È quasi primavera…la Candida si “risveglia”!!! …ma per fortuna c’è il GSE…

È un dato di fatto che le infezioni del tratto genitale sostenute da miceti del genere candida si presentano con frequenza sempre maggiore, soprattutto nella popolazione femminile. Oggigiorno sono moltissime le donne che soffrono di continue recidive! Le manifestazioni di vaginite micotica sono infatti tra le cause più comuni di consultazione ginecologica. L’aumento di tale incidenza è dovuto in particolare ad abitudini alimentari errate (soprattutto all’eccesso di zuccheri e di carboidrati raffinati), all’abuso di antibiotici a largo spettro e alla grande diffusione dei contraccettivi orali.

Altri fattori implicati sono la biancheria intima troppo stretta e poco traspirante e l’uso di detergenti che non rispettano il delicato l’equilibrio della mucosa genitale. Se è senz’altro vero che l’alta incidenza di infezioni ginecologiche da candida è riscontrabile durante tutto l’arco dell’anno, è altrettanto vero che il picco di crescita maggiore inizia proprio a primavera…quando la candida si “risveglia”!

È noto che i miceti in genere, candida compresa, prediligono i “climi caldi” (meglio ancora se “caldo-umidi”); l’aumento delle temperature in primavera può, quindi, senz’altro contribuire a questo “risveglio”. Ma, al di là del clima più favorevole, l’aumento di incidenza delle vaginiti micotiche in primavera è più che altro una conseguenza dello stile di vita condotto durante la stagione invernale. Infatti, reduci dall’inverno, il nostro organismo può venirsi a trovare in una situazione di forte disequilibrio immunitario (il che, è indubbio, favorisce la proliferazione della candida).

L’inverno è infatti spesso portatore di influenze, bronchiti, raffreddori, etc., spesso curati con farmaci che indeboliscono ancor più le difese immunitarie (in particolar modo antibiotici, antinfiammatori, addirittura cortisonici); in inverno si abusa ancor più di zuccheri, latticini, grassi, cibi pesanti e poco vitali (che peggiorano la disbiosi intestinale). Se a ciò aggiungiamo l’assunzione di cibi a cui si è intolleranti o allergici, un intenso stress, lavorativamente e/o emotivamente parlando, l’abuso di caffè e sigarette che a ciò consegue…il mix è fatto: eccoci pronte, in primavera, ai primi tepori,  per una nuova recidiva di vaginite micotica!

Ma qual è la relazione tra candida vaginale e disbiosi intestinale/disequilibrio immunitario? Sappiamo che la mucosa intestinale è luogo di residenza della microflora benefica, oltre che sede di una parte importantissima del nostro sistema immunitario. Se la microflora benefica scarseggia (gli antibiotici, si sa, la distruggono; dopo un solo ciclo di antibiotici sarebbe necessario integrare fermenti lattici per almeno 6 mesi-1 anno per ripristinarla!), oltre all’indebolimento generale delle difese, ecco che prendono il sopravvento i cosiddetti microrganismi “opportunistici” di cui la candida rappresenta senza dubbio l’esempio più “subdolo”.

Se infatti la candida, in condizioni di salute, vive normalmente nelle mucose (orale, intestinale, genitale), in equilibrio con la flora benefica, svolgendo un ruolo importante nel metabolismo degli zuccheri, quando invece la flora benefica scarseggia, ecco che tende a prendere il sopravvento, trasformandosi da spora innocua a micelio invasivo (è infatti dotata di dimorfismo); sviluppa così dei prolungamenti (ife) che si diramano in ogni direzione, con la possibilità di diffondere in tutto l’organismo. Stando così le cose, dalla candida intestinale alla candida genitale il passo è breve, anzi brevissimo: la candida, non essendo ormai più localizzata solo a livello intestinale, si sviluppa facilmente, tanto più dove trova le condizioni ideali (e l’ambiente genito-urinario, caldo e umido, è senza dubbio il luogo perfetto per la sua proliferazione).

Tanto più ciò si verifica se si utilizzano detergenti troppo aggressivi o dal pH non fisiologico, poiché in tal modo si indeboliscono le difese locali della mucosa vaginale, esponendo ancor più al rischio di proliferazione micotica. Ed è questo ciò che accade, a moltissime donne (anche gli uomini ne sono colpiti, ma con frequenza minore), specialmente a primavera, con recidive che sono tanto più frequenti quanto più è errato il loro stile di vita e l’approccio farmacologico utilizzato.

E allora che fare, se la candida si risveglia a primavera, portando con sé i suoi fastidiosissimi sintomi? È necessario non solo risolvere rapidamente la sintomatologia locale acuta, ma soprattutto trattarne le cause (site, come abbiamo visto, prima di tutto a livello intestinale), con un approccio che sia al tempo stesso efficace sulla candida ma innocuo sulla flora fisiologica delle mucose, ripristinandone così piano piano le difese naturali. Quest’approccio, possibile grazie alle straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), ha dato risultati risolutivi a tantissime donne; donne che, nella maggior parte dei casi, hanno lottato per anni contro la candida recidivante, disperando ormai di riuscire a risolverla…e invece ce l’hanno fatta, grazie al GSE!

