Caduta dei capelli in menopausa

Problematica

Pensando alle modificazioni fisiche cui si può andare incontro in menopausa sicuramente vengono in mente la perdita di tono cutaneo e le rughe…a questo ogni donna è preparata ma ciò che invece proprio non si aspetta è di veder mutare la propria chioma.

I capelli bianchi non sono un problema; al contrario perdere i capelli e vederli diventare ogni giorno più sottili ed opachi sorprende e preoccupa non poco. Per alcune donne infatti la menopausa si accompagna con la perdita di vigore e lucentezza dei propri capelli che diventano ogni giorno più brutti e più radi….!

Durante la menopausa, infatti, il progressivo diminuire delle componenti ormonali femminili può portare ad un aumento relativo dei livelli di androgeni con effetti visibili su cute e annessi cutanei, sedi particolarmente ricche di recettori sensibili agli ormoni maschili.

A livello del bulbo pilifero può avvenire la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), ad opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Questa trasformazione, non più mitigata da adeguate cariche di estrogeni (che calano fisiologicamente a causa della menopausa), si fa sentire con la perdita di vitalità del capello, il quale diventa progressivamente più sottile, spento, opaco, sino a cadere (il DHT è infatti denominato il “killer ” dei capelli).

A questo disequilibrio di natura ormonale si aggiunge l’effetto negativo determinato dallo stress d’adattamento della menopausa. In questa situazione l’organismo consuma una grande quantità di nutrienti, quali sali minerali, vitamine ed aminoacidi, indirizzandoli preferenzialmente ad organi e tessuti vitali.

Il sistema nervoso e cardiovascolare sono sicuramente i privilegiati; il tessuto osseo viene in secondo piano; i capelli invece, assieme alla pelle ed alle unghie, sono i più “trascurati”. A loro va solamente ciò che resta ed ecco che diventano sottili, spenti e senza corpo. È evidente che in questo momento così particolare della vita, i capelli hanno particolarmente bisogno di aiuto.
La natura può perciò ancora una volta correre in aiuto, con elementi di provata efficacia.

La natura ti aiuta nel caso di caduta dei capelli in menopausa.

Approccio

I capelli fragili, sottili, spenti, opachi..che cadono più del solito sono un segnale che il corpo sta usando per indicare alla donna che in lei non c’è equilibrio, né ormonale, né nutrizionale. C’è però molto che si può fare per alleviare questo sintomo, così inatteso e spiacevole, grazie ad un approccio che prevede più aspetti, tutti egualmente importanti e da seguire in contemporanea, per l’azione sinergica dei componenti:

1. riequilibrare i ritmi ormonali, modulandone gli andamenti irregolari che generalmente si verificano durante la menopausa;

2. compensare una carenza nutrizionale molto diffusa in Occidente (carenza di  magnesio) e contrastare efficacemente lo stress ossidativo, responsabile anch’esso di aggravare le problematiche della menopausa;

3. contrastare i processi metabolici che ostacolano la vitalità del bulbo pilifero e fornire i nutrienti specifici per la crescita dei capelli.

Questo approccio, coadiuvato come sempre da un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano una valida ed efficace opportunità.

1. Riequilibrare i ritmi ormonali, modulandone gli andamenti irregolari che generalmente si verificano durante la menopausa

La natura può aiutarti con

Isoflavoni di soia: tali sostanze, appartenenti alla categoria dei fitoestrogeni, sono in grado di legarsi, pur con affinità minore, ai recettori per gli estrogeni esercitando una blanda azione ormono-simile (sono infatti meno potenti, da 1000 a 10.000 volte più deboli dell’estradiolo).

L’interesse scientifico verso di essi è nato dall’osservazione che i sintomi tipici della menopausa sono assenti nelle donne asiatiche, la cui alimentazione è ricca di soia. Studi epidemiologici hanno inoltre evidenziato che l’incidenza di patologie degenerative, l’aterosclerosi e l’osteoporosi, e di alcuni tumori, al seno e all’utero, è decisamente più bassa in oriente che in occidente. La straordinarietà dei fitoestrogeni, in particolare degli isoflavoni, sta nella capacità di modulare l’azione degli estrogeni fisiologici, riequilibrandone gli effetti. Studi recenti dimostrano che gli isoflavoni esercitano sui recettori per gli estrogeni azione sia antagonista che agonista.

