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Il nostro approccio, il vostro corpo

Il nostro fine è evitare di contrastare i processi fisiologici dell’organismo. Il nostro è un approccio olistico. Un approccio che favorisce il ripristino dell’equilibrio fisico, affrontare le cause con la massima efficacia. Garantendo così un rapido sollievo dalle sintomatologie.

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bocca

Bocca, denti e gengive

La bocca o cavo orale è un organo dalle molteplici funzioni; infatti oltre ad essere l’orifizio attraverso cui gli animali si cibano, è la prima parte dell’apparato digerente sede della masticazione e della primissima fase della digestione; ha inoltre un ruolo nella fonazione e nella comunicazione, nella respirazione.]
Nell’uomo, la bocca, è delimitata in avanti dalle labbra, lateralmente dalle guance, posteriormente dalla parete posteriore della faringe, superiormente dal palato, inferiormente da un pavimento muscolare, teso all’interno dell’arco formato dalla mandibola, o mascella inferiore.

La cavità interna della bocca è racchiusa dalle arcate gengivo-dentarie costituite appunto da denti e gengive.
I denti sono gli organi della masticazione, essi infatti triturano il cibo, e con l’aiuto della lingua e della saliva lo riducono in piccoli frammenti. Sono gli organi più mineralizzati dell’organismo umano, infatti sono formati da dentina (o avorio), un tessuto osseo molto resistente che ha la funzione di proteggere la polpa del dente dalle variazioni di temperatura e dalle sollecitazioni meccaniche.
Nella struttura del dente si possono individuare tre porzioni: la corona, cioè la parte visibile del dente, il colletto che forma un tessuto di transizione tra la parte visibile e quella “nascosta” del dente e attorno al quale la mucosa forma la gengiva, e la radice cioè la parte che si inserisce nella mandibola. Il sito di insediamento mandibolare del dente è chiamato alveolo dentale.

La gengiva è un tessuto di tipo molle che circonda i denti e ricopre il processo alveolare, ha il compito di isolare il parodonto dall’ambiente esterno. È caratterizzato da un veloce metabolismo, che consente di rinnovare frequentemente gli strati più superficiali cheratinizzati, impedendo che i batteri possano accumularsi sulla sua superficie.
I denti e le gengive sono strutture anatomiche estremamente delicate che vanno incontro a diverse patologie derivate principalmente dall’accumulo di batteri (con conseguente proliferazione) sulla loro superficie dovuto a predisposizione genetica o a scarsa o scorretta igiene orale.

Le più diffuse e dannose a carico dei denti sono la carie e la malattia parodontale, in quanto provocano se non intercettate in tempo la perdita del dente. Invece tra le patologie a carico delle gengive, le più comuni sono la gengivite e la parodontite. La gengivite in particolare è l’infiammazione dei tessuti gengivali, caratterizzata da gonfiore, arrossamento, calore e sanguinamento conseguenti all’accumulo di placca, può determinare un aumento dello spessore della gengiva libera, con conseguente aumento di profondità del solco gengivale. La parodontite è invece un’infezione che coinvolge più tessuti di supporto del dente, determinando la perdita d’attacco gengivale, ovvero un approfondimento del solco gengivale accompagnato da un minimo ispessimento gengivale, che in questo caso forma una tasca parodontale.

È importante quindi osservare una accurata igiene orale con prodotti efficaci nell’abbattere la carica microbica del cavo orale, nel rinforzare le gengive rispettando nello stesso tempo l’equilibrio fisiologico di quest’area anatomica.

Alitosi, bromopnea, foetor ex ore: sono tutti sinonimi per indicare un’unica problematica conosciuta ai più con il semplice nome di “alito cattivo”. Nonostante sia sicuramente esagerato parlare di “patologia”, è altresì vero che questo problema, soprattutto nelle sue forme più marcate e persistenti, è molto sentito e può arrivare anche a condizionare la vita di chi ne soffre, soprattutto in una società come la nostra nella quale l’immagine personale risulta così importante ai fini delle relazioni interpersonali.

Prova dell’attuale rilevanza economica e sociale del problema è, da una parte, la crescente richiesta di esami e cure mediche ed odontoiatriche per la diagnosi e la risoluzione dell’alitosi, dall’altra l’enorme consumo di prodotti per combatterla, dai dentifrici ai colluttori, dalle mentine alle chewing-gum.

