Alito cattivo. Sei o non sei “intollerante”?

Spesso sussiste una stretta relazione fra alitosi e intolleranze alimentari

Imbarazzo, disagio e difficoltà nelle relazioni con gli altri affliggono chi soffre di alitosi, soprattutto quando la problematica si presenta in modo persistente. In tali situazioni, a nulla (o a poco) valgono le visite odontoiatriche, le pulizie dei denti, l’impiego di dentifrici e collutori specifici, l’utilizzo di mentine per profumare l’alito…tutto ciò apporta solo un beneficio temporaneo ma poi, inesorabile, quell’alito cattivo che viene “da dentro” ritorna.Come mai si ripresenta, perché non se ne va? La risposta non è per nulla facile, data la complessità della problematica.

Non vi sono dubbi sul fatto che l’alitosi, soprattutto se persistente, coinvolge non solo l’area anatomica ove avviene l’effettiva emissione dell’alito, ossia il cavo orale, ma soprattutto, l’organismo nel suo insieme, evidenziando che “qualcosa proprio non va”. Ciò che è invece ancora poco noto, ma che sta trovando sempre più riscontri, è che all’origine della tossiemia (accumulo nel sangue di una grande quantità di tossine), che porta all’emissione di alito maleodorante, vi può essere un’intolleranza alimentare. Alimenti mal digeriti, attraversando la mucosa intestinale, divenuta, nel tempo, troppo permeabile, entrano in circolo e inducono l’accumulo nel sangue di una elevatissima quantità di tossine. Il perdurare di tale situazione, nei soggetti predisposti, è causa di emissione di alito cattivo.

La disbiosi intestinale: ove tutto ha inizio
La causa principale che è all’origine sia delle intolleranze alimentari, sia di questa “tossiemia maleodorante” è senza ombra di dubbio la disbiosi intestinale. Con ciò si intende il disequilibrio della microflora fisiologica che si viene a creare soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici, ma anche antiacidi, lassativi, ecc.) e ad abitudini alimentari errate (carboidrati raffinati, eccesso di proteine animali, cibi conservati, ricchi di coloranti, poveri di nutrienti, scarsità di fibre, ecc.).

I batteri patogeni e opportunistici che, in seguito a ciò, proliferano a dismisura nell’intestino, togliendo spazio alla colonizzazione da parte dei microrganismi benefici, portano a fermentazioni e a putrefazioni intestinali; i metaboliti tossici che da ciò si originano si riversano in parte nel sangue e, in parte, soprattutto se sotto forma di molecole volatili, risalgono il tubo digerente, danno origine all’emissione di alito cattivo. Ciò è favorito anche dal fatto che, in condizioni di disbiosi, viene a mancare il completamento dell’attività digestiva svolta dalla microflora intestinale: gli alimenti, non adeguatamente demoliti nei loro nutrienti di base, vanno incontro più facilmente a fermentazioni o putrefazioni, portando all’aumento di gas e tossine maleodoranti.

Quando anche lo stomaco non digerisce bene
Disbiosi, fermentazioni e putrefazioni intestinali sono spesso collegate anche ad un’insufficiente attività di digestione gastrica. Non dimentichiamo infatti il ruolo fondamentale svolto dallo stomaco nel “preparare” il cibo ad essere adeguatamente demolito ed assimilato, nonché la funzione “sterilizzante” del succo gastrico nei riguardi dei microrganismi che inevitabilmente vengono introdotti con gli alimenti.

Chi soffre di gastrite, difficoltà digestive, bruciori di stomaco, reflusso, ecc. è perciò più propenso a sviluppare disbiosi intestinale, tanto più se fa uso, quotidianamente o occasionalmente, di farmaci per tamponare o inibire l’acidità gastrica, disturbando i delicati meccanismi digestivi e di difesa che lo stomaco è, fisiologicamente, chiamato a svolgere per la tutela e l’efficienza non solo di tutto l’apparato digerente ma anche dell’intero organismo.

Disbiosi intestinale e intolleranze alimentari
In condizioni di disbiosi (indotta da problematiche gastriche, assunzione di farmaci e/o alimentazione errata), poiché la microflora benefica scarseggia, i microrganismi patogeni finiscono anche con l’aggredire la mucosa intestinale. I batteri intestinali “buoni” svolgono infatti un ruolo protettivo nei confronti della mucosa intestinale, la cui integrità è indispensabile per assorbire correttamente i nutrienti e per fare una selezione tra ciò che è utile all’organismo e ciò che invece  è dannoso e, come tale, va eliminato.