I risultati ottenuti circa l’efficacia del GSE nei confronti di vari ceppi di candida, non lasciano infatti dubbi sul fatto che il GSE è il rimedio di elezione per la candidosi vaginale e intestinale. La sua efficacia e rapidità d’azione, unite alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da studi specifici, ne fanno un rimedio veramente straordinario per controllare la proliferazione patogena della candida e riportarla allo stato di spora, innocua per l’organismo. Abbiamo già espresso in precedenza l’importanza che una microflora intestinale, sana ed equilibrata, riveste per l’equilibrio e l’efficienza del sistema immunitario e per l’adeguata difesa dell’organismo dall’invasione della candida. Il GSE quindi, per l’azione diretta sulla candida e indiretta sul rafforzamento del sistema immunitario, a partire dalla creazione di un migliore “terreno” intestinale, costituisce un validissimo rimedio naturale per debellare la candida proteggendo la flora fisiologica delle mucose.

Il GSE è stato quindi sapientemente inserito in formulazioni, ad uso locale o sistemico, idonee al trattamento di questa problematica, coadiuvato da altri componenti vegetali, secondo precise tempistiche e posologie.
A seguire riportiamo l’elenco dei prodotti consigliati, unitamente alle posologie e ai tempi più indicati, sia in caso di episodi acuti, sia in prevenzione; si consiglia di ripetere il ciclo di prevenzione 2-3 volte all’anno, normalmente nei cambi di stagione (specialmente in primavera!) oppure in caso di situazioni “a rischio”, ad esempio in concomitanza con obbligate assunzioni di farmaci.

Prodotti consigliati Posologie e tempi in caso di SINTOMI ACUTI Posologie e tempi per la PREVENZIONE
USO ORALE GSE Intimo Tavolette (prima dei pasti) 3 tavolette al dì (1 mattina, 1 mezzogiorno, 1 sera) per i primi 5 giorni 3 tavolette al dì (1mattina, 1mezzogiorno, 1sera) per 2 mesi
4 tavolette al dì (1 mattina, 1 mezzogiorno, 2 sera) per i  5 giorni seguenti
6 tavolette al dì (2 mattina, 2 mezzogiorno, 2 sera) per 1 mese (2 mesi in caso di candida recidivante)
GSE Acidophilus 1 capsula al dì (a distanza di 2 ore dai pasti e dall’assunzione delle tavolette) per 1-2 mesi 1 capsula al dì (a distanza di 2 ore dai pasti e dall’assunzione delle tavolette) per 2 mesi
USO LOCALE GSE Intimo Lavanda 2 lavande al dì (mattina e sera) per i primi 2 giorni 1 lavanda alla settimana per 2 mesi
1 lavanda al dì (alla sera) per i 4 giorni seguenti, poi 1 alla settimana per 1-2 mesi 1 lavanda alla settimana per 2 mesi
GSE Intimo Detergente 2 volte al dì (con movimenti dall’avanti all’indietro) per uso quotidiano, per sempre 1-2 volte al dì (con movimenti dall’avanti all’indietro) per uso quotidiano, per sempre

Importantissimo è anche l’approccio alimentare: dal momento che la candida vive all’interno del nostro organismo e si nutre di quello che noi mangiamo, per bloccarne la crescita è necessario eliminare dalla dieta tutti quei cibi di cui si nutre e che ne favoriscono la proliferazione.  Da eliminare sono gli zuccheri semplici (zucchero bianco, glucosio, saccarosio, fruttosio, maltosio, sorbitolo, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa), i cibi ricchi di lieviti e muffe (in altre parole tutti gli alimenti fermentati ossia pane, pizza, dolci, focacce, formaggi, aceto, birra, alcolici, vino, salsa di soia), il latte e i latticini, le bevande e i cibi confezionati, conservati, raffinati, la frutta secca e gli alimenti a cui si è intolleranti o allergici.

Fare invece molta attenzione e consumare con cautela i cereali raffinati (pasta e riso brillato), le patate e il mais, il pane non lievitato o lievitato con pasta acida, lo zucchero di canna integrale (solo se necessario) e la frutta zuccherina. Da preferire invece gli alimenti che arricchiscono in modo salutistico la dieta: gli ortaggi e i legumi (preferibilmente di stagione e se tollerati), la pasta e i cereali integrali, il pesce e le carni biologiche, la frutta poco zuccherina, i semi oleaginosi (noci, mandorle, sesamo, girasole) e gli oli di semi e di oliva di prima spremitura e spremuti a freddo. Importante è anche bere molta acqua, almeno due litri al giorno, a temperatura ambiente lontano dai pasti scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Infine, i consigli di carattere generale sono: cambiare frequentemente la biancheria intima, utilizzare alte temperature e disinfettanti specifici per il lavaggio della biancheria, evitare l’uso di indumenti aderenti e di tessuti sintetici (preferire indumenti di puro cotone) e asciugare attentamente la cute e le mucose dopo la toilette. Evitare il più possibile l’uso di farmaci, se non strettamente necessari, in particolare antibiotici, cortisonici e anticoncezionali. Inoltre… cerchiamo di non andare incontro ad ansie e stress e, visto che siamo in tema, gustiamoci invece la primavera che sta arrivando!

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