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Il nostro approccio, il vostro corpo

Il nostro fine è evitare di contrastare i processi fisiologici dell’organismo. Il nostro è un approccio olistico. Un approccio che favorisce il ripristino dell’equilibrio fisico, affrontare le cause con la massima efficacia. Garantendo così un rapido sollievo dalle sintomatologie.

SELEZIONA LA TUA ESIGENZA

occhi

Occhi e orecchie

L’occhio, l’organo della vista complesso e delicato, è deputato al meccanismo della visione per mezzo di alcune strutture che lo rendono otticamente equivalente ad una macchina fotografica. L’occhio ci garantisce la visione trasformando la luce in informazioni che, sotto forma di impulsi elettrici, arrivano al cervello. Quando fissiamo un oggetto, la luce che da esso proviene entra nei nostri occhi, attraversa una serie di lenti naturali, che sono in sequenza la cornea, il cristallino ed il corpo vitreo che corrispondono alle lenti dell’obiettivo di una macchina fotografica, e va ad “impressionare” la retina (la pellicola).

La complessità e la molteplicità degli elementi che concorrono alla sua funzionalità lo rendono particolarmente delicato; se poi si considera che si tratta di un organo che ha per forza di cose contatti con l’esterno, risulta evidente la peculiare vulnerabilità rispetto ad aggressioni di varia origine (batteriche, virali, atmosferiche, da corpi estranei, etc.). La retina trasmette informazioni al cervello inviando impulsi elettrici attraverso un cavo biologico: il nervo ottico.

La funzione di protezione è affidata alla congiuntiva, alle palpebre e all’apparato ghiandolare annesso. La congiuntiva è una sottile mucosa trasparente che riveste la superficie anteriore dell’occhio e le pareti interne delle palpebre; la sua funzione di difesa della cornea è possibile non solo grazie ad un’azione puramente meccanica (realizzata tramite la distribuzione omogenea del liquido lacrimale), ma anche grazie alla secrezione di anticorpi (IgA e IgG) e di sostanze ad azione antibatterica (lisozima). Le palpebre, con i loro movimenti, contribuiscono a regolare la quantità di luce che entra nell’organo, proteggendolo da un’illuminazione troppo intensa; diffondono inoltre il secreto lacrimale sulla congiuntiva in modo tale da consentirne il continuo lavaggio ed impedirne la disidratazione. Il sistema ghiandolare è deputato principalmente alla secrezione del liquido lacrimale, in modo tale che si realizzi il corretto bilanciamento tra le componenti acquosa e lipidica del liquido lacrimale stesso, al fine di evitarne l’evaporazione troppo rapida con il rischio di esporre l’occhio a secchezza oculare.

A volte, nei confronti di agenti microbici, fisici e chimici, allergeni, corpi estranei, ecc., le armi naturali dell’occhio possono non essere sufficienti a proteggerlo; possono perciò insorgere diverse problematiche, a seconda della causa in gioco e della parte dell’occhio coinvolta.


L’orecchio è l’organo dell’udito e può essere suddiviso in 3 parti:

  • orecchio esterno, composto dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo, ha il compito di raccogliere le onde sonore;
  • orecchio medio, formato dalla cassa timpanica con la membrana timpanica, da tre ossicini che sono il martello, l’incudine e la staffa e dalla tromba di Eustachio, è deputato a ricevere e a trasmettere le vibrazioni prodotte dalle onde sonore all’orecchio interno;
  • orecchio interno, che comprende il labirinto, formato dal vestibolo sede dell’equilibrio e dalla chiocciola, organo neurosensoriale dell’udito, trasmette gli stimoli delle vibrazioni all’encefalo e presiede al senso dell’equilibrio.

Anche questo distretto anatomico è, sovente, soggetto all’insorgenza di problematiche di varia natura, dalla banale formazione del tappo di cerume alla dolorosa otite media.
Di fondamentale importanza è quindi avere a disposizione efficaci rimedi naturali al fine di risolvere le diverse affezioni, ciascuno con un approccio mirato alle cause della problematica e con i veicoli adatti all’idoneo utilizzo nel distretto anatomico interessato.