In condizione di disbiosi, venendo meno la moltitudine di batteri benefici, si riduce la loro azione protettiva: la mucosa intestinale è più esposta e diventa suscettibile all’aggressione delle sostanze tossiche e dei microrganismi patogeni (la stessa candida, accrescendosi, sviluppa delle ramificazioni che logorano e perforano la mucosa). Si creano così dei veri e propri varchi tra le cellule e la mucosa diventa permeabile alle macromolecole alimentari indigerite e alle sostanze di scarto che altrimenti avrebbe respinto: l’intestino ha perso la sua funzione di barriera selettiva; alimenti indigeriti e tossine fanno così il loro indesiderato ingresso nell’organismo.

Il sistema immunitario si attiva per rispondere a questa “invasione”, a tal fine mette in campo una risposta infiammatoria generalizzata che, giorno dopo giorno, porta allo sviluppo dei sintomi da intolleranza alimentare. Dalla perdita di integrità della barriera intestinale, al passaggio di macromolecole e tossine, all’attivazione del sistema immunitario: è questo il modo in cui si sviluppano le intolleranze alimentari.

Il sovraccarico di fegato e reni e la ricerca di un’altra via d’uscita
Putrefazioni e fermentazioni intestinali, eccesso di metaboliti tossici, ingresso nell’organismo di macromolecole indigerite e di tossine…insomma un vero disastro! A tale situazione cercano di porre rimedio gli organi deputati alla depurazione dell’organismo (i cosiddetti emuntori).

In particolare fegato e reni si danno un gran da fare per favorire l’eliminazione dei rifiuti tossici, “caricandosi”, con ciò, di un lavoro, che, seppur di loro competenza, sta raggiungendo, a causa delle intolleranze alimentari, livelli decisamente sovra-misura. Ad un certo punto, giorno dopo giorno, in seguito a tale sovraccarico, l’attività di depurazione epatica e renale si rivela insufficiente allo smaltimento delle tossine e la concentrazione di queste nel sangue rimane elevata.

Stando così le cose l’ultima via d’uscita a disposizione per eliminare dall’organismo l’eccesso di metaboliti tossici è rappresentata dai polmoni (non dimentichiamo infatti che anch’essi sono un organo emuntorio!); lo scambio gassoso polmonare  consente infatti il passaggio dei gas maleodoranti dal sangue all’espirato, che risulta così inevitabilmente maleodorante. Ecco compresa la relazione tra alitosi persistente ed intolleranze alimentari. La problematica, come abbiamo visto, è molto complessa poiché può coinvolgere diversi organi ed apparati (con una prevalenza che dipende dalla predisposizione individuale); in alcuni soggetti ci può essere un coinvolgimento prevalente dello stomaco (difficoltà digestive, bruciori, ecc.), in altri dell’intestino e degli organi di depurazione (fermentazioni, sovraccarico epatico, ecc.), in altri ancora una difficoltà di smaltimento attraverso le vie aeree (legata magari ad affezioni respiratorie croniche o ricorrenti, oppure, ad esempio, all’abitudine al fumo).

Eliminare l’alimento non basta
All’origine dell’alitosi da intolleranze alimentari vi è dunque l’ingresso nell’organismo di macromolecole indigerite e di tossine. Potrebbe sembrare una soluzione quella di scoprire quali sono gli alimenti maggiormente responsabili del problema, ma, a parte l’oggettiva difficoltà nel determinarli, e quindi eliminarli, in realtà ciò porta solo a benefici di breve durata; non dimentichiamo infatti che la vera responsabile del problema è la perdita di integrità della mucosa intestinale, con il venir meno della capacità di discernere tra ciò che è utile all’organismo e ciò che è dannoso (con il conseguente sviluppo di quella che abbiamo chiamato “tossiemia maleodorante”).

Per questo, eliminare gli “alimenti intolleranti” non rappresenta la soluzione definitiva al problema; è invece indispensabile agire prima di tutto efficacemente sulle cause delle intolleranze e, contemporaneamente, direttamente sull’alitosi. Vediamo come.

Prima di tutto: 3 mosse per risolvere le intolleranze alimentari
Ricreare un ambiente intestinale sano e funzionale è possibile attuando in contemporanea tre mosse, tutte egualmente importanti. Prima di tutto è necessario ripristinare l’integrità della barriera intestinale, per far recuperare all’intestino la sua capacità di filtro selettivo ed impedire l’ingresso nell’organismo di macromolecole alimentari ed antigeni, prevenendo l’accumulo di tossine. In contemporanea è necessario ottimizzare il “terreno” intestinale, garantendo la presenza della microflora protettiva e coadiuvando  i processi digestivi.

