APPARATO VENOSO

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I vasi capillari si distinguono in due tipologie: le arterie e le vene. Il sistema artero-venoso ha inizio dal cuore attraverso i tronchi arteriosi che si ramificano ripetutamente. Man mano che procede la ramificazione le dimensioni delle arterie si riducono gradualmente fino alle arteriole ed infine ai capillari. Il sangue che defluisce dalla rete capillare entra dapprima nelle venule e poi nelle piccole vene, e di qui nelle vene di medio e grosso calibro prima di raggiungere le vene cave (nel circolo sistemico) o le vene polmonari (nel circolo polmonare).

Strutturalmente le vene sono costituite da una parete liscia, sottile e poco elastica; il loro calibro è, in genere, leggermente superiore a quello delle arterie corrispondenti. A causa del loro ampio lume e della loro parete sottile, le vene possono immagazzinare anche grosse quantità di sangue; per tale ragione prendono il nome di “vasi di capacità” (al contrario delle arterie che vengono chiamate “vasi di resistenza”).

Proprio per la natura “deformabile” della parete venosa, le patologie più frequenti a carico di questi vasi sono le varici e le dilatazioni che a seconda dei distretti anatomici nei quali si verificano danno vita a diversi sintomi.
Tra le più frequenti dilatazioni varicose c’è la dilatazione varicosa emorroidale. Questa è innescata da fattori principalmente legati alla fragilità vasale, ma anche all’alimentazione e allo stile di vita.

Nei soggetti con propensione alle emorroidi, le pareti dei vasi e i tessuti connettivi di sostegno del retto sono fragili e si stirano con facilità, assottigliandosi al punto tale che finiscono con il sanguinare. Per le medesime ragioni queste persone generalmente soffrono anche di varici agli arti inferiori e di fragilità capillare. La prolungata stazione eretta, lo stare a lungo seduti e gli sforzi eccessivi aggravano la pressione esercitata sui vasi del retto ed ostacolano il deflusso venoso, esponendo al rischio di malattia emorroidaria.

Anche la dieta ha un ruolo chiave; innanzitutto gli eccessi alimentari e alcuni cibi in particolare (cioccolato, caffè, carni suine,ecc.) caricano di super lavoro l’intestino e gli organi deputati alla digestione e alla depurazione (milza, fegato, cistifellea), limitando perciò l’efficienza circolatoria, con il risultato che il sangue fatica a defluire e tende a “stagnare”. I cibi raffinati e conservati, tipici dei nostri giorni e della nostra società, e la carenza di fibre rendono difficili le funzioni intestinali e a lungo andare creano disbiosi, con sintomi che vanno dalla stitichezza alla colite.

Se a ciò si aggiungono l’assunzione frequente e l’abuso di medicinali, in particolare lassativi e antibiotici, che depauperano la flora fisiologica benefica, e le diffuse intolleranze alimentari, spesso non diagnosticate, l’intestino diviene un luogo “malato”, terreno di partenza favorevole per l’insorgere di problematiche emorroidali. La sempre più diffusa “vita sedentaria” aggrava la situazione,contribuendo a rendere difficoltoso il ritorno venoso.

Con queste premesse, per chi soffre di debolezza della parete venosa che si manifesta con varici e dilatazioni e con frequenti episodi di emorroidi, risulta quindi fondamentale oltre che osservare una adeguata dieta ed uno stile d vita che non aggravi la situazione, anche disporre di rimedi mirati a rafforzare la parete vasale e nello stesso tempo, risolvano in maniera definitiva l’episodio acuto di emorroidi (quando presente).