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Contratture muscolari

Problematiche

La contrattura muscolare è una problematica molto comune che si manifesta quando determinati muscoli scheletrici si contraggono involontariamente, in modo persistente e causando dolore intenso.

L’ipertonia, la rigidità e l’indurimento del muscolo, percepibile al tatto, che è sfuggito al controllo del sistema nervoso non sono conseguenza di lesioni a carico delle fibre muscolari, ma sono dovute  al solo avvenire di un movimento non previsto, repentino che provoca uno stiramento ed una ritorsione delle fibre stesse.

La contrattura muscolare infatti si verifica come forma di difesa del muscolo sovraccaricato e sollecitato oltre le sue capacità fisiologiche, e può protrarsi per qualche giorno (in media dai 3 ai 7 giorni). I fattori predisponenti possono esser di diversa natura: per quanto riguarda gli sportivi la contrattura muscolare può verificarsi in seguito a mancato riscaldamento o ad una preparazione non adeguata; nella vita di tutti i giorni anche un semplice “colpo d’aria”, un movimento brusco e/o improvviso e scoordinato, errata postura prolungata.

Alcuni esempi di contrattura muscolare sono il colpo della strega, il torcicollo, il dolore cervicale.

Il colpo della strega è una lombalgia acuta (2-3 giorni) che si manifesta con un dolore intenso a livello della parte lombare della schiena, accompagnato da rigidità della muscolatura e che può portare ad una immediata ma  temporanea paralisi.

Le cause dell’evento traumatico sono, come per tutte le contratture, da ricercare in movimenti effettuati in modo brusco, improvviso e non ben controllati, ad esempio chinandosi o alzandosi improvvisamente sforzando la muscolatura della schiena in modo eccessivo. Fattori predisponenti, che possono colpire individui di tutte le età, sono da ricercare nella fragilità muscolare, mancata elasticità, postura errata, eventi traumatici (incidenti o cadute), sollevamento di pesi eccessivi, freddo, stress, ernie al disco, disidratazione, artrosi vertebrale.

Il torcicollo è la contrattura dei muscoli laterali del collo, colpisce di solito quelli di un solo lato rendendo doloroso, e in molti casi anche impedendo, la rotazione del capo verso il lato colpito. È molto comune nella popolazione e altrettanto fastidioso, in quanto la fase acuta presenta intenso dolore il quale può propagarsi lungo i fasci muscolari estendendosi anche a spalle, braccia e mani.

Anche questo tipo di contrattura presenta diversi fattori predisponenti e diverse cause, quali il tipico “colpo d’aria” alla nuca, tempo prolungato con i capelli bagnati, movimenti a muscoli “freddi”, colpo di frusta, infiammazione, un’ernia cervicale, sovraccarico dei muscoli. Il torcicollo può essere anche congenito, dovuto ad una lesione monolaterale del muscolo sternocleidomastoideo

Il dolore cervicale, detto anche cervicalgia,  nello specifico è il dolore al rachide cervicale, è comunemente dichiarato con l’espressione “ho le cervicali”; è molto diffuso nella popolazione e altrettanto molto fastidioso, poiché proprio a causa della localizzazione della parte dolorante (le cervicali) può andar a coinvolgere altre aree anatomiche e alterare le loro funzionalità.

Anche il dolore cervicale è dovuto a contrazioni semplici dei muscoli del collo, oppure può scatenarsi in seguito a disturbi degenerativi che subentrano con l’età, come ad esempio l’artrosi cervicale. Il dolore cervicale può presentarsi per dei brevi intervalli durante l’arco della giornata in particolari condizioni oppure può avere carattere continuo e persistente anche per diversi giorni e che può estendersi fino al braccio.