Le cause e i fattori all’origine dell’alitosi

L’origine del cattivo odore dell’alito può essere di varia natura e collegabile a diverse condizioni fisiologiche. Anche se è indubbiamente la bocca l’organo coinvolto in primis nel sintomo dell’alitosi, non sempre l’origine del problema è da ricercare solo in questa sede. È perciò necessario fare un distinguo tra:

  • fattori sempre presenti, responsabili fattivi del cattivo odore e che trovano collocazione proprio a livello della cavità orale
  • cause differenziate “a monte”, che possono essere collegate a svariati fattori e/o affezioni coinvolgenti diversi organi e apparati

I FATTORI SEMPRE PRESENTI

Recenti studi hanno individuato come fattori sintomatici comuni a tutti i casi di alitosi l’eccessiva proliferazione batterica, accompagnata dalla presenza di composti solforati, nel cavo orale.

Eccessiva proliferazione batterica nel cavo orale

Le mucose dell’organismo umano sono sempre corredate di una flora batterica fisiologica protettiva, e la mucosa del cavo orale non fa eccezione. Tuttavia, gli equilibri che regolano la vita e la funzionalità di tali biofilm sono molto labili e facilmente vengono sconvolti da eventi esterni o interni all’organismo che possono aumentare la proliferazione batterica.

Nel caso della mucosa orale molti e diversi sono i fattori che interferiscono con la crescita batterica: l’abbassamento di pH del cavo orale in seguito all’assunzione di cibo, ad esempio, è una delle principali cause di proliferazione; infatti i batteri, in particolare anaerobi, trovano il loro habitat ideale a pH acido, condizione nella quale proliferano più velocemente. Anche residui di cibo che permangono dopo il pasto nella cavità orale, diventando nutrimento per le specie batteriche che la abitano, risultano essere promotori della loro proliferazione.

Per altro, la stessa struttura anatomica orale, ricca di irregolarità sia naturali (es. solchi ed estroflessioni linguali e papillari), sia venutesi a creare per situazioni patologiche (es. tasche gengivali, carie,…), irraggiungibili anche dalla più accurata igiene orale, favoriscono la proliferazione batterica più che in altre sedi anatomiche. Ma le ragioni di una aumentata proliferazione microbica, non sono da ricercare solo nel cavo orale.

Molto spesso, situazioni patologiche o di insufficienza funzionale di alcuni organi o apparati, possono tradursi in un’aumentata proliferazione batterica non solo a livello locale nell’organo coinvolto, ma anche a livello orale. Ế stato ad esempio evidenziato che la presenza di Helycobacter pylori a livello gastrico si traduce in una aumentata proliferazione batterica orale, o ancora, che la presenza di candidosi intestinale è strettamente collegata con l’insorgenza della tipica “patina bianca” sulla superficie linguale, che altro non è se non il segno visibile di una aumentata proliferazione microbica.

Ma perché esiste questa correlazione tra aumentata proliferazione batterica e alitosi? La risposta è semplice: come accennato, i residui di cibo che rimangono nel cavo orale dopo il pasto, o comunque qualsiasi residuo proteico si possa trovare nella bocca (es. saliva, sangue proveniente da carie o sanguinamento gengivale, cellule in sfaldamento,…) diventa alimento per le colonie batteriche buccali e quindi substrato di trasformazioni metaboliche fermentative che hanno come risultato la liberazione di composti solforati nel cavo orale.

Presenza di composti solforati

Lo zolfo è un non-metallo in natura inodore che però quando si presenta sotto forma di sali è caratterizzato dal tipico odore di uova marce. Composti contenenti zolfo e quindi caratterizzati dal cattivo odore possono venirsi a trovare nel cavo orale per diversi motivi e attraverso varie vie metaboliche. Una prima causa di presenza di composti solforati nella bocca è, come già illustrato, la proliferazione batterica che, attraverso la fermentazione di substrati proteici, libera composti come il metilmercaptano (odore di cavolfiore decomposto), il solfuro di idrogeno (odore di uova marce), l’acido isovalerico (odore simile a quello dei piedi sudati), ecc.

