Osteoporosi in menopausa

Problematica

Lo scheletro è un tessuto vivo, formato da una parte proteica (collagene) e da una parte minerale (principalmente sali di calcio, magnesio, fosforo, fluoro). La sua efficienza dipende da moltissimi fattori, tra i quali importantissimi sono l’alimentazione ed il movimento fisico.

La dieta povera di nutrienti, lo stress ossidativo e lo stile di vita sedentario sono i principali responsabili dell’aumento dell’incidenza di osteoporosi riscontrabile nella società odierna. A tale rischio è maggiormente esposta la donna; gli ormoni femminili esercitano sulle ossa un ruolo protettivo, sia in termini di vitalità del collagene, sia di deposizione di calcio nella struttura minerale.

Il disequilibrio ed il calo ormonale tipici della menopausa possono peggiorare le condizioni di uno scheletro già compromesso da uno stile di vita non in linea con il mantenimento della sua efficienza. La menopausa in sé non scatena l’osteoporosi, è in grado però di aggravarla. L’apporto adeguato e bilanciato dei nutrienti coinvolti nel metabolismo osseo è un fattore sul quale é possibile intervenire; l’integrazione corretta assume perciò un ruolo determinante per il mantenimento della massa ossea, sia a scopo preventivo, sia per il trattamento dell’osteoporosi.

La medicina ufficiale e l’osteoporosi

I principali farmaci che vengono prescritti nella pratica medica per prevenire e contrastare l’osteoporosi, sono:

TOS: terapia ormonale sostitutiva che non rappresenta più la terapia di prima scelta per la prevenzione dell’osteoporosi. I rischi sono considerati superiori ai benefici.

RALOXIFENE: Negli ultimi anni si è sviluppato un filone di ricerca volto alla valutazione dell’attività sul tessuto osseo di alcuni farmaci già in uso per la terapia antitumorale, i SERMs, Selective Estrogenic Receptor Modulators. Appartiene a questo gruppo il Raloxifene, una sostanza sintetica con effetto estrogenico sull’osso, ma antiestrogenico sull’utero e sul seno. Per questo motivo è stato ampiamente reclamizzato come il farmaco d’elezione per il trattamento dell’osteoporosi.

Si è visto che previene la perdita di massa ossea e diminuisce il rischio di fratture a livello della colonna vertebrale di donne in post menopausa. Non ha però la capacità di ridurre anche il rischio di frattura all’anca, peraltro molto più comune. Le ragioni di ciò non sono note. Gli effetti collaterali includono le vampate e, decisamente più preoccupanti, l’aumento di rischio trombo-embolico venoso soprattutto a carico dei polmoni, la depressione e la demenza. Purtroppo infatti questa sostanza blocca la captazione degli estrogeni non solo a livello di utero e di mammella, ma anche di cervello!

ALENDRONATO: Appartiene alla famiglia dei bisfosfonati; alcuni di questi, tra cui l’alendronato, si sono rivelati capaci di prevenire la perdita di massa ossea e di contribuire a ricostituirla. Gli effetti collaterali includono nausea, costipazione e ulcera. E’ importante prendere il farmaco a digiuno appena alzati, solo con un abbondante bicchiere d’acqua, non vanno assunte altre bevande o cibi prima di 30 minuti, e, per minimizzare i disturbi del tratto digerente superiore, il paziente non deve sdraiarsi dopo l’ingestione del farmaco, per almeno 30 minuti.

CALCITONINA: È un ormone naturalmente presente nel nostro organismo. Agisce soprattutto stimolando l’attività degli osteoblasti. Gli effetti collaterali includono nausea e vampate.
Si rende necessario allora un approccio diverso che tenga conto della fisiologica evoluzione delle ossa del corpo femminile e che le protegga dalla perdita di densità. La natura può perciò ancora una volta correre in aiuto, con elementi di provata efficacia.

La natura ti aiuta in presenza di osteoporosi.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Aiutare la donna ad affrontare la problematica della fragilità ossea che può rendersi manifesta in menopausa è possibile grazie ad un approccio che prevede più aspetti, tutti egualmente importanti e da seguire in contemporanea, per l’azione sinergica dei componenti:

1. riequilibrare i ritmi ormonali, modulandone gli andamenti irregolari che generalmente si verificano durante la menopausa;

2. compensare una carenza nutrizionale molto diffusa in Occidente (carenza di  magnesio) e contrastare efficacemente lo stress ossidativo, responsabile anch’esso di aggravare le problematiche della menopausa;

3. agire in modo specifico sulle ossa, proteggendo il collagene e fornendo nutrienti essenziali per la mineralizzazione dello scheletro e per l’assorbimento del calcio.