L’otite media è un’infiammazione, acuta o cronica, della cavità, posta dietro il timpano, comunemente chiamata “orecchio medio”. L’orecchio è infatti composto da tre parti: esterno, medio e interno. Un piccolo condotto, chiamato tuba di Eustachio, mette in comunicazione l’orecchio medio con la parte posteriore del naso (nasofaringe), consentendo di bilanciare la pressione dell’aria esterna con quella contenuta nell’orecchio medio.
In seguito ad infezioni alle vie aeree superiori (naso – gola) può accadere che la tuba di Eustachio si infiammi, si gonfi sino a causare un ristagno di muco nell’orecchio medio. Se questo liquido viene infettato da virus o batteri, si può avere un rigonfiamento della membrana del timpano e dolore intenso all’orecchio: questo tipo di infezione si chiama otite media acuta.È particolarmente frequente nei bambini, ove si accompagna spesso a febbre, talora anche alta, e a riduzione o perdita temporanea dell’udito.
Nei bambini l’otite media è infatti favorita da diverse condizioni: prima di tutto la presenza di un sistema immunitario ancora fragile ed immaturo che espone ad infezioni respiratorie più frequenti (di cui, come abbiamo visto, l’otite media rappresenta spesso una complicanza); in secondo luogo, ma non meno importante, è il fatto che la tuba di Eustachio nei bambini ha un diametro molto stretto (e quindi può ostruirsi rapidamente) ed è orientata orizzontalmente, mentre negli adulti assume un’inclinazione maggiore, che facilita il defluire del muco.

Il trattamento delle otiti medie con la medicina convenzionale

Queste tipologie di affezioni, in particolare le otiti medie acute, estremamente diffuse, come abbiamo detto, nella popolazione infantile, vengono trattate dalla medicina cosiddetta “ufficiale” quasi sempre con terapia antibiotica.
L’estrema diffusione dell’uso e abuso di antibiotici dei giorni nostri tocca in questo caso, per così dire, l’apice; le conseguenze di ciò sono da una parte lo sviluppo di ceppi batterici antibiotico-resistenti che si diffondono nella popolazione, dall’altra l’istaurarsi di un circolo vizioso legato al depauperamento continuo delle già fragili difese immunitarie del bambino, con la conseguenza dell’insorgere di recidive sempre più frequenti.
L’assunzione di antibiotici infatti indebolisce l’organismo, pertanto un utilizzo inadeguato di antibiotici invece di interrompere le recidive, le moltiplica. Nonostante tutto questa cura, evidentemente errata nella maggior parte dei casi, continua ad essere consigliata. Eppure, sin dagli inizi degli anni 70, un gruppo di medici danesi ha iniziato a rendersi conto che l’uso ripetuto degli antibiotici nella cura delle otiti medie nei bambini conduce ad un probabile aumento di nuove infezioni all’orecchio e, quindi, ad ulteriori ricorsi agli antibiotici.
Dopo lunga indagine hanno affermato che l’88% dei piccoli pazienti non ha bisogno di cure antibiotiche; inoltre la frequenza di ricadute è maggiore nei bambini trattati con antibiotici piuttosto che nei bambini non sottoposti a tale terapia. Molte altre ricerche, pubblicate su riviste mediche quali British Medical Journal, The Lancet, Journal of American Medical Association, ecc., hanno confermato il punto di vista danese. Alcuni ricercatori americani hanno affermato che: “Le percentuali di recidive sono significativamente più alte nel gruppo di bambini trattato con antibiotici rispetto a quelle del gruppo non trattato. Infatti, per i bambini trattati con antibiotici vi sono dal 200 al 600% di probabilità in più di ricadute rispetto a quelli che lasciano al loro sistema immunitario il compito di risolvere l’infezione”.
Il problema, ampiamente riconosciuto dal punto di vista teorico in qualsiasi branca della medicina, sia “convenzionale” sia “alternativa”, ma a quanto pare altrettanto ampiamente sottovalutato, è che gli antibiotici depauperano la flora batterica intestinale del bambino, esponendolo alla colonizzazione di opportunisti e patogeni intestinali che indeboliscono le difese immunitarie e facendolo diventare sempre più incapace di rispondere adeguatamente ad ulteriori infezioni.
C’è inoltre da sottolineare che le numerose ricerche effettuate in tal senso hanno evidenziato che nel 90% dei casi la cura antibiotica non accelera la guarigione, né dal punto di vista della scomparsa del dolore, né per quel che riguarda la febbre o gli altri sintomi tipici di otite. Eppure, nonostante le evidenze, gli antibiotici continuano ad essere prescritti, quando invece il modo migliore per curare e prevenire l’otite consiste nel rafforzare le difese immunitarie, oltre ad impiegare rimedi specifici naturali efficaci per alleviare i sintomi e aiutare a risolvere l’infezione della fase acuta.