Un’altra causa di formazione di composti solforati nel cavo orale, forse la più banale, è il consumo di alimenti cosiddetti, alitogeni, ricchi in oli essenziali maleodoranti e attivi solforati; altri fattori comunemente implicati sono il consumo di alcol o il fumo che non solo rilasciano composti solforati direttamente a livello del cavo orale, ma determinano anche, a lungo andare, l’alterazione di processi metabolici e il conseguente sviluppo di alitosi per cause organiche.

LE CAUSE DIFFERENZIATE “A MONTE”

Possiamo distinguere i vari fattori all’origine del problema dividendoli in tre gruppi in base alla sede anatomica e/o funzionale coinvolta:

  • alitosi in relazione a problematiche alle alte e basse vie aeree,
  • alitosi in relazione a problematiche gastriche,
  • alitosi in relazione a problematiche depurative e a processi fermentativi.
ALITOSI IN RELAZIONE ALLE ALTE E BASSE VIE AEREE   ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE GASTRICHE ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE DEPURATIVE E A PROCESSI FERMENTATIVE
  • Fumo
  • Tonsilliti, Sinusiti acute o croniche
  • Scarsa igiene orale
  • Carie, Gengiviti, Stomatiti, Parodontiti
  • Protesi e impianti dentali
  • Patina microbica sulla lingua
  • Scarsa salivazione in seguito a riposo notturno (alitosi mattutina), respirazione orale, fonazione prolungata
  • Cattiva digestione
  • Dispepsia funzionale
  • Helicobacter pylori
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Dieta ricca di proteine animali (carni, uova, latticini) 
  • Parassitosi intestinale
  • Candida intestinale (patina bianca sulla lingua)
  • Intolleranze alimentari
  • Problematiche enteriche di varia natura (colite ulcerosa, morbo di Crohn, ecc.)
  • Epatopatie, insufficienza renale
  • Ciclo mestruale
  • Alcool, Terapie farmacologiche
  • Diabete, Acetonemia
  • Digiuno prolungato
  • Alimenti alitogeni (cipolla, aglio, ecc.)

Da questa breve descrizione, riguardante, da una parte, i fattori sempre presenti e, dall’altra, le cause differenziate “a monte”, si intuisce come un approccio efficace nei confronti dell’alitosi debba necessariamente prevedere un metodo che intervenga in entrambe le direzioni.

Invece, agire solo sul sintomo, come spesso si è portati a fare, utilizzando frequentemente mentine e caramelline per deodorare l’alito, oppure cercando di migliorare la propria igiene orale, porta solo a “tamponare” il sintomo, ma non conduce verso la soluzione definitiva della problematica.

La natura può però ancora una volta essere di grande aiuto, con elementi specifici di provata efficacia sapientemente associati al fine di agire non solo sul sintomo ma anche sulle cause “a monte” che l’hanno determinato.

La natura ti aiuta nel caso di alitosi.

L’approccio naturale ed efficace

Risolvere le problematiche di alitosi è spesso molto difficile. La natura può però ancora una volta essere di grande aiuto, prima di tutto grazie all’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia antimicrobica è stata confermata da numerosi studi e applicazioni.

GSE e alitosi

L’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) è dotato di straordinarie proprietà antimicrobiche ad ampio spettro: risulta infatti attivo contro circa 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), più di 100 ceppi di lieviti e muffe (candida compresa), oltre a numerosi virus e parassiti. Ciò che oltremodo sorprende, e che non trova eguali nel mondo del naturale, è la selettività del GSE, come è stato dimostrato da uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” volume 5 n° 3 del ’90; il GSE, infatti, pur essendo attivo sui patogeni, risulta pressoché innocuo nei confronti dei batteri fisiologici e pertanto non altera in modo significativo l’indispensabile flora batterica difensiva delle mucose.
Queste proprietà lo rendono il funzionale ideale per l’igienizzazione del cavo orale al fine di contrastare efficacemente le proliferazioni e le fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo. L’utilità del GSE nei riguardi dell’alitosi riguarda pertanto in primis la sua attività a livello del cavo orale, inserito in idonee formulazioni in compresse da sciogliere in bocca.
Il GSE svolge comunque anche un’azione sistemica: in particolare, qualora i fattori all’origine dell’alitosi siano collegati a problematiche fermentative intestinali, la sua attività di “pulitore selettivo” risulta particolarmente utile al fine di correggere la disbiosi intestinale all’origine del disturbo. Anche qualora l’alitosi sia collegata a problematiche gastriche, l’utilizzo del GSE risulta particolarmente valido; infatti l’Estratto di semi di Pompelmo si è dimostrato efficace nel fornire gastroprotezione e nell’accelerare la guarigione di lesioni a carico della mucosa gastro-intestinale, oltre ad essere attivo nei confronti dell’Helicobacter Pylori; quindi per tutte le problematiche gastriche (reflusso, dispepsia funzionale, H. Pylori, etc.) che possono essere coinvolte nella genesi di alitosi, il GSE rappresenta, ancora una volta, un valido aiuto.
Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti dell’alitosi, in associazione ad estratti vegetali specifici; in particolare, per l’azione diretta sul sintomo, risulta particolarmente utile l’inserimento dello Xilitolo.