Per quanto riguarda il dolore cervicale passeggero i sintomi sono bruschi, rapidi a comparire e stabili, mentre quando le cause del dolore cervicale sono a carico del sistema nervoso i sintomi sono più lenti a comparire. In entrambi i casi si parla di dolore cervicale quando si manifestano: mal di testa (fronte e sopra gli occhi), cerchio alla testa, nausea, acidità di stomaco, rossori in viso, crampi, tachicardia, disturbi di deglutizione, dolore e rigidità del collo, vertigini, giramenti di testa e perdita di equilibrio, debolezza degli arti superiori, problemi all’udito. Le cause scaturenti il dolore cervicale sono stress, vita intesa, colpo di frusta, cadute, tensioni lavorative, rimorsi, postura scorretta, mancanza di esercizio fisico, eccesso di alcuni tipi di attività fisica, sovraccarichi eccessivi ai muscoli del collo, cuscino scorretto, letto scomodo, posizione sbagliata al computer, alla scrivania, camminata scorretta, torcicollo, schiacciamenti della colonna, compressione delle vertebre, problemi polmonari o cardiaci, artrite, lussazioni vertebrali, fratture.

Il dolore cervicale è dovuto quindi allo scatenarsi di un’infiammazione a livello del rachide cervicale, ma che può estendersi anche ai dischi tra le vertebre e quindi i dolori si estendono fino alle spalle e alle braccia con fitte, formicolio, ipostenia e contratture del trapezio e dello splenio palpabile al tatto.

Il trattamento delle contratture muscolari con la medicina convenzionale.

In caso di contratture muscolari la medicina convenzionale ricorre all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (F.A.N.S. acronimo di Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) ad esempio quelli contenenti come principi attivi l’acido acetil salicilico, il ketoprofene, l’ibuprofene, il diclofenac, il nimesulide, etc., ampiamente consigliati e che agiscono inibendo la sintesi di mediatori chimici chiamati “prostaglandine”: tale azione è all’origine sia dell’attività farmacologica, sia dei numerosi effetti collaterali.

Per comprendere come mai ciò sia possibile è bene ricordare che le prostaglandine svolgono molteplici funzioni organiche: esistono infatti prostaglandine “cattive”, che possiamo definire così (anche se non è propriamente corretto) poiché, essendo pro-infiammatorie, determinano la comparsa di infiammazione, iperalgesia, febbre; esistono però anche prostaglandine “buone” che svolgono molteplici attività fisiologiche: favoriscono la protezione dello stomaco dai succhi gastrici, regolano il flusso ematico renale, le contrazioni uterine, l’attività piastrinica, etc.

Ciò premesso si comprende che è inevitabile che, all’uso dei FANS, spesso tradotto in “abuso” vista la facilità di reperimento, si colleghino svariati effetti collaterali; ne sono un esempio: l’inibizione della protezione gastrica, con conseguenze che vanno dalla semplice irritazione, alla lesione, all’ulcera e all’emorragia gastrointestinale, l’inibizione dell’aggregazione piastrinica, l’ischemia renale, la nefropatia generica e l’insufficienza renale, etc.

Da qui l’importanza di avere a disposizione una valida alternativa naturale che possa dare sollievo ai sintomi dolorosi e alla rigidità collegati alla problematica delle contratture muscolari e, allo stesso tempo, sia priva di effetti collaterali.

La natura ti aiuta in caso di contratture muscolari.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Al fine di contribuire, giorno dopo giorno, a placare l’infiammazione, il dolore e la rigidità che caratterizzano la problematica delle contratture muscolari (colpo della strega, torcicollo, dolore cervicale), evitando così di ricorrere ai farmaci antinfiammatori di sintesi, o per lo meno limitandone le quantità e il numero di assunzioni, la natura può finalmente essere di grande aiuto, grazie all’impiego di una formulazione esclusiva a base di funzionali vegetali selezionati per le spiccate proprietà antinfiammatorie. Primi fra questi è senz’altro BIOSTERINE®, fitocomposto unico ed innovativo, costituito dall’80% di estratto di Ocimum sanctum (Basilico santo) e dal 20% di estratto di Salvia officinalis, caratterizzato da un’elevatissima titolazione in Acido rosmarinico (ben il 40%), ottenuta  attraverso un particolare processo di estrazione, messo a punto e brevettato da Prodeco Pharma.