Questo approccio, coadiuvato come sempre da un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano una valida ed efficace opportunità.

1. Riequilibrare i ritmi ormonali, modulandone gli andamenti irregolari che generalmente si verificano durante la menopausa

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Isoflavoni di soia: tali sostanze, appartenenti alla categoria dei fitoestrogeni, sono in grado di legarsi, pur con affinità minore, ai recettori per gli estrogeni esercitando una blanda azione ormono-simile (sono infatti meno potenti, da 1000 a 10.000 volte più deboli dell’estradiolo).

L’interesse scientifico verso di essi è nato dall’osservazione che i sintomi tipici della menopausa sono assenti nelle donne asiatiche, la cui alimentazione è ricca di soia. Studi epidemiologici hanno inoltre evidenziato che l’incidenza di patologie degenerative, l’aterosclerosi e l’osteoporosi, e di alcuni tumori, al seno e all’utero, è decisamente più bassa in oriente che in occidente.

La straordinarietà dei fitoestrogeni, in particolare degli isoflavoni, sta nella capacità di modulare l’azione degli estrogeni fisiologici, riequilibrandone gli effetti. Studi recenti dimostrano che gli isoflavoni esercitano sui recettori per gli estrogeni azione sia antagonista che agonista. Ciò significa che, con gli estrogeni endogeni in eccesso (situazione tipica della fase di transizione in cui gli estrogeni sono in una situazione di “dominanza relativa” rispetto al progesterone) gli isoflavoni svolgono attività anti-estrogenica, ossia occupano i recettori esercitando un’azione ormono-simile più debole rispetto agli estrogeni endogeni, abbassandone perciò l’effetto globale.

In presenza invece di livelli ormonali inferiori (condizione tipica della postmenopausa), gli isoflavoni esercitano un’attività pro-estrogenica debole, poiché occupano siti recettoriali che altrimenti resterebbero inattivati. Tale azione influenza non solo il sistema riproduttivo ma tutti gli organi e i tessuti (ossa, sistema nervoso, cute, mucose, apparato cardiocircolatorio, ecc.): gli isoflavoni influiscono infatti positivamente su tutti i sintomi della menopausa.

Agnocasto: i frutti di agnocasto agiscono riequilibrando la componente ormonale progestinica. Il loro impiego in menopausa è giustificato dall’azione a livello di ipofisi, ove, agendo sulle gonadotropine (FSH ed LH), spingono verso la produzione di progesterone e contribuiscono ad alleviare i sintomi della fase di transizione. Di recente è stato inoltre scoperto che l’assunzione di agnocasto stimola la produzione di melatonina da parte del cervello, migliorando le sintomatologie depressive nonché la qualità e la quantità del riposo notturno.

Dioscorea villosa: di origine messicana, è utilizzata sin dai tempi degli Aztechi per trattare molti disturbi femminili, dalla sindrome premestruale ai sintomi della menopausa. Tra i funzionali vi è la diosgenina, una sostanza con struttura simile al progesterone. Le evidenze sull’impiego della droga (estratto secco della radice) testimoniano un effetto ormono-simile verso la componente progestinica. Il meccanismo d’azione non è ancora noto: può agire da fitoprogestinico, interagendo con i recettori per il progesterone, riequilibrare la secrezione ipofisaria di FSH ed LH, oppure stimolare la produzione ormonale del surrene.

Per una praticità d’uso è auspicabile l’assunzione in compresse da deglutire.

2. Compensare una carenza nutrizionale molto diffusa in Occidente (carenza di  magnesio) e contrastare efficacemente lo stress ossidativo, responsabile anch’esso di aggravare le problematiche della menopausa

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Magnesio: la carenza subclinica diffusa di questo minerale, principalmente a causa dell’impoverimento dei terreni e della raffinazione dei cibi, ha risvolti che riguardano molti aspetti della salute, dalla sfera psichica e neuro-muscolare, agli ambiti cardiovascolare, osteoarticolare e ginecologico.

