Iperacidità, bruciori e difficoltà digestive

Problematica

L’iperacidità, i bruciori e le difficoltà digestive sono tutti sintomi del discomfort gastrico, che purtroppo coinvolgono circa il 70% degli adulti e nel 50% dei soggetti sopra i 45 anni insorgono gastriti croniche e conseguenze ben più gravi (ben il 10% della popolazione tra i 30 e i 50 anni ha segni clinici di ulcera peptica).

Questi sintomi, a carico del primo tratto digerente, possono avere origini molto diverse da persona a persona, ma, indipendentemente dal fattore scatenante, alla base di tutto vi è l’incapacità della mucosa gastrica di mantenere l’equilibrio tra fattori “aggressivi” (succhi gastrici ed enzimi digestivi) e fattori “protettivi” (prostaglandine 2, secrezione di muco alcalino, etc.).

Il prevalere dei primi sui secondi infatti, innesca la progressiva lesione degli strati della parete gastrica portando dapprima ai lievi o medio-lievi sintomi caratteristici, e poi a gastriti e alla successiva evoluzione in ulcere localizzate nello stomaco o nel duodeno.

Il principale fattore scatenante iperacidità, bruciori e difficoltà digestive etc. è lo stress, collegato ad uno stile di vita frenetico e spesso ad un’alimentazione scorretta. L’Helicobacter Pylori è un altro dei maggiori responsabili di sintomi gastrici: il batterio, presente nel 90% delle gastriti e nel 70% delle ulcere, colonizza infatti la mucosa distruggendo meccanicamente i suoi rivestimenti protettivi esponendola all’azione corrosiva del succo gastrico.

Anche l’abuso di aspirina e di altri antinfiammatori è associato a bruciori e iperacidità con un significativo rischio di gastriti ed ulcere; questi farmaci esercitano infatti la loro azione antinfiammatoria inibendo la sintesi delle prostaglandine: queste sono una famiglia di molecole naturalmente presenti nel nostro organismo che si divide in due gruppi ben distinti: le prostaglandine pro infiammatorie, responsabili di molti dei sintomi dell’infiammazione, e le prostaglandine gastroprotettive che si dispongono sulle pareti dello stomaco e lo proteggono dall’azione corrosiva degli acidi gastrici.

L’inibizione non selettiva di questa famiglia di composti fa sì che venga inibita la sintesi delle prostaglandine pro infiammatorie, ottenendo quindi l’azione antinfiammatoria ricercata dal farmaco, ma nello stesso tempo, venga inibita anche la sintesi delle prostaglandine protettive della mucosa gastrica, con il risultato che la mucosa stessa, privata delle sue naturali difese, viene esposta all’azione dei succhi digestivi con il reale pericolo di lesioni e ulcerazioni.

Il trattamento dell’iperacidità, i bruciori e le difficoltà digestive con la medicina convenzionale

Data la diffusione delle problematiche gastriche, è intuitivo pensare che i rimedi “convenzionali” per le stesse, siano molteplici. Le classi di farmaci denominati “antiulcera” infatti sono diverse, ecco le principali: antiacidi, inibitori della pompa protonica, H2-antagonisti.

Tuttavia, come accade spesso nella medicina ufficiale, il metodo con il quale si tenta di risolvere la patologia produce, nell’organismo del paziente, effetti negativi anche seri.

• Farmaci antiacidi: sono principalmente sali di Alluminio, Calcio, Sodio e Magnesio, che reagiscono con l’Acido Cloridrico, prodotto dallo stomaco, neutralizzandone l’eccessiva acidità; sono farmaci sintomatici, eliminano quindi solo i sintomi dell’aumento di acidità, non agendo invece sulla causa che lo produce.

Nonostante il loro grande utilizzo, a tutt’oggi non esiste ancora un antiacido ideale: gli effetti collaterali, collegati in particolare alla presenza dei metalli summenzionati, sono infatti molteplici e ben evidenti ai consumatori. Sicuramente il primo responsabile degli effetti collaterali degli antiacidi è l’Alluminio: presente quasi sempre come “Alluminio idrossido”, questo elemento è responsabile di disturbi a diversi distretti anatomici. Si è dimostrato infatti che l’Alluminio indebolisce i tessuti del canale digerente, “sequestra” le vitamine e altri nutrienti inattivandoli e rendendoli inutilizzabili dall’organismo, oltre a provocare costipazione e disordini intestinali.

Inoltre, assumere quantità eccessive di Alluminio può provocare sintomi da avvelenamento come stitichezza, coliche, perdita dell’appetito, nausea, disturbi dermatologici, spasmi muscolari agli arti inferiori, sudorazione eccessiva, e perdita di energia. Ma gli effetti collaterali