Ciò significa che, con gli estrogeni endogeni in eccesso (situazione tipica della fase di transizione in cui gli estrogeni sono in una situazione di “dominanza relativa” rispetto al progesterone) gli isoflavoni svolgono attività anti-estrogenica, ossia occupano i recettori esercitando un’azione ormono-simile più debole rispetto agli estrogeni endogeni, abbassandone perciò l’effetto globale.

In presenza invece di livelli ormonali inferiori (condizione tipica della postmenopausa), gli isoflavoni esercitano un’attività pro-estrogenica debole, poiché occupano siti recettoriali che altrimenti resterebbero inattivati. Tale azione influenza non solo il sistema riproduttivo ma tutti gli organi e i tessuti (ossa, sistema nervoso, cute, mucose, apparato cardiocircolatorio, ecc.): gli isoflavoni influiscono infatti positivamente su tutti i sintomi della menopausa.

Agnocasto: i frutti di agnocasto agiscono riequilibrando la componente ormonale progestinica. Il loro impiego in menopausa è giustificato dall’azione a livello di ipofisi, ove, agendo sulle gonadotropine (FSH ed LH), spingono verso la produzione di progesterone e contribuiscono ad alleviare i sintomi della fase di transizione. Di recente è stato inoltre scoperto che l’assunzione di agnocasto stimola la produzione di melatonina da parte del cervello, migliorando le sintomatologie depressive nonché la qualità e la quantità del riposo notturno.

Dioscorea villosa: di origine messicana, è utilizzata sin dai tempi degli Aztechi per trattare molti disturbi femminili, dalla sindrome premestruale ai sintomi della menopausa. Tra i funzionali vi è la diosgenina, una sostanza con struttura simile al progesterone. Le evidenze sull’impiego della droga (estratto secco della radice) testimoniano un effetto ormono-simile verso la componente progestinica. Il meccanismo d’azione non è ancora noto: può agire da fitoprogestinico, interagendo con i recettori per il progesterone, riequilibrare la secrezione ipofisaria di FSH ed LH, oppure stimolare la produzione ormonale del surrene.

Per una praticità d’uso è auspicabile l’assunzione in compresse da deglutire.

2. Compensare una carenza nutrizionale molto diffusa in Occidente (carenza di  magnesio) e contrastare efficacemente lo stress ossidativo, responsabile anch’esso di aggravare le problematiche della menopausa

La natura può aiutarti con

Magnesio: la carenza subclinica diffusa di questo minerale, principalmente a causa dell’impoverimento dei terreni e della raffinazione dei cibi, ha risvolti che riguardano molti aspetti della salute, dalla sfera psichica e neuro-muscolare, agli ambiti cardiovascolare, osteoarticolare e ginecologico. Le donne, a causa degli andamenti ormonali caratteristici della vita fertile (ciclo mestruale, gravidanze, allattamento, menopausa) sono colpite da carenza di magnesio con frequenza quattro volte maggiore rispetto agli uomini.

Nell’aggravamento odierno dei sintomi della menopausa che riguardano la sfera neurovegetativa e il tono dell’umore, il magnesio ha un ruolo importantissimo, come nell’aumento di patologie degenerative croniche quali l’osteoporosi, l’insulino resistenza, l’ipertensione e il danno vascolare. Se il magnesio è carente, l’azione del calcio, a livello di muscoli e di terminazioni nervose, è prevalente.

Ansia, irritabilità, stress, insonnia, mal di testa, tensione muscolare e crampi ne sono la conseguenza diretta. Più gravi ancora sono gli effetti a livello dell’apparato cardiovascolare (aritmie, fibrillazioni, infarti, ipertensione). Un’altra conseguenza della carenza di magnesio riguarda la struttura ossea: il magnesio è importantissimo per “mantenerci in piedi tutta la vita”, in altre parole “ci salva le ossa”.

Per contrastare i sintomi vasomotori e neurovegetativi, tutelare l’apparato cardiovascolare e proteggere la struttura ossea, in menopausa è consigliata l’assunzione di almeno 400-500 mg di magnesio al giorno, sotto forma di sali ad elevata biodisponibilità, di cui il citrato di magnesio rappresenta uno dei migliori.

Acido alfa lipoico: naturalmente prodotto a livello epatico (la sintesi però decresce con l’età), svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico cellulare e protegge dall’attacco di radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno che nel tempo danneggiano e logorano organi e tessuti.  È attivo in ogni distretto del corpo poiché è solubile sia nelle frazioni cellulari acquose che in quelle lipidiche. La sua straordinarietà sta anche nel fatto che, nell’adempiere alla sua funzione antiossidante, passa dalla forma ridotta alla forma ossidata; passando da una forma all’altra l’acido alfa lipoico rigenera le vitamine C ed E, secondo un processo di “riciclaggio antiossidante”.