Xilitolo e alitosi

Lo Xilitolo, estratto dalla corteccia di Betula pendula, è un polialcool a 5 atomi di carbonio presente nelle fibre vegetali e nella frutta. Dotato dello stesso potere dolcificante del saccarosio, ma con un apporto calorico decisamente inferiore, lo Xilitolo ha il grande pregio di inibire la proliferazione dei microrganismi presenti nella cavità orale, svolgendo in tal senso non solo un’attività anti-carie e protettiva gengivale, ma anche una spiccata azione anti-alitosi.
Le sue proprietà sono principalmente ascrivibili da un parte all’attività di riequilibrio del pH del cavo orale (e alla conseguente inibizione della fermentazione microbica), dall’altra alla sua attività scialagoga, ossia di stimolo alla salivazione, attraverso la quale viene incrementato il “lavaggio” della cavità orale e la conseguente eliminazione dei microrganismi produttori di composti solforati maleodoranti.
Per tali considerazioni, il GSE e lo Xilitolo sono di fondamentale importanza per l’igienizzazione del cavo orale, in quanto contrastano efficacemente le proliferazioni e le fermentazioni microbiche, riequilibrano il pH e stimolano la salivazione, impedendo la formazione dei composti solforati maleodoranti, responsabili dell’alito cattivo.

Questa felice abbinata GSE-Xilitolo rappresenta quindi la componente essenziale per la risoluzione del “sintomo” alitosi. A questi due elementi, sempre presenti, sono stati associati degli estratti vegetali specifici formulando così tre differenti prodotti con lo scopo di contrastare gli altrettanti gruppi di cause dell’alitosi. L’inserimento di aromi specifici completa l’azione anti-alitosi.
Lo schema seguente individua le azioni specifiche ed i relativi estratti vegetali necessari per agire efficacemente sulle diverse cause:

ALITOSI IN RELAZIONE ALLE ALTE E BASSE VIE AEREE  ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE GASTRICHE  ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE DEPURATIVE E A PROCESSI FERMENTATIVE

Favorire la funzionalità delle vie aeree attraverso l’impiego di funzionali specifici:

  • Mirra resina
  • Altea radice
  • Erisimo pianta fiorita

Favorire i processi digestivi e la funzionalità gastrica attraverso l’impiego di funzionali specifici:

  • Rabarbaro radice
  • Liquirizia radice
  • Cardamomo frutti 

Favorire la depurazione dell’organismo e l’eliminazione dei gas intestinali attraverso l’impiego di funzionali specifici:

  • Cardo mariano frutti
  • Achillea parti aeree

Abbinando i funzionali specifici (per l’attività sulle cause) all’indispensabile inserimento di GSE e Xilitolo (per l’attività sul sintomo) si ottengono tre diversi approcci, tra i quali poter scegliere quello più idoneo alla propria situazione.

IN CASO DI ALITOSI IN RELAZIONE ALLE ALTE E BASSE VIE AEREE

Agire sul sintomo (contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito) e sulle cause “a monte” (favorendo la fisiologica funzionalità delle vie aeree).