Le donne, a causa degli andamenti ormonali caratteristici della vita fertile (ciclo mestruale, gravidanze, allattamento, menopausa) sono colpite da carenza di magnesio con frequenza quattro volte maggiore rispetto agli uomini. Nell’aggravamento odierno dei sintomi della menopausa che riguardano la sfera neurovegetativa e il tono dell’umore, il magnesio ha un ruolo importantissimo, come nell’aumento di patologie degenerative croniche quali l’osteoporosi, l’insulino resistenza, l’ipertensione e il danno vascolare.

Se il magnesio è carente, l’azione del calcio, a livello di muscoli e di terminazioni nervose, è prevalente. Ansia, irritabilità, stress, insonnia, mal di testa, tensione muscolare e crampi ne sono la conseguenza diretta.

Più gravi ancora sono gli effetti a livello dell’apparato cardiovascolare (aritmie, fibrillazioni, infarti, ipertensione). Un’altra conseguenza della carenza di magnesio riguarda la struttura ossea: il magnesio è importantissimo per “mantenerci in piedi tutta la vita”, in altre parole “ci salva le ossa”.  Per contrastare i sintomi vasomotori e neurovegetativi, tutelare l’apparato cardiovascolare e proteggere la struttura ossea, in menopausa è consigliata l’assunzione di almeno 400-500 mg di magnesio al giorno, sotto forma di sali ad elevata biodisponibilità, di cui il citrato di magnesio rappresenta uno dei migliori.

Acido alfa lipoico: naturalmente prodotto a livello epatico (la sintesi però decresce con l’età), svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico cellulare e protegge dall’attacco di radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno che nel tempo danneggiano e logorano organi e tessuti.

È attivo in ogni distretto del corpo poiché è solubile sia nelle frazioni cellulari acquose che in quelle lipidiche. La sua straordinarietà sta anche nel fatto che, nell’adempiere alla sua funzione antiossidante, passa dalla forma ridotta alla forma ossidata; passando da una forma all’altra l’acido alfa lipoico rigenera le vitamine C ed E, secondo un processo di “riciclaggio antiossidante”.

É in grado di chelare i metalli pericolosi e di favorirne l’eliminazione dall’organismo. Per queste ragioni è considerato il “re degli antiossidanti” ed è molto utile per la protezione in toto dell’organismo femminile, soprattutto in menopausa.

Utile l’assunzione in pratiche bustine da sciogliere in acqua.

3. Agire in modo specifico sulle ossa, proteggendo il collagene e fornendo nutrienti essenziali per la mineralizzazione dello scheletro e per l’assorbimento del calcio

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Calcio: il corpo umano contiene da 1000 a 1500 g di calcio, di cui il 99% è nelle ossa, assieme al fosforo, sotto forma di idrossiapatite, la struttura cristallina che vi conferisce solidità e resistenza. L’introduzione di calcio con l’alimentazione è di primaria importanza per la formazione ed il mantenimento della struttura ossea; tuttavia assumere calcio non sempre si traduce nella sua incorporazione nello scheletro.

Altri meccanismi concorrono a questo: il calcio deve essere assorbito a livello intestinale e fissato nelle ossa. Per questo l’organismo si serve di alcune vitamine, in particolare la vitamina D, e di minerali, tra cui magnesio, zinco, rame, manganese, essenziali nel metabolismo osseo.

Un altro elemento fondamentale per il processo di mineralizzazione dello scheletro è il fosforo, particolarmente abbondante nell’alimentazione odierna e che non necessita perciò di ulteriori integrazioni. Alla donna in menopausa viene suggerito un apporto giornaliero elevato di calcio per la salvaguardia dello scheletro.

Tale apporto è basilare ma deve necessariamente essere supportato dall’assunzione di altri nutrienti, spesso carenti nella comune alimentazione, al fine di favorire l’assorbimento del calcio, assicurarne l’effettiva incorporazione nelle ossa ed evitare che esso vada a depositarsi in altri luoghi, provocando effetti collaterali quali irrigidimento delle articolazioni o formazione di calcoli renali.