É in grado di chelare i metalli pericolosi e di favorirne l’eliminazione dall’organismo. Per queste ragioni è considerato il “re degli antiossidanti” ed è molto utile per la protezione in toto dell’organismo femminile, soprattutto in menopausa.

Utile l’assunzione in pratiche bustine da sciogliere in acqua.

3. Contrastare i processi metabolici che ostacolano la vitalità del bulbo pilifero e fornire i nutrienti specifici per la crescita dei capelli

La natura può aiutarti con

Lignani da semi di lino: i semi di lino sono una fonte ricchissima di sostanze importanti per la salute umana, in particolare di acidi grassi omega-3 e omega-6 e di una classe di fitoestrogeni, i lignani. Tra i diversi lignani contenuti nei semi di lino, il principale è l’SDG (Secoisolariciresinol diglucoside).

Un estratto di semi di lino titolato in lignani al 20% è stato impiegato, con risultati incoraggianti, nel trattamento dell’alopecia androgenetica. L’effetto, oltre che alle riconosciute attività di modulazione ormonale, è stato correlato all’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi e al conseguente abbassamento dei livelli di diidrotestosterone (DHT).

Maca: la sua radice è ricchissima di nutrienti, tra cui aminoacidi essenziali, acidi grassi, minerali e vitamine (C, E e gruppo B). Fra i componenti biologicamente attivi figurano anche i fitosteroli, in particolar modo il beta-sitosterolo. È conosciuta per le sue proprietà adattogene, poiché aumenta le resistenze dell’organismo nei confronti dello stress psico-fisico e ottimizza il metabolismo cellulare.

La sua funzionalità in tal senso si esplica principalmente attraverso la regolazione dell’attività endocrina, in particolare dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Ecco il motivo principale per cui la radice di maca risulta essere l’adattogena ideale per contrastare la caduta dei capelli in menopausa, associata non solo a stress generale dell’organismo, ma anche a disequilibrio ormonale. A tutto ciò si aggiunge la riconosciuta proprietà del betasitosterolo di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi, ostacolando così la conversione del testosterone in diidrotestosterone. La maca porta a diminuzione della caduta dei capelli e ad aumento della ricrescita, grazie anche al suo elevato contenuto di sali minerali e di aminoacidi.

Bambù: ricchissimo di silicio (fino al 70%), necessario per i tessuti connettivi e per la formazione della cheratina dei capelli, a cui conferisce al contempo resistenza e flessibilità. Stati carenziali sono stati riscontrati nei casi di minore elasticità della pelle e di indebolimento degli annessi cutanei (unghie e capelli). I livelli di silicio nell’organismo diminuiscono con l’età. Pur essendo largamente diffuso in natura, a causa della raffinazione degli alimenti, viene a mancare sempre più nell’alimentazione moderna.

Cistina: aminoacido solforato (lo zolfo costituisce il 27% della sua struttura) indispensabile per il processo di formazione della cheratina e per la pigmentazione dei capelli. Le sue proprietà sono dovute alla presenza del ponte disulfurico -S-S-. È stato osservato un rapporto diretto tra la quantità di cistina contenuta nella dieta e la crescita del pelo. Studi  sull’animale hanno dimostrato che la cistina favorisce i  processi anabolici del pelo (fase anagen). È velocemente assorbita a livello intestinale con un meccanismo di trasporto attivo e si ritrova nel sangue poco tempo dopo la somministrazione orale.

Metil Sulfonil Metano (MSM): forma di zolfo organico facilmente utilizzabile dall’organismo per la sintesi di biomolecole (enzimi, ormoni, aminoacidi solforati, antiossidanti). È stato evidenziato che lo zolfo, da MSM, è facilmente assorbito dall’organismo ed è in grado di accelerare la crescita fisiologica dei capelli. Inoltre, grazie alla sua struttura chimica, riesce a chelare i metalli pericolosi e le sostanze tossiche favorendone l’eliminazione, agendo così da efficace disintossicante.

Le compresse da deglutire sono senz’altro la forma migliore per l’assunzione di questi elementi.