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo

Estratto di semi di Pompelmo: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Menta e Limone (aromi e oli essenziali naturali): inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto fresco e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause “a monte” relative alle alte e basse vie aeree

Mirra: gommo-resina estratta dalla Commiphora myrrha, contiene principi attivi terpenici (dipentene, limonene, delta-epinene, eugenolo, cadinene, cresolo e aldeide cinnamica) dalle proprietà benefiche contro le flogosi delle mucose. La mirra costituisce un rimedio particolarmente utile nel caso di irritazioni ed infiammazioni della mucosa delle vie aeree, siano esse causate dall’abitudine al fumo, da affezioni quali sinusiti e tonsilliti oppure da problematiche gengivali o dentali di varia origine e natura.

Altea: ricca in mucillagini e pectine, esplica azione emolliente e decongestionante delle mucose sia nelle forme catarrali acute e croniche, sia nelle affezioni delle vie respiratorie a carattere irritativo. La radice di altea è perciò indicata nel trattamento di tutte le problematiche delle vie aeree collegate, per varie ragioni, all’insorgenza di alitosi.

Erisimo: conosciuta come “erba dei cantori”, l’erisimo è dotato di proprietà antispasmodiche, antinfiammatorie, mucolitiche ed espettoranti ed è pertanto indicato in tutte le affezioni delle vie aeree, sia acute che croniche.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.


IN CASO DI ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE GASTRICHE

Agire sul sintomo (contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito) e sulle cause “a monte” (favorendo i processi digestivi e la funzionalità gastrica)

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo

Estratto di semi di Pompelmo: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Liquirizia (aroma naturale) e Cardamomo (olio essenziale naturale): inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto forte e allo stesso tempo piacevole, e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause relative alle problematiche gastriche

Rabarbaro: dal ricchissimo fitocomplesso, il rabarbaro è un ottimo stomachico ed eupeptico; stimola infatti la secrezione e la motilità gastrica favorendo sia la digestione sia lo svuotamento gastrico, funzioni notevolmente rallentate nei casi di dispepsie o gastriti.

Cardamomo: l’elevato contenuto in molecole terpeniche gli conferisce spiccate proprietà benefiche sull’apparato gastro-digerente; le azioni principali sono: eupeptica, stimolante la digestione e carminativa, tanto che l’estratto di cardamomo è tra i fitopreparati di prima scelta nelle dispepsie croniche non infiammatorie. Non da ultimo il cardamomo vanta, per il suo contenuto in olio essenziale, una spiccata attività antisettica, efficace nei confronti delle specie batteriche che possono colonizzare il tratto digerente.

Liquirizia: ad attività emolliente ed antinfiammatoria, la liquirizia possiede riconosciute proprietà nei confronti della mucosa gastrica (riscontrabili in una spiccata attività antiulcera), dovute principalmente alla presenza di glicirizzina e flavonoidi.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.

IN CASO DI ALITOSI IN RELAZIONE A PROBLEMATICHE DEPURATIVE E A PROCESSI FERMENTATIVI

Agire sul sintomo (contrastando la formazione di composti solforanti maleodoranti e profumando l’alito) e sulle cause “a monte” (favorendo i processi di depurazione dell’organismo e l’eliminazione dei gas intestinali).

La natura può aiutarti con

Azione sul sintomo

Estratto di semi di Pompelmo: attraverso la sua spiccata azione antimicrobica selettiva, contrasta efficacemente le proliferazioni e fermentazioni microbiche responsabili dell’alito cattivo.

Xilitolo: riequilibra il pH e stimola la salivazione, inibendo le fermentazioni microbiche e combattendo la formazione dei composti solforati maleodoranti.

Cannella (aroma ed olio essenziale naturali): l’aroma e l’olio essenziale di cannella, inseriti alle opportune concentrazioni, profumano e deodorano efficacemente l’alito, conferendo al prodotto un gusto deciso e allo stesso tempo piacevole e contrastando in modo diretto l’alito cattivo.

Azione sulle cause relative alle problematiche depurative e fermentative

Cardo mariano: ricco in sostanze appartenenti al gruppo dei flavolignani (similarina, silibina e silicristina), possiede spiccate proprietà nei confronti della protezione e della depurazione epatica. Esplica inoltre una spiccata attività antiossidante, in grado di migliorare l’efficienza generale dell’organismo, anche in presenza di problematiche croniche.