BIOSTERINE® e contratture muscolari

BIOSTERINE® non solo associa le riconosciute proprietà antinfiammatorie dei fitocomplessi del Basilico santo e della Salvia officinale, ma le amplifica e le potenzia, grazie all’elevata concentrazione di Acido rosmarinico. Numerosi studi hanno infatti confermato le straordinarie proprietà dell’Acido rosmarinico quale antinfiammatorio, indagandone anche i possibili meccanismi d’azione.

Si conosce la capacità dell’Acido rosmarinico di inibire i processi infiammatori legati al “sistema del complemento” (si tratta infatti di una componente del sistema immunitario coinvolta nel processo infiammatorio); oltre a questo meccanismo d’azione, considerato il principale responsabile dell’azione antinfiammatoria dell’Acido rosmarinico, esso agisce anche tramite regolazione della cicloossigenasi, modulando la sintesi delle prostaglandine infiammatorie (è stato infatti evidenziato che l’Acido rosmarinico contenuto nell’Ocimum sanctum esercita un’attività inibente sulla cicloossigenasi pari al 58%).

L’efficacia antinfiammatoria degli estratti di Ocimum sanctum è risultata paragonabile a quella dell’ibuprofene, del naproxene e dell’acido acetilsalicilico, ma senza effetti collaterali: la presenza nel fitocomplesso di altri principi funzionali consente infatti di armonizzare e modulare l’azione antinfiammatoria senza i tipici effetti dannosi riportati dai farmaci di sintesi. Questa scoperta conferma l’utilizzo tradizionale dell’Ocimum sanctum quale sicuro, affidabile ed efficace antinfiammatorio.

L’azione dell’acido rosmarinico si esplica anche tramite inibizione della jaluronidasi, enzima responsabile della degradazione dell’acido jaluronico, fondamentale per l’integrità dei tessuti connettivi, in particolare per le cartillagini; tale proprietà conferisce all’acido rosmarinico un ruolo protettore dei tessuti, soprattutto articolari, e si coniuga molto bene con le proprietà antinfiammatorie di tale sostanza.

Per le considerazioni sopraccitate, BIOSTERINE®, in associazione ad estratti vegetali specifici, rappresenta perciò il cardine di

un approccio naturale per spegnere, giorno dopo giorno, infiammazione e dolore, dando sollievo ai sintomi della problematica delle contratture muscolari, senza effetti collaterali.

La natura può aiutarti con

BIOSTERINE®: come già evidenziato, con le sue potenti proprietà salutistiche in qualità di antinfiammatorio, rappresenta il punto di partenza dell’approccio. Per via sistemica, BIOSTERINE® esercita una marcata azione antinfiammatoria e riduce la flogosi dei tessuti colpiti. L’associazione con altri specifici principi naturali consente di raggiungere risultati ancora più significativi.

Boswellia serrata: l’estratto di Boswellia possiede riconosciute proprietà antinfiammatorie e risulta  particolarmente efficace nelle patologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. L’attività viene ricondotta alla presenza nel fitocomplesso di particolari composti chiamati Acidi boswellici. Numerosi gli studi clinici che ne hanno confermato l’ efficacia, paragonabile ai farmaci di sintesi, senza però alcun effetto collaterale.

Vincente è stata la scelta di inserire nella formulazione sia l’estratto secco con un’elevata titolazione in Acidi boswellici (75%), sia la polvere della droga intera; questa associazione consente infatti, da una parte, di garantire l’adeguato apporto dei principi attivi più “nobili” (gli acidi boswellici), a garanzia di efficacia, dall’altra di consentire la presenza dell’intero fitocomplesso, per un’azione sinergica e, allo stesso tempo, più “morbida” sull’organismo, a garanzia della totale assenza di effetti collaterali, anche nel lungo termine.