A questo punto, per le considerazioni sopraccitate, un approccio veramente valido in termini di efficacia, al fine di risolvere e prevenire le otiti medie ricorrenti, nei bambini, deve da una parte agire direttamente per via sistemica (per os), con un’azione antibiotica naturale e contemporaneamente contribuire a rafforzare ed equilibrare i naturali meccanismi difensivi dell’organismo. Oltre a ciò, l’approccio dovrà favorire la pulizia ed il drenaggio delle fosse nasali e delle alte vie respiratorie, con l’impiego di rimedi naturali per uso locale, così da sfiammare la mucosa respiratoria intasata da raffreddori ed infezioni e consentire di ristabilire la pervietà della tuba di Eustachio e la conseguente risoluzione dell’infiammazione a carico della cavità dell’orecchio medio. Un ulteriore aiuto coadiuvante si ha attraverso l’applicazione nel condotto uditivo di rimedi naturali con provate proprietà antimicrobiche.

La natura può ancora una volta correre in aiuto, con elementi di provata efficacia.

La natura ti aiuta nel caso di otite media.

L’approccio naturale ed efficace

Le affezioni, come l’otite media, diffuse soprattutto nella popolazione infantile vengono trattate, quasi sempre, dalla medicina convenzionale con la classica terapia antibiotica.
L’uso/abuso di antibiotici, oggi più che mai diffuso, ha portato a conseguenze disastrose:

  • sviluppo di ceppi batterici antibiotico-resistenti;
  • instaurarsi di un circolo vizioso (a causa del depauperamento della flora fisiologica intestinale e del conseguente indebolimento delle già fragili difese immunitarie del bambino);
  • insorgenza di recidive sempre più frequenti.


Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’assunzione di antibiotici porta a queste conseguenze, ma nonostante ciò si continua ad abusarne, anche se si è visto che:

  • la quasi totalità dei pazienti non ne ha un reale bisogno;
  • la frequenza di ricadute è maggiore nei bambini trattati con antibiotici;
  • non porta ad una guarigione più rapida;
  • non diminuisce il dolore ne’ gli altri sintomi tipici.

Risolvere le otiti medie senza ricorrere agli antibiotici è invece possibile, oltre che decisamente auspicabile, evitando così complicanze e recidive. La natura può ancora una volta essere di grande aiuto grazie alle straordinarie proprietà antibatteriche, antimicotiche ed antivirali dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

GSE e otite media

L’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo è ad ampio spettro d’azione: è stato infatti dimostrato da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, Italia compresa, che il GSE è attivo su oltre 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), molteplici virus e oltre 100 ceppi di lieviti e muffe. Oramai sono numerosissime le testimonianze che ne confermano la validità, affermando inoltre che, sia per quanto riguarda l’efficacia che per la rapidità d’azione, il GSE non ha eguali in natura.
La sua efficacia e rapidità d’azione, unita alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” n° 5 del 1990, ne fanno un rimedio veramente straordinario per controllare la proliferazione di microrganismi patogeni e/o opportunistici. Abbiamo già espresso in precedenza l’importanza che una microflora intestinale, sana ed equilibrata, riveste per l’equilibrio e l’efficienza del sistema immunitario e per l’adeguata difesa dell’organismo da qualsiasi forma di infezione microbica.
Inoltre, anche quando impiegato in formulazioni per uso locale, essendo un “pulitore selettivo”, agisce sui patogeni senza intaccare significativamente la flora fisiologica di cute e mucose, preservandone l’indispensabile funzionalità difensiva. Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio efficace e completo nei confronti della risoluzione dell’otite media, che prevede prima di tutto di:

  1. agire per via sistemica con un prodotto in grado di contrastare la proliferazione microbica, sia essa di natura batterica, virale o micotica e contemporaneamente rafforzare le naturali difese dell’organismo
  2. pulire “selettivamente” le vie aeree superiori, grazie al lavaggio delle fosse nasali e alla terapia aerosolica, favorendo la decongestione, l’espettorazione, inducendo la progressiva liberazione delle trombe di Eustachio e la disinfiammazione dell’orecchio medio

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo) prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione.

1. Agire per via sistemica con un prodotto in grado di contrastare la proliferazione microbica, sia essa di natura batterica, virale o micotica e contemporaneamente rafforzare le naturali difese dell’organismo

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) nei confronti di oltre 800 ceppi batterici, numerosi virus e oltre 100 ceppi di lieviti, comprese le specie frequentemente responsabili dell’otite media, confermano l’impiego del GSE, non solo per uso locale ma anche sistemico, per contrastare direttamente l’infezione in corso e anche per migliorare l’efficienza generale del sistema di difesa dell’organismo nei confronti di qualsiasi attacco microbico.
Il GSE infatti, come evidenziato dallo studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” n° 5 del 1990, agisce come uno straordinario “pulitore selettivo”; è cioè efficace sui patogeni ma non intacca in modo significativo la flora microbica delle mucose, consentendo invece la ricostruzione della flora benefica, che rappresenta la prima linea di difesa del nostro organismo verso qualsiasi aggressione esterna, garantendo così la protezione dalle infezioni.

Echinacea purpurea e angustifolia: appartenenti alla famiglia delle Asteraceae e originarie degli Stati Uniti centrali, sono in grado di rallentare la diffusione dei germi patogeni innescando un meccanismo di difesa contro di essi e attivando contemporaneamente l’attività rigeneratrice dei tessuti. Per questa ragione i preparati di echinacea sono considerati efficaci nel trattamento degli stati settici e delle patologie infettive in generale.

Rhodiola: tipica dei climi freddi dell’emisfero boreale, ha la capacità di aumentare le resistenze dell’organismo alle tossine; incrementa il livello degli enzimi, del RNA e delle proteine ed è, quindi, in grado di ridurre i tempi di recupero in conseguenza ad affaticamenti o prolungate malattie.

Morinda citrifolia (Noni): utile per regolare la funzione e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate, stimolare la produzione delle cellule T che svolgono un ruolo chiave nell’annientare le malattie e rafforzare il sistema immunitario.

Veicolo ideale di questi componenti vegetali è una formulazione bevibile per i bambini. La versione per gli adulti, con composizione analoga, è preferibile in compresse deglutibili. In alternativa a queste due soluzioni, sia per adulti che per bambini, si può ricorrere anche ad una formulazione innovativa, in compresse effervescenti, a base di GSE ad elevate concentrazioni e Uncaria; la composizione esclusivamente naturale, l’elevata concentrazione degli attivi e i vantaggi della formulazione effervescente (rapido dissolvimento e aumentata biodisponibilità) conferiscono gradevolezza d’uso, efficacia e rapidità d’azione.

2. Pulire “selettivamente” le vie aeree superiori, grazie al lavaggio delle fosse nasali e alla terapia aerosolica, favorendo la decongestione, l’espettorazione, inducendo la progressiva liberazione delle trombe di Eustachio e la disinfiammazione dell’orecchio medio

PER IL LAVAGGIO DELLE FOSSE NASALI

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche per uso locale. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Echinacea: appartenente alla famiglia delle Asteraceae e originaria degli Stati Uniti centrali, è in grado di rallentare la diffusione dei germi patogeni nei tessuti e di innescare un meccanismo di difesa attivando contemporaneamente i processi rigenerativi dei tessuti intaccati.

