità capillare e i processi infiammatori tipici delle emorroidi).
    More, mirtilli, ribes, sono anche fonte di Rutina (come pure gli agrumi, le albicocche e il grano saraceno). La Rutina in sinergia con Antociani e Vitamina C migliora la circolazione sanguigna e protegge la salute dei vasi sanguigni, fortificando le pareti)
  • Un disturbo, strettamente correlato alle crisi emorroidarie, è la stipsi, pertanto per contrastarla è opportuno consumare alimenti ricchi di fibre reperibili nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali. Un ulteriore vantaggio derivante dal consumo di fibre è il minor tempo di contatto tra massa fecale e la mucosa intestinale, ne risulta una riduzione della permanenza delle scorie nell’intestino e una minor irritazione della mucosa. Le fibre si distinguono in fibre solubili e fibre insolubili: le fibre solubili contenute nelle mele, nelle arance, nelle radici di cicoria, nelle carote (negli ortaggi in generale), assorbono e trattengono acqua favorendo l’idratazione della massa fecale e la peristalsi intestinale; le fibre insolubili contenute prevalentemente nella crusca dei cereali integrali e nei legumi agiscono producendo un effetto meccanico di trascinamento. Ulteriori alimenti che conferiscono proprietà regolarizzante intestinale, rendendo più facile l’evacuazione grazie alla ricchezza in mucillagini sono, semi di lino, semi di psyllium, avena e orzo
  • Per l’effetto disintossicante prediligere gli alimenti ricchi di principi amari: cavoli, ravanelli, rape, radicchio, cicoria, carciofi
  • In caso di sanguinamento cospicuo, protratto nel tempo, per il contenuto di ferro, consumare vegetali a foglia verde, lenticchie, ceci, fagioli, soia, piselli, cereali integrali, mandorle, noci, nocciole, semi di girasole
  • Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc.
  • Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana
  • Spezie: curcuma, curry, cannella

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Limitare il più possibile gli sforzi intensi, lo stare in piedi fermi troppo a lungo e la vita sedentaria. Evitare l’uso di farmaci, se non strettamente necessari, in particolare antibiotici e lassativi.

Evitare ansie e stress. Per prevenire le emorroidi è importante condurre una vita attiva, svolgendo attività fisica con regolarità ed evitando fumo ed alcolici. L’alimentazione ha un ruolo importantissimo sia in fase preventiva, che in presenza del disturbo.

Una dieta equilibrata, ricca di acqua e fibre, aiuta infatti a regolarizzare le funzioni intestinali, allontanando uno dei principali fattori di rischio. Ciò permetterà di migliorare la funzionalità dell’intero organismo e proteggerlo al tempo stesso da molte altre malattie.

Un’accurata igiene personale previene fastidiose complicanze, come le ragadi anali o le fistole. Anche la scelta della biancheria intima è molto importante poiché tessuti permeabili come il cotone “lasciano respirare la pelle” evitando il ristagno di calore ed umidità. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Fare giornalmente del movimento (almeno 20-30 minuti di passeggiata). Fra gli sport, sarebbe meglio evitare il ciclismo, l’equitazione e il motociclismo, tutto ciò che può causare traumi nella zona interessata.
Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute e favorisce il processo di detossificazione. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!