Magnesio: anche il magnesio è essenziale per il mantenimento della struttura ossea sia perchè è uno dei costituenti della componente minerale, sia perchè regola il metabolismo del calcio, intervenendo nel suo utilizzo da parte del tessuto scheletrico. La deficienza di magnesio è associata a diminuzione di densità di massa ossea e ad aumento del rischio di fratture. Il magnesio è implicato nel metabolismo della vitamina D, stimola la secrezione di calcitonina (ormone che favorisce l’attività degli osteoblasti, cellule deputate alla formazione dell’osso) e inibisce il paratormone (ormone che stimola gli osteoclasti, cellule con funzione di demolire l’osso).

Numerosi studi hanno confermato la capacità del magnesio di migliorare efficacemente le condizioni delle ossa di donne con osteoporosi. La forma di magnesio prescelta, facilmente disgregabile a livello intestinale, assicura un buon assorbimento del minerale e ne garantisce i benefici effetti.

Vitamina D: la vitamina D è indispensabile per regolare il metabolismo osseo: favorisce infatti l’assorbimento intestinale ed il riassorbimento renale del calcio e i processi di mineralizzazione dello scheletro. La maggior parte della vitamina D viene sintetizzata dall’organismo a partire da derivati del colesterolo presenti nella pelle, grazie ad una serie di reazioni a cascata innescate dai raggi del sole e coinvolgenti il fegato ed i reni.

I livelli ematici di vitamina D tendono a diminuire con l’età per diverse ragioni: minor esposizione alla luce solare, ridotta attivazione dei precursori cutanei, scarsa abilità del fegato e dei reni di completare la conversione. La sua integrazione è perciò necessaria.

Zinco: è importante nel metabolismo del tessuto scheletrico poiché è cofattore di diverse reazioni enzimatiche tra cui la fosfatasi alcalina, necessaria per la mineralizzazione dello scheletro, e la collagenasi, essenziale per lo sviluppo della struttura proteica delle ossa. È inoltre coinvolto nell’attività biochimica della vitamina D ed è un componente dell’enzima rame-zinco superossido dismutasi, contribuendo così a proteggere il tessuto connettivo dal logorio dei radicali liberi.

Rame: è importante per la formazione della matrice proteica delle ossa. Fa parte infatti di un enzima, la lisil-ossidasi, attraverso il quale la lisina e l’idrossilisina del collagene vengono trasformate per produrre le reticolazioni necessarie allo sviluppo del tessuto connettivo delle ossa, conferendovi resistenza. Il rame compete con lo zinco per l’assorbimento intestinale, eccessi di zinco possono provocare carenza di rame. Zinco e rame vanno perciò assunti assieme, nel rapporto fisiologico di 10 a 1.

Manganese: partecipa al metabolismo osseo, sia per la mineralizzazione che per la formazione del collagene, contribuendo a preservare la densità dell’apparato scheletrico. Contribuisce inoltre a proteggere dal danno ossidativo, grazie ad una marcata azione anti radicali liberi.

Acido folico: recenti studi hanno evidenziato l’azione preventiva dell’acido folico nei riguardi del rischio di fratture all’anca. Esso è in grado di abbassare i livelli circolanti di omocisteina, aminoacido la cui elevata concentrazione ematica è correlata ad un rischio doppio di fratture. L’acido folico contribuisce così, in via indiretta, alla salute e alla robustezza dello scheletro. Data la variabilità (sia in termini di tempi che di intensità) dei sintomi con cui la menopausa può manifestarsi, gli elementi sopra descritti dovranno essere assunti secondo tempi personalizzabili a seconda delle esigenze individuali, a partire comunque da periodi di almeno 3-6 mesi.

Polygonum cuspidatum: questa pianta, originaria dell’Asia e diffusa nel Nord America, è una fonte ricchissima di resveratrolo, sostanza polifenolica la cui attività è stata recentemente studiata nei confronti della protezione del tessuto osseo. Le ragioni principali che spiegano la sua azione sono:

1) protegge il collagene dallo stress ossidativo sia bloccando la propagazione dei radicali liberi, sia chelando gli ioni metallici responsabili della formazione di specie reattive,

2) è un fitoestrogeno, come tale esercita un ruolo protettivo nei confronti del tessuto osseo, legandosi ai recettori per gli estrogeni ed esercitando una, pur debole, azione estrogeno-simile.