Achillea: le proprietà benefiche che l’Achillea esplica a livello sistemico, grazie alla sinergia di tutti i funzionali presenti nell’intero fitocomplesso, sono principalmente: spasmolitica, carminativa, coleretica e antiepatotossica. Queste ultime attività sono provate da studi che hanno confermato in vivo la capacità dell’Achillea di stimolare la produzione biliare e di diminuire il livello ematico di transaminasi dovuto a insufficienza epatica. Per l’insieme di queste sue proprietà, l’Achillea viene utilizzata nei disturbi gastrointestinali con flatulenza e crampi, e come depurativo dell’organismo.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali (sia per l’azione sul sintomo, sia sulle cause), è rappresentata da pratiche e gradevoli compresse masticabili.

CONSIGLI ALIMENTARI DURATA DELLA DIETA: ALMENO 4 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt)
  • Carne (rossa)
  • Uova
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati)
  • Caffè
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici
  • Sale raffinato
  • Alcolici
  • Evitare anche il fumo

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica)
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine in particolare frumento, farro, kamut, segale e derivati
  • Tè comune e tè verde

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno)
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.)
  • Tofu, tempeh
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.)
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole)
  • Sale integrale
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia
  • Alghe (Kelp)

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per non affaticare l’apparato digestivo è fondamentale evitare pasti troppo abbondanti e prediligere alimenti promotori del benessere quali frutta e verdura di stagione, cereali e pseudo cereali integrali, semi oleaginosi, proteine di origine vegetale (legumi, tofu, tempeh) e pesce di piccola taglia.

Questi sono alimenti di facile digeribilità e ricchi di vitamine, minerali, antiossidanti, acqua e fibre, elementi che, in sinergia tra di loro, favoriscono anche il processo di detossificazione dell’organismo. A tal proposito, per migliorare l’attività di depurazione organica, si consiglia anche di aumentare il consumo di alimenti depurativi: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, aglio, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco.

Utile anche il topinambur, poiché ricco di fibre (favorenti la pulizia intestinale) in particolare di inulina (elemento in grado di riattivare lo sviluppo della flora intestinale benefica, in quanto costituisce il substrato nutritivo per la sua colonizzazione e crescita).

Per quanto riguarda, in particolare, la frutta e la verdura, si raccomanda di assumere questi alimenti il più possibile crudi; in tal modo si incrementa naturalmente l’apporto di enzimi digestivi indispensabili per coadiuvare l’attività digestiva del pancreas, evitando sovraccarichi organici che possono poi portare ad alitosi.

Tra i cereali integrali promuovere il miglio, l’orzo l’avena (per l’azione rimineralizzante), il riso (per la facile digeribilità). Soprattutto nel caso di alitosi collegata ad un sovraccarico delle vie aeree (come la tipica alitosi del fumatore), si consiglia di aumentare il consumo di olio di lino, di canapa. ecc.; questi infatti, poiché ricchi di acidi grassi polinsaturi, tra cui omega-3, contrastano lo stato infiammatorio tipico delle affezioni alle vie aeree, ostacolando così lo sviluppo di alitosi. Il consumo di questi oli è comunque sempre raccomandato.

Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi).

Riposare adeguatamente. Le cause che scatenano l’alitosi sono numerose; nel caso in cui sia riconducibile ad una cattiva digestione, un consiglio è di mangiare seduti e con calma, masticando a lungo (una buona masticazione lubrifica il cibo, lo disgrega meccanicamente e favorisce il processo digestivo). Al termine di ogni pasto è basilare lavare accuratamente i denti ed il cavo orale, in quanto una cattiva igiene dentale può essere ulteriore causa del disturbo. Oltre allo spazzolino è bene curare anche la pulizia degli spazi interdentali con il filo interdentale o lo scovolino, per rimuovere il cibo “stagnante” tra un dente e l’altro e prevenire l’insorgenza della carie (ulteriore cause dell’alitosi).

Non è da sottovalutare nemmeno l’attività dei batteri sulla lingua, dovuta al muco che cola dal passaggio posteriore dei seni paranasali sulla lingua, ad esempio durante un raffreddore. In tal caso, per fluidificare il muco ed espellere il catarro, oltre a bere molti liquidi è consigliabile seguire una dieta che favorisca la detossificazione dell’organismo. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, cortisonici, antidepressivi ed anticoncezionali). Evitare il più possibile ansie e stress. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Il moto è un valido strumento per favorire il processo di detossificazione e per migliorare il metabolismo. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.
Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!
Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!

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