Curcuma longa: la curcuma viene utilizzata in fitoterapia per la cura e la risoluzione di molteplici patologie a carattere infiammatorio, inclusa l’osteoartrite. L’attività antinfiammatoria è attribuita in particolar modo alla presenza di particolari sostanze chiamate Curcuminoidi. Le ricerche hanno evidenziato che l’efficacia dell’estratto di curcuma è legata alla sua attività su molteplici meccanismi fisiologici coinvolti nel processo infiammatorio. La curcuma agisce perciò sull’infiammazione con un meccanismo a 360°, senza peraltro alcun effetto collaterale.

Alcuni dei fondamentali meccanismi coinvolti sono i seguenti:

a) inibizione degli enzimi ciclo-ossigenasi-2 e lipo-ossigenasi, con conseguente diminuzione della produzione di prostaglandine e altri mediatori chimici infiammatori;

b) inibizione della liberazione di numerose citochine e di interleuchine pro-infiammatorie;

c) Inibizione della produzione delle molecole di adesione coinvolte nella fase precoce della cascata infiammatoria;

d) inibizione della degradazione del collagene. Vincente è stata la scelta di inserire nella formulazione sia l’estratto secco con un’elevata titolazione in Curcuminoidi (95%), sia la polvere della droga intera; questa associazione consente infatti, ancora una volta, massima efficacia e totale assenza di effetti collaterali.

Acido Jaluronico: la sua funzione fisiologica è quella di mantenere il grado di idratazione del tessuto connettivo; agisce inoltre come sostanza cementante e molecola anti-urto nonché come efficiente lubrificante (liquido sinoviale/giunture), prevenendo il danneggiamento dei tessuti. La sua, dunque, è una funzione fondamentale per la salute e la funzionalità del tessuto scheletrico e delle giunture. Per questo motivo, sin dalla sua scoperta, l’Acido jaluronico è stato utilizzato nella cura dei disturbi articolari.

Al di là degli ottimi risultati che si ottengono in seguito al suo impiego in infiltrazioni intra-articolari, recentemente è stata indagata anche la sua efficacia per assunzione orale. Nell’ambito della formulazione, l’Acido jaluronico trova perciò impiego, in associazione a Biosterine® e agli estratti di Boswellia e Curcuma, a completamento dell’attività antinfiammatoria del prodotto. Un’altra attività dell’Acido jaluronico è stata recentemente individuata e ne ha reso particolarmente utile l’inserimento nella formulazione: carrier di molecole attive per aumentarne la biodisponibilità.

L’Acido jaluronico, una volta ingerito ed idratatosi, forma una matrice bioadesiva che porta in soluzione i principi attivi e ne promuove il graduale rilascio, saturando la mucosa ed aumentando il tempo di contatto tra i principi attivi e la mucosa intestinale stessa. Garantisce perciò il completo assorbimento di tutti i componenti dei fitocomplessi inseriti (Biosterine®, Boswellia e Curcuma), ottimizzandone la biodisponibilità ed esaltandone l’efficacia.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali è rappresentata dalle compresse deglutibili.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO      DURATA DELLA DIETA: DA 1 A 3 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Uova.
  • Carne rossa e anche bianca, soprattutto nel caso in cui il disturbo sia cronico. La motivazione è riconducibile all’elevato contenuto di grassi saturi presenti abbondantemente in tutti gli alimenti di origine animale, che hanno la caratteristica di incrementare la quantità di acido arachidonico il quale a sua volta favorisce la produzione di prostaglandine infiammatorie; inoltre questi cibi unitamente agli alimenti raffinati, sono promotori dell’acidosi organica, condizione che “irrita” tutto l’organismo tra cui le membrane sinoviali e le cartilagini.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Alcolici.
  • Sale raffinato.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante, detossificante e rimineralizzante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva,  cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per il potere antiossidante conferito dal Selenio, dalla Vitamina C, dalla Vitamina E, dal Manganese, dallo Zinco sono da consumare giornalmente vegetali freschi, frutta fresca e alghe marine. Non di minor importanza tra gli elementi antiossidanti sono inclusi i Bioflavonoidi, i quali aiutano l’organismo ad eliminare i radicali liberi che naturalmente si formano e si accumulano durante uno stato infiammatorio; gli alimenti che ne contengono in abbondanza sono: agrumi (soprattutto limoni e pompelmi), ciliegie, more, ribes, uva, prugne, albicocche, aglio, cipolla, broccoli, bieta, carote, (da consumare preferibilmente crudi perché la cottura può alterare i preziosi nutrienti in essi contenuti).

