Ulcere nasali

Problematica

Le cavità nasali formano la parte interna del naso e sono alte e profonde. Anteriormente si aprono nel naso esterno mediante le narici; posteriormente, terminano in una fessura verticale a lato della porzione superiore della faringe, sopra il palato molle e vicino agli orifizi delle trombe di Eustachio che portano alla cavità timpanica dell’orecchio.

Sia le cavità nasali sia le narici sono rivestite da mucosa, che produce muco, e le seconde anche da peli duri, detti vibrisse. Sia il muco che le vibrisse impediscono il passaggio a sostanze estranee, quali la polvere o piccoli insetti, che altrimenti potrebbero penetrare nelle vie respiratorie insieme all’aria inspirata. Con il passaggio dell’aria il muco si disidrata e tende a trasformarsi in muco solido.

Un’altra funzione della mucosa nasale consiste nel purificare l’aria che viene riscaldata dai capillari sanguigni. Nella regione del naso deputata alla percezione olfattiva, la mucosa è molto spessa; essa si presenta scura a causa della presenza di un pigmento bruno. I recettori dell’olfatto inviano gli stimoli al cervello attraverso il nervo olfattivo, che si dirama nelle cavità nasali con numerose piccole fibre.

Fra le varie affezioni che possono riguardare le cavità nasali, data la conformazione mucosale e quindi la delicatezza del particolare tipo di tessuto, da non sottovalutare sono le ulcere nasali. L’origine della formazione di tali ulcere può essere diversa a seconda dei casi; principalmente, possono essere causate da sollecitazioni di tipo “meccanico” come per esempio sfregamenti con le dita od oggetti (soprattutto nei bambini) o conseguenza di affezioni batteriche, virali o micotiche. In ogni caso anche l’ulcera da sfregamento può successivamente infettarsi e dare origine a problematiche microbiche.

Il trattamento delle ulcere nasali con la medicina convenzionale

Dovendo considerare l’origine infiammatoria, microbica o, quantomeno una sua successiva implicazione, la medicina “convenzionale” affronta la problematica con le “solite” armi: cortisone ed antibiotico. Fermo restando l’inadeguatezza con possibili ripercussioni negative per entrambi, in caso di implicazioni di carattere virale, c’è da considerare, come al solito, il pericolo nell’uso ed abuso dell’antibiotico a livello locale.

I sempre più frequenti fenomeni di resistenza batterica e la depauperazione della barriera difensiva mucosale possono portare a recidive ed ulteriori complicanze. Quindi, anche in questo caso, se non ritenuto strettamente necessario l’antibiotico sarebbe da evitare. Ancora una volta, però, la natura può venire in nostro aiuto con un approccio corretto che miri alla risoluzione, senza incorrere in spiacevoli conseguenze; per l’origine stessa del problema si comprende che è necessario agire con rimedi che abbiano proprietà antimicrobiche, cicatrizzanti, lenitive ed antinfiammatorie.

La natura ti aiuta nella risoluzione delle ulcere nasali.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Considerando che le ulcere nasali possono avere origine infiammatoria da sfregamento “meccanico” (dita o oggetti nel naso) che possono di conseguenza degenerare in affezioni microbiche o essere conseguenza diretta di aggressioni batteriche, virali o fungine, è facilmente comprensibile che un approccio che abbia come obiettivo una risoluzione rapida e senza conseguenze dovrà considerare dei rimedi con spiccate proprietà antimicrobiche unitamente ad un’azione antinfiammatoria, lenitiva e di ripristino dell’integrità della mucosa nasale.

La natura può però ancora una volta essere di grande aiuto, prima di tutto grazie all’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia nei confronti di questa problematica è stata confermata da numerosi studi e applicazioni.

GSE e ulcere nasali

Data la necessità di un’efficacia antimicrobica ad ampio spettro, il GSE rappresenta il rimedio d’elezione in quanto Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo ne hanno ampiamente dimostrato un’attività antibatterica efficace contro più di 800 ceppi (Gram+ e Gram-); un’ampia efficacia completata dall’assoluta innocuità e dalla capacità di essere “selettivo” (non intacca la flora fisiologica).

Un’attività antivirale: studi clinici dimostrano che il GSE è efficace contro influenze indotte da virus quali A2/Aichi/2/68. Sono comunque note testimonianze che gli attribuiscono la capacità di risolvere i sintomi delle affezioni influenzali e fra questi le ulcere nasali. Ed infine un’attività antimicotica, è da sottolineare anche l’efficacia dell’estratto nei confronti di oltre 100 ceppi di lieviti e muffe, fra cui la diffusissima candida responsabile di infezioni alle mucose e fra i maggiori microrganismi incriminati nello sviluppo di ulcere nasali.
Il GSE quindi rappresenta un validissimo e assolutamente sicuro rimedio per risolvere la problematica delle ulcere nasali.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace contro le ulcere nasali. L’associazione con estratti vegetali specifici consente di attuare un rimedio attraverso un meccanismo d’azione che deve prevedere:

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Altea: L’estratto che si ricava dalla radice di Altea è ricchissimo in mucillagini (fino al 20-35%, principalmente galatturo-ramnani, arabinani, glucani ed arabinogalattani), oltre a contenere flavonoidi, tannini, pectine e amidi.