Data la variabilità (sia in termini di tempi che di intensità) dei sintomi con cui la menopausa può manifestarsi, gli elementi sopra descritti dovranno essere assunti secondo tempi personalizzabili a seconda delle esigenze individuali, a partire comunque da periodi di almeno 3-6 mesi.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO      DURATA DELLA DIETA: ALMENO 3 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche” perché poveri di minerali e vitamine.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa) il cui catabolismo proteico favorisce l’acidificazione organica, condizione che per essere tamponata priva il Calcio dalle ossa, incrementando lo stato di demineralizzazione.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Spinaci e bietole perché contengono acido ossalico che rende poco utilizzabile il Calcio (va pertanto evitata la loro associazione ai cibi ricchi di Calcio).
  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Uova (solo se biologiche).
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale. Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle), tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per la ricchezza di Calcio: cime di rapa, tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia del cavolo (privilegiare il broccolo perchè oltre a contenere Calcio è ricco di Boro, minerale che aiuta ad assimilare il Calcio), agretti, carciofi, crescione, prezzemolo, radicchio verde, cicoria, legumi (fagioli, fave, fagioli di soia), semi oleaginosi (semi di sesamo, mandorle, nocciole, semi di girasole), alghe marine (wakame, arame) reperibili nei negozi biologici.

Per il contenuto di inulina (fibra che, oltre a costituire il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora microbica intestinale benefica, aumenta la capacità di assorbimento del Calcio): cicoria, carciofi, topinambur. Per il contenuto di fitoestrogeni: salvia, fagioli di soia, latte di soia, tofu, tempeh (i fitoestrogeni rendono più facile l’assimilazione del Calcio ed in aggiunta sono un aiuto indispensabile per riequilibrare gli alti e bassi ormonali tipici di questo periodo di transizione, contribuendo così a dare sollievo dai sintomi e a rafforzare i tessuti).

Pesce di piccola taglia per il contenuto di vitamina D che favorisce l’assorbimento del Calcio, e Omega 3 in grado di contrastare il declino delle capacità cognitive tipiche dell’invecchiamento oltre ad alzare i livelli del colesterolo cosiddetto “buono” per la sua azione protettiva sul sistema cardiovascolare; verdure a foglia verde, legumi e semi oleaginosi sono da incrementare anche per il loro contenuto di Magnesio, minerale dalle molteplici virtù, tra cui modulare gli sbalzi d’umore e aiutare, unitamente al Calcio, la costruzione dello scheletro.

Per il potere rimineralizzante: miglio, amaranto e quinoa (ricchi di Calcio, Magnesio e Silicio), salvia, ortica e kamut (anch’essi ricchi di Silicio). Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio, l’invecchiamento cellulare e il colesterolo cattivo) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Il periodo della menopausa, soprattutto la sua fase di transizione, può tradursi in sintomi con i quali a volte può essere difficile convivere. Il corpo, non più protetto dai livelli ormonali elevati che hanno caratterizzato la vita fertile, si trova ad essere più vulnerabile ed invita a prendersi maggiormente cura di se’. Con ciò ci riferiamo non solo all’assunzione di integratori che (unitamente alla dieta adeguata) siano in grado di supportare adeguatamente l’organismo, ma anche alla scelta di detergenti delicati che non aggrediscano, ma proteggano, le mucose, soprattutto quelle delle parti intime.

Utilizzare quotidianamente detergenti delicati (a base di Estratto di semi di Pompelmo), che rispettino l’ambiente delle parti intime e allo stesso tempo tutelino dall’aggressione dei patogeni. Un altro consiglio importante, da attuare sempre e, a maggior ragione, in questa fase della vita, è quello di evitare il più possibile i farmaci, se non strettamente indispensabili (evitare antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi, cure ormonali, ecc.) e cercare invece di promuovere la propria salute attraverso lo stile di vita, superando i piccoli disturbi grazie all’alimentazione, integrazioni adeguate, attività fisica adeguata e pensiero positivo. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Fare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Cercare inoltre di praticare uno sport, scegliendolo tra ciò che piace di più (il nuoto, lo sci, il ballo, una gita in bicicletta, ecc.), qualsiasi cosa purchè faccia stare bene e dia il piacere di farlo. È più che mai importante scegliere il movimento per sentirsi bene, fortificare le ossa, detossificare l’organismo, favorire la circolazione e, non meno importante, liberare endorfine, che fanno sentire meglio e migliorano l’umore! L’attività fisica è infatti veramente un valido strumento per scaricare le tensioni emotive che facilmente possono presentarsi a causa dello sconvolgimento ormonale tipico di questa particolare fase femminile.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!