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PRIMAVERA: disintossica l’organismo!

DEPURAZIONE DI PRIMAVERA: DISINTOSSICA L’ORGANISMO PARTENDO DALL’INTESTINO

La sedentarietà e l’alimentazione eccessivamente ricca tipiche della stagione fredda portano l’organismo a produrre più tossine di quante ne riesca a smaltire, causando un accumulo di sostanze nocive.

La luce primaverile e l’aria tiepida, se da un lato risvegliano le energie, dall’altro mettono in moto anche le tossine accumulate: questo può provocare sintomi a carico dell’apparato digerente come pancia gonfia, difficoltà digestive, stipsi, meteorismo, alitosi oltre a disturbi tipici di questo periodo come alterazioni del sonno, cambiamenti di umore, mancanza di concentrazione, mal di testa, spossatezza, problemi alla pelle e maggiore suscettibilità a contrarre infezioni, soprattutto quelle che coinvolgono l’area urogenitale.

Con l’arrivo della bella stagione si avverte la necessità di disintossicarsi: la depurazione di primavera è una pratica molto antica, che permette di alleggerire l’organismo e liberarlo da tutte le scorie e sostanze nocive accumulate in inverno, supportare la funzionalità intestinale e, di conseguenza, anche le difese immunitarie, rendendoci più pronti ed efficaci nel contrastare le aggressioni microbiche e attenuando anche i sintomi delle manifestazioni allergiche come la rinite e l’asma.

Depurare l’intestino per permettere al fegato e al sistema immunitario di lavorare correttamente

Quando si pensa ad un percorso di disintossicazione da intraprendere con l’arrivo della primavera, tradizionalmente si pensa al fegato. In effetti è uno degli organi emuntori più importanti poiché ha il compito di pulire, “costruire” il sangue, conservarlo e distribuirlo nei vari distretti corporei. Per lavorare in maniera efficace, il fegato però ha bisogno che l’apparato digerente nel suo complesso sia depurato e in equilibrio: se l’apparato digerente non lavora correttamente, si verifica un accumulo di componenti parzialmente digerite che per l’organismo risultano come tossine e scorie, e che comportano un sovraccarico degli organi emuntori.

Disintossicarsi concentrandosi solo sul fegato è, quindi, un’azione inefficace: si disintossica un organo deputato alla depurazione, ma non ci si occupa della causa a monte, cioè sulla necessità di depurare l’intestino e riportare in equilibrio l’intero ecosistema intestinale.

La disintossicazione intestinale permette, invece, all’organismo di eliminare le tossine, le quali se non vengono correttamente smaltite, diventano causa di stati infiammatori anche in distretti corporei distanti dall’apparato digerente. Inoltre, un intestino pulito favorisce e ottimizza l’assorbimento dei nutrienti alimentari, promuove il proliferare della flora batterica benefica, e svolge un ruolo attivo nel rafforzare e mantenere in salute tutto il sistema immunitario, permettendo anche al fegato di lavorare correttamente.

La dieta disintossicante: alimenti sì, alimenti no e l’importanza dell’acqua

Il nostro benessere passa attraverso ciò di cui ci nutriamo. La scelta di intraprendere un periodo di depurazione passa quindi anche attraverso un’alimentazione adeguata e finalizzata alla disintossicazione intestinale.

Gli alimenti da preferire per disintossicarsi sono la frutta e la verdura fresca biologica di stagione, i cereali integrali (riso, mais, teff, miglio, farro, orzo, avena, segale, kamut), gli pseudo cereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) e i legumi (ad esempio lenticchie, piselli, ceci, fagioli, lupini) ma anche gli alimenti proteici vegetali (tofu). Noci, mandorle, nocciole, anacardi, pinoli e i semi oleaginosi (semi di lino, sesamo, girasole, zucca, chia) sono utili per il loro contenuto di omega 3, sostanze dal potere antinfiammatorio. Infine, il pesce, un alimento prezioso per il suo apporto nutrizionale, dovrebbe essere consumato 2 o 3 volte a settimana, prediligendo i pesci tipici del territorio, di piccola taglia, di mare aperto e non allevati, per evitare i rischi legati al bioaccumulo di inquinanti.

Gli alimenti da evitare sono il latte e i suoi derivati, la carne, gli zuccheri e i carboidrati raffinati, tutti i cibi industriali, conservati, confezionati per l’effetto pro-infiammatorio e intossicante dell’intestino.

Infine va ricordato che il processo di disintossicazione intestinale è più efficace se accompagnato da un’adeguata assunzione di acqua: l’acqua è il mezzo con cui vengono eliminati i prodotti di rifiuto del nostro metabolismo e le sostanze nocive derivate da errori alimentari, dall’inquinamento ambientale, dall’abuso di farmaci e dallo stress. L’apporto ottimale di acqua è di 30 ml per chilo di peso corporeo: un adulto di 70 kg necessita di almeno 2.100 ml di acqua. È molto importante bere durante tutto l’arco della giornata, evitando di assumere grandi quantità di liquidi in un unico gesto. L’acqua va scelta con cura, prediligendo quelle con un residuo fisso a 180°C inferiore a 50 mg/L e un pH compreso tra 6 e 7.

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