Per l’effetto antinfiammatorio ed antiossidante la cultura indiana consiglia di consumare nei cereali, nelle zuppe, nella verdura la curcuma. L’effetto antinfiammatorio è potenziato se si consuma 1 cucchiaio di olio di lino o di canapa, fino a 3 volte al dì lontano dai pasti, l’efficacia è conferita grazie al contenuto di omega-3, e omega-6 (acidi grassi essenziali noti per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio).

In caso di danni muscolari, articolari, ossei, preferire gli ortaggi che contengono Zolfo, minerale che promuove la riparazione dei tessuti, presente negli asparagi, nel cavolo, nell’aglio, nella cipolla, nel porro…) e gli alimenti contenenti Vitamina C (in quanto contribuisce alla sintesi del collagene).

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare cortisonici ed antinfiammatori).

Prestare molta attenzione alla scelta del cibo; se si segue una dieta adeguata è possibile modificare il decorso del disturbo, ossia protrarre i periodi di benessere e diminuire le fasi di riacutizzazione! Motivo per cui è caldamente consigliato eliminare gli alimenti che agiscono nel nostro organismo con un meccanismo “pro-infiammatorio” contribuendo non solo ad innescare ma anche a peggiorare la sintomatologia dolorosa, gli alimenti in questione sono: carne rossa e bianca, uova, latte e latticini.

In particolare il “latte” e tutti i suoi derivati, che la popolazione occidentale si ostina a consumare abbondantemente, per il contenuto di caseina (proteina che attiva la risposta difensiva a carattere infiammatoria), aggravano l’infiammazione e il dolore, si raccomanda pertanto di evitarli. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Solo durante la fase acuta, quando il dolore è molto forte, è utile stare fermi. Superato il periodo più critico, l’immobilità può peggiorare la situazione! Gli sport più indicati sono quelli dolci che non prevedono grossi sforzi come stretching, yoga, nuoto, etc. In questo modo si rafforza il tono muscolare e quello tendineo. Lo sport non agonistico, è salutare in quanto contribuisce a mantenere le articolazioni in buone condizioni anatomo-funzionali, a scaricare le tensioni emotive, a favorire il processo di detossificazione, a rafforzare il sistema immunitario e a migliorare il metabolismo.

Inoltre, in caso di problematiche osteoarticolari, non meno importante è adottare una postura corretta e tenere sotto controllo il peso corporeo, in quanto i chili di troppo sono dannosi all’apparato osteoarticolare! Ulteriori aspetti da non sottovalutare riguardano la tecnica e l’allenamento. Che si tratti di fare jogging, giocare a calcio o sciare, esistono regole ben precise (posizioni da assumere, movimenti da privilegiare o evitare, tempi e modalità dell’allenamento). Le regole di un buon allenamento devono essere apprese e applicate correttamente, ricordando di far precedere e seguire ogni sessione d’esercizio da fasi di riscaldamento e defaticamento/stretching, essenziali per evitare strappi e indolenzimenti. In sintesi: lo sport non si improvvisa. Inoltre se si decide di ricominciare a praticare attività fisica, dopo alcuni mesi o anni di interruzione, bisogna fare attenzione a procedere con umiltà e gradualità. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!