Per queste ragioni l’echinacea è considerata efficace nel trattamento locale degli stati settici e delle patologie infettive accompagnate da febbre, soprattutto quando vi è una manifesta tendenza alla cronicizzazione ed alle recidive.

Timo serpillo: appartenete alla famiglia delle Labiateae e originario del Mediterraneo, la sua azione più importante è quella espettorante che viene impiegata con successo nella terapia delle affezioni catarrali delle vie respiratorie. Inoltre, la dimostrata azione batteriostat-ica, specialmente sui batteri Gram+, giunge a completamento di questa proprietà antisettica e secretolitica delle fosse nasali.

Calendula: appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è ricca di derivati triterpenici, principali responsabili delle sue spiccate proprietà antinfiammatorie e decongestionanti.
Altri componenti sono i carotenoidi, numerose resine, i flavonoidi, i polisaccaridi e le mucillagini, dalla spiccata bioadesività su cute e mucose e per questo anche artefici delle proprietà salutistiche della pianta; le azioni più significative sono: antinfiammatoria, disarrossante, immunomodulante, antimicrobica, cicatrizzante, analgesica, lenitiva e decongestionante, quindi una rapida guarigione di infiammazioni localizzate nel tessuto connettivo

Acqua da frutta: grazie al suo importante apporto di vitamine ed oligoelementi, completa e impreziosisce la formulazione.

Questi componenti vegetali sono veicolati in una soluzione naturale, ideale da nebulizzare direttamente nelle fosse nasali, contenuta in flacone con pratico nebulizzatore eco-spray.

PER LA TERAPIA AEROSOLICA

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: i risultati ottenuti circa l’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) confermano l’impiego del GSE anche in opportune formulazioni per aerosol. La sinergia con estratti vegetali specifici conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Echinacea: appartenente alla famiglia delle Asteraceae e originaria degli Stati Uniti centrali, è in grado di rallentare la diffusione dei germi patogeni nei tessuti e di innescare un meccanismo di difesa attivando contemporaneamente i processi rigenerativi dei tessuti intaccati. Per queste ragioni l’echinacea è considerata efficace nel trattamento locale degli stati settici e delle patologie infettive accompagnate da febbre, soprattutto quando vi è una manifesta tendenza alla cronicizzazione ed alle recidive.

Drosera rutundifolia: appartenente alla famiglia delle Droseraceae, tipica di Australia, Africa e Sud America, esplica attività spasmolitica sulla muscolatura liscia, che si manifesterebbe con un’azione adrenalinosimile capace di risolvere gli spasmi prodotti dall’istamina sulla catena degli anelli bronchiali; ne consegue un’azione broncorilassante.

Enula campana: appartenente alla famiglia delle Asteraceae, nativa dell’Europa sud-orientale e dell’Asia occidentale, si trova in tutte le zone temperate; dotata di proprietà secretolitiche, grazie in particolare ai lattoni sesquiterpenici, e spiccatamente antinfiammatorie.

Pino mugo: appartenente alla famiglia delle Pinaceae, è un cespuglio sempreverde aghiforme. L’estratto che se ne ricava è costituito da una miscela di idrocarburi monoterpenici quali l’alfa e beta pinene, il limonene, il fellandrene, il canfene ed il borneolo: tutte sostanze ad azione antisettica, balsamica e secretolitica che manifestano la loro attività esclusivamente sull’apparato respiratorio.

Timo serpillo: appartenete alla famiglia delle Labiateae e originario del Mediterraneo, la sua azione più importante è quella espettorante che viene impiegata con successo nella terapia delle affezioni catarrali delle vie respiratorie. Inoltre, la dimostrata azione batteriostatica, specialmente sui batteri Gram+, giunge a completamento di questa proprietà antisettica e secretolitica delle vie respiratorie.