La forte presenza di mucillagini rende l’Altea un rimedio d’elezione per le vie respiratorie. Le mucillagini, infatti, determinano la formazione di un film muco-adesivo che non solo protegge dal contatto con gli agenti esterni, ma svolge al contempo azione emolliente, decongestionante, sfiammante delle mucose stesse, particolarmente irritate ed indebolite dall’infezione in atto. L’impiego dell’Altea conferisce quindi al prodotto proprietà benefiche particolarmente importanti sia per la protezione delle mucose sia per la rapida risoluzione della congestione nasale.

Echinacea: è in grado di rallentare la diffusione dei germi patogeni nei tessuti e di innescare un meccanismo di difesa attivando contemporaneamente i processi rigenerativi dei tessuti intaccati. Per queste ragioni l’echinacea è considerata efficace nel trattamento locale degli stati settici e delle patologie infettive accompagnate da febbre, soprattutto quando vi è una manifesta tendenza alla cronicizzazione ed alle recidive.

Timo serpillo: la sua azione più importante è quella espettorante che viene impiegata con successo nella terapia delle affezioni catarrali delle vie respiratorie. Inoltre, la dimostrata azione batteriostatica, specialmente sui batteri Gram+, giunge a completamento di questa proprietà antisettica e secretolitica delle fosse nasali.

Cipresso: Dal frutto, detto anche cono o glabulo, del Cipresso si ottiene un estratto ricco in numerosi principi attivi, in particolare proantocianidine, acidi terpenici, tannini, flavonoidi e oli essenziali. Numerose le proprietà benefiche dell’estratto di Cipresso: in particolare è uno straordinario antinfiammatorio e balsamico e contribuisce al ripristino delle condizioni fisiologiche della mucosa nasale, donando rapido sollievo ai sintomi da raffreddamento. Infine, avendo una buona concentrazione di proantocianidine, il Cipresso vanta spiccate attività antivirali e coadiuva, in tal senso, le proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo.

Calendula: ricca di derivati triterpenici, vanta spiccate proprietà antinfiammatorie e decongestionanti. Altri componenti sono i carotenoidi, numerose resine, i flavonoidi, i polisaccaridi e le mucillagini, dalla spiccata bioadesività su cute e mucose e per questo anche artefici delle proprietà salutistiche della pianta; le azioni più significative sono: antinfiammatoria, disarrossante, immunomodulante, antimicrobica, cicatrizzante, analgesica, lenitiva e decongestionante, quindi una rapida guarigione di infiammazioni localizzate nel tessuto connettivo.

Acqua di Kiwi: L’acqua distillata di Kiwi impreziosisce e completa il prodotto in quanto apporta una serie di indispensabili elementi quali vitamine (A, C ed E) e minerali (in particolare Potassio, Rame e Ferro) che, nel loro insieme, favoriscono il ripristino della riepitelizzazione della mucosa, riportandola alle sue condizioni fisiologiche. La ricchezza di vitamine rafforza inoltre il sistema immunitario mucosale, contribuendo a migliorare la risposta nei confronti delle infezioni.

Questi componenti vegetali sono veicolati in una soluzione completamente vegetale e sterile, ideale da nebulizzare direttamente nelle fosse nasali, con pratico nebulizzatore eco-spray e packaging “preservative free”.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 2 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per l’azione detossificante: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), finocchio, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa, etc.), carciofi, cardi e cicoria.

Cereali integrali e legumi poichè fonti di fibre che contribuiscono a “pulire” l’organismo dalle tossine e costituiscono il substrato nutritivo per lo sviluppo della microflora microbica intestinale benefica.

I legumi, inoltre, sono fonte di Selenio, potente antiossidante che contribuisce alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie. Per la ricchezza di Vitamina C e bioflavonoidi consumare, oltre agli agrumi e agli ortaggi della famiglia delle crucifere, anche carote, zucca, kiwi verdi, kiwi gialli, castagne, mirtilli, ciliegie, ribes, lamponi, ricchi anche di minerali (vitamine e minerali in sinergia tra di loro rinforzano il sistema immunitario e prevengono l’attecchimento di agenti patogeni).

Semi oleaginosi (noci, mandorle, semi di sesamo, di zucca e di girasole) poiché fonti di Zinco, minerale che fortifica il sistema immunitario e contrasta le infezioni. Per l’azione sfiammante: l’orzo.

Bere molti liquidi perché, oltre a purificare l’organismo, contribuiscono a fluidificare il muco facilitandone l’”espulsione”. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella, zenzero (radice ricchissima di oli essenziali, resine e mucillagini che conferiscono un effetto antinfiammatorio ed antipiretico naturale; può essere consumato come infuso: non si deve far altro che tagliarne un piccolo pezzetto, aggiungerlo nella tazza di acqua bollente, lasciarlo in infusione per 3-5 minuti e berlo a piccoli sorsi).

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo.

Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, cortisonici, antinfiammatori). Evitare il fumo anche quello passivo. Favorire l’umidificazione degli ambienti per evitare che l’aria secca asciughi le mucose irritando i seni paranasali. Tra i rimedi popolari, è consigliato applicare un cataplasma tiepido di senape o semi di lino all’altezza della fronte/seni paranasali.

Aumentare il consumo di liquidi per rendere più fluido il muco e favorirne l’eliminazione. Nel periodo autunnale/invernale è consigliato indossare un cappello di lana per mantenere l’area dei seni paranasali al caldo ed offrire sollievo all’area indolenzita. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Superato il periodo più critico, si consiglia di fare giornalmente del movimento (almeno 20-30 minuti di passeggiata). Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, favorisce il processo di detossificazione e rafforza il sistema immunitario. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!