Le compresse da deglutire sono senz’altro la forma migliore per l’assunzione di questi elementi, da assumere per periodi da 6 medi ad 1 anno almeno.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO      DURATA DELLA DIETA: ALMENO 3 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche” perché poveri di minerali e vitamine.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa) il cui catabolismo proteico favorisce l’acidificazione organica, condizione che per essere tamponata priva il Calcio dalle ossa, incrementando lo stato di demineralizzazione.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Spinaci e bietole perché contengono acido ossalico che rende poco utilizzabile il Calcio (va pertanto evitata la loro associazione ai cibi ricchi di Calcio).
  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Uova (solo se biologiche).
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale. Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle), tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per la ricchezza di Calcio: cime di rapa, tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia del cavolo (privilegiare il broccolo perchè oltre a contenere Calcio è ricco di Boro, minerale che aiuta ad assimilare il Calcio), agretti, carciofi, crescione, prezzemolo, radicchio verde, cicoria, legumi (fagioli, fave, fagioli di soia), semi oleaginosi (semi di sesamo, mandorle, nocciole, semi di girasole), alghe marine (wakame, arame) reperibili nei negozi biologici.

Per il contenuto di inulina (fibra che, oltre a costituire il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora microbica intestinale benefica, aumenta la capacità di assorbimento del Calcio): cicoria, carciofi, topinambur. Per il contenuto di fitoestrogeni: salvia, fagioli di soia, latte di soia, tofu, tempeh (i fitoestrogeni rendono più facile l’assimilazione del Calcio ed in aggiunta sono un aiuto indispensabile per riequilibrare gli alti e bassi ormonali tipici di questo periodo di transizione, contribuendo così a dare sollievo dai sintomi e a rafforzare i tessuti).

Pesce di piccola taglia per il contenuto di vitamina D che favorisce l’assorbimento del Calcio, e Omega 3 in grado di contrastare il declino delle capacità cognitive tipiche dell’invecchiamento oltre ad alzare i livelli del colesterolo cosiddetto “buono” per la sua azione protettiva sul sistema cardiovascolare; verdure a foglia verde, legumi e semi oleaginosi sono da incrementare anche per il loro contenuto di Magnesio, minerale dalle molteplici virtù, tra cui modulare gli sbalzi d’umore e aiutare, unitamente al Calcio, la costruzione dello scheletro.

Per il potere rimineralizzante: miglio, amaranto e quinoa (ricchi di Calcio, Magnesio e Silicio), salvia, ortica e kamut (anch’essi ricchi di Silicio). Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio, l’invecchiamento cellulare e il colesterolo cattivo) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Il periodo della menopausa, soprattutto la sua fase di transizione, può tradursi in sintomi con i quali a volte può essere difficile convivere. Il corpo, non più protetto dai livelli ormonali elevati che hanno caratterizzato la vita fertile, si trova ad essere più vulnerabile ed invita a prendersi maggiormente cura di se’. Con ciò ci riferiamo non solo all’assunzione di integratori che (unitamente alla dieta adeguata) siano in grado di supportare adeguatamente l’organismo, ma anche alla scelta di detergenti delicati che non aggrediscano, ma proteggano, le mucose, soprattutto quelle delle parti intime.

Utilizzare quotidianamente detergenti delicati (a base di Estratto di semi di Pompelmo), che rispettino l’ambiente delle parti intime e allo stesso tempo tutelino dall’aggressione dei patogeni. Un altro consiglio importante, da attuare sempre e, a maggior ragione, in questa fase della vita, è quello di evitare il più possibile i farmaci, se non strettamente indispensabili (evitare antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi, cure ormonali, ecc.) e cercare invece di promuovere la propria salute attraverso lo stile di vita, superando i piccoli disturbi grazie all’alimentazione, integrazioni adeguate, attività fisica adeguata e pensiero positivo. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Fare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Cercare inoltre di praticare uno sport, scegliendolo tra ciò che piace di più (il nuoto, lo sci, il ballo, una gita in bicicletta, ecc.), qualsiasi cosa purchè faccia stare bene e dia il piacere di farlo. È più che mai importante scegliere il movimento per sentirsi bene, fortificare le ossa, detossificare l’organismo, favorire la circolazione e, non meno importante, liberare endorfine, che fanno sentire meglio e migliorano l’umore! L’attività fisica è infatti veramente un valido strumento per scaricare le tensioni emotive che facilmente possono presentarsi a causa dello sconvolgimento ormonale tipico di questa particolare fase femminile.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!