Infine, è necessario favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti. Tutto ciò si realizza grazie a principi naturali specifici a dosaggi tali da garantire i tre indispensabili passaggi.

1) Ripristinare la fisiologica permeabilità dell’intestino grazie a Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e Agar Agar. Il GSE è estremamente efficace contro i patogeni che aggrediscono la mucosa intestinale, senza depauperare la flora batterica fisiologica. Esercita inoltre sulla mucosa danneggiata un’attività riparatrice, stimolando i naturali processi di “guarigione”. L’Agar Agar lenisce e sfiamma la mucosa.

2) “Ottimizzare” il terreno intestinale” grazie a Fermenti lattici, Enzimi digestivi e Magnesio. Contrastare lo sviluppo e l’aggressione dei microrganismi patogeni è il ruolo proprio del L. acidophilus e del B. bifidum. Indispensabili anche gli enzimi digestivi, coadiuvati dal Magnesio, per la corretta demolizione degli alimenti.

3) Favorire l’eliminazione delle tossine alimentari e migliorare l’azione detossificante degli organi emuntori grazie a Cardo mariano, Curcuma, Solidagine e ad oligoelementi in forma organica (Zinco, Rame e Manganese). Curcuma e Cardo mariano sono noti  per le virtù depuratrici e protettive del fegato (la Curcuma possiede inoltre proprietà antinfiammatorie utili per abbassare lo stato di infiammazione cronica). La Solidagine favorisce la depurazione renale. Un’ottima fonte degli oligoelementi Zinco, Rame e Manganese, utili per l’opera di smaltimento delle tossine, è rappresentata dal Corallo fossile, ricchissimo di minerali.

In contemporanea: agire direttamente sull’alitosi
Se risolvere le intolleranze alimentari è senza dubbio il primo passo da compiere, contemporaneamente è anche indispensabile affrontare  la problematica dell’alitosi; a tal fine è necessario agire sia con un’attività diretta verso il sintomo, sia con attività specifiche differenziate verso le cause. Abbiamo infatti già evidenziato come il sintomo dell’alitosi possa essere collegato ad affezioni a carico di diversi organi ed apparati: le basse vie aeree, lo stomaco, l’intestino e gli organi di depurazione. Stando così le cose, è intuitivo comprendere che, in associazione alle 3 mosse per la risoluzione delle intolleranze alimentari, risulta necessaria anche l’assunzione di rimedi vegetali specifici che, oltre ad agire sul sintomo, contribuiscano alla risoluzione delle diverse cause. Utili, a tal fine, i tre “pacchetti specifici” seguenti.

PACCHETTO 1: alitosi in relazione a problematiche delle vie aeree
In tal caso normalmente la carica batterica è sempre molto alta, pertanto una delle prime necessità è quella di una potente azione antisettica; saranno inoltre utili le attività astringente, antinfiammatoria, decongestionante e lenitiva sulla mucosa delle vie aeree. Data la frequente presenza di muco si completerà l’approccio con un’azione mucolitica.

A tal fine i funzionali più indicati sono: l’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), per la straordinaria azione antimicrobica ad ampio spettro e, al tempo stesso, la selettività, associato allo Xilitolo, dalle riconosciute attività sul riequilibrio del pH e sullo stimolo alla salivazione; completano la formulazione, e la rendono specifica per l’alitosi in relazione alle problematiche delle vie aeree, la Mirra, antisettica, astringente ed antinfiammatoria, l’Altea, lenitiva e decongestionante, e l’Erisimo, dotato di virtù antispasmodiche, antinfiammatorie, mucolitiche ed espettoranti. L’aroma naturale di menta e limone deodora e profuma l’alito, conferendo un gradevole gusto fresco.

PACCHETTO 2: alitosi in relazione a problematiche gastriche
Ferma restando la necessità di un’efficace azione igienizzante, che si realizza grazie all’associazione dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e dello Xilitolo naturale, le attività utili e specifiche in tal caso saranno innanzi tutto quella di stimolare i processi digestivi, con un’azione eupeptica e carminativa, ed inoltre di migliorare le condizioni della mucosa gastrica grazie alle attività antispasmodica, antiulcera ed antinfiammatoria.

A tal fine i funzionali più indicati sono: il Rabarbaro e il Cardamomo, entrambi dotati di proprietà di stimolo ai processi digestivi, e la Liquirizia, per le note attività antiulcera, antispasmodica e antinfiammatoria sulla mucosa dello stomaco; la liquirizia contribuisce inoltre a deodorare e profumare l’alito e conferisce alla formulazione un gradevole gusto forte.

PACCHETTO 3: alitosi in relazione a problematiche intestinali/depurative
Anche in tal caso rimane prima di tutto necessaria l’attività igienizzante svolta dall’associazione dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) e dello Xilitolo naturale. La funzionalità della formulazione dovrà inoltre essere mirata a favorire ed ottimizzare la depurazione, in particolare con attività epatodepurative e epatoprotettive, con in più un’azione antifermentativa ed antispasmodica intestinale al fine di riequilibrare le funzioni intestinali alterate.

A tal scopo è sicuramente indicato il Cardo mariano, le cui straordinarie attività sul fegato ne hanno valso l’inserimento anche nella formulazione specifica per le intolleranze alimentari. In sinergia sarà particolarmente utile l’inserimento dell’Achillea, dotata anch’essa di virtù depuratrici e nota anche per la capacità di svolgere attività antispastiche ed antifermentative a livello intestinale. Infine, l’aroma naturale di cannella deodora e profuma l’alito, oltre a conferire un gradevole gusto deciso.

“Scacco matto” all’alitosi con GSE e principi naturali
Ti abbiamo “guidato” sino a qui per aiutarti ad individuare l’approccio più utile alla risoluzione dell’alitosi che ti affligge. Ancora una volta l’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), con le sue straordinarie proprietà, uniche nel mondo vegetale, coadiuvato da specifici componenti naturali, rappresenta il fulcro di tale approccio, efficace proprio perché tiene conto di tutti i fattori coinvolti.

Risolvere le intolleranze alimentari: GSE Intolerance Plus kit è l’integratore alimentare formulato per ripristinare l’integrità della barriera intestinale, ottimizzare il “terreno” intestinale e favorire le funzionalità depurative dell’organismo. I funzionali sono suddivisi in tre compresse da assumere nei 3 momenti specifici della giornata, 1 al mattino, 1 a mezzodì e 1 alla sera, prima dei pasti principali per un periodo continuativo di 3-6 mesi.

La composizione delle tre compresse, in base ai diversi principi funzionali contenuti, è la seguente: prima di colazione (GSE, Agar Agar e Centella); prima di pranzo (GSE, Centella e Curcuma); prima di cena (Cardo Mariano, Centella, Curcuma, Solidagine). Tale integratore in compresse, nelle tre composizioni rispettivamente “mattino”, “mezzodì” e “sera”:

• GSE Intolerance Plus kit, confezione per un trattamento di 15 giorni;

Agire direttamente sull’alitosi: con GSE Alitorelle, gli integratori alimentari, in confezioni da 60 compresse masticabili, di gusto gradevole, in pratiche pilloliere tascabili. I tempi di assunzione consigliati variano a seconda dell’entità del sintomo e della risposta individuale; in linea di massima suggeriamo di sciogliere in bocca, o masticare, da 6 a 8 compresse al dì, per un periodo di almeno un mese.

• GSE Alitorelle 1: integratore alimentare attivo sull’alitosi in relazione a problematiche delle alte e basse vie aeree, a base di GSE, Xilitolo ed estratti di Mirra, Altea ed Erisimo (per l’azione specifica sulle affezioni delle vie aeree). Un mix di aromi naturali ed oli essenziali di Menta e Limone completa il prodotto, contribuendo alla risoluzione del sintomo e conferendo un gradevole gusto “fresco”.

• GSE Alitorelle 2: integratore alimentare attivo sull’alitosi in relazione a problematiche gastriche e digestive, a base di GSE, Xilitolo ed estratti di Rabarbaro, Cardamomo e Liquirizia (per l’azione specifica sulle affezioni gastriche). Un mix di aroma naturale di Liquirizia ed olio essenziale di Cardamomo completa il prodotto, contribuendo alla risoluzione del sintomo e conferendo un gradevole gusto “forte”.

GSE Alitorelle 3: integratore alimentare attivo sull’alitosi in relazione a problematiche depurative e fermentative, a base di GSE, Xilitolo ed estratti di Cardo mariano e Achillea (per l’azione specifica sulle affezioni intestinali/depurative). Un mix di aroma naturale ed olio essenziale di Cannella completa il prodotto, contribuendo alla risoluzione del sintomo e conferendo un gradevole gusto “deciso”.

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