Timo comune: appartenete alla famiglia delle Labiateae, la sua essenza presenta, tra i suoi componenti, il timolo (fino al 55%) ed altri composti volatili quali: geraniolo, terpineolo, cimene, linalolo, canfene, borneolo. Ha proprietà antisettiche, balsamiche e fluidificanti.

Acqua di mare atomizzato: l’acqua di mare è la più completa acqua minerale, poiché possiede quasi tutti gli elementi presenti in natura. Impiegata per uso interno inalatorio è utile per curare o prevenire molteplici affezioni ed è un buon rimedio per tutti i disturbi della respirazione.

Veicolo ideale è una soluzione da nebulizzare come aerosol, sia per adulti che per bambini.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti dell’otite media, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

  • L’azione di pulizia antimicrobica diretta nel condotto uditivo esterno: GSE, glicerina vegetale, Ippocastano e Ribes nero in soluzione in gocce auricolari senza conservanti.
  • L’azione di integrazione della microflora intestinale con attività immunostimolante: per i bambini, flaconcini monodose con tappo brevettato, a base di probiotici (B. infantis, B. longum, L. Rhamnosus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Astragalo e Uncaria tomentosa; per gli adulti, flaconcini monodose con tappo dosatore a base di probiotici (B. bifidum, L. acidophilus, L. bulgaricus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Uncaria e Morinda citrifolia (Noni).

CONSIGLI ALIMENTARI DURATA DELLA DIETA: ALMENO 1 MESE

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

  • Per l’azione detossificante: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), finocchio, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa, etc. ricchissimi anche di vitamina C), carciofi, cardi, cicoria.
  • Cereali integrali e legumi poichè fonti di fibre che contribuiscono a pulire l’organismo dalle tossine e costituiscono il substrato nutritivo per lo sviluppo della microflora microbica intestinale benefica; questi ultimi, inoltre, sono anche fonte di Selenio, potente oligoelemento antiossidante che contribuisce alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie.
  • Carote, zucca, arance, limoni, mandarini, kiwi gialli, castagne, mirtilli, ciliegie, ribes, lamponi, more, poiché fonti di minerali e vitamine, soprattutto vitamina C e bioflavonoidi (elementi che rinforzano il sistema immunitario e prevengono l’attecchimento di agenti patogeni).
  • Per l’azione sfiammante: l’orzo. Semi oleaginosi per la considerevole presenza di Zinco, minerale che fortifica il sistema immunitario e contrasta le infezioni. Bere molti liquidi perché oltre a purificare l’organismo contribuiscono a fluidificare il muco facilitandone l’“espulsione”.
  • Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc.
  • Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana.
  • Spezie: curcuma, curry, cannella, zenzero (radice ricchissima di oli essenziali, resine e mucillagini che conferiscono un effetto antinfiammatorio ed antipiretico naturale; può essere consumato come infuso: non si deve far altro che tagliarne un piccolo pezzetto, porlo in una tazza di acqua bollente, lasciarlo in infusione per 3-5 minuti e berlo a piccoli sorsi).

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo.

Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici ed antinfiammatori). Poiché l’umidità prolunga il corso dell’otite si raccomanda di fare attenzione e tenere sempre asciutto l’orecchio, soprattutto, in seguito ad una doccia o ad un’immersione in piscina. Evitare il ricorso a manovre errate per pulire l’orecchio e rimuovere il cerume, il condotto uditivo infatti è molto delicato e una manovra sbagliata può essere causa di infezioni. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

In caso di affezione è preferibile ridurre l’attività fisica ed evitare sport che prevedono l’esposizione a correnti d’aria e all’acqua, piuttosto è consigliabile fare esercizi di allungamento e di respirazione. Passata la fase critica si consiglia di fare giornalmente del movimento (almeno 20-30 minuti di passeggiata). Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, favorisce il processo di detossificazione e rafforza il sistema immunitario. Si consideri che le persone che praticano attività fisica con regolarità hanno difese immunitarie migliori di chi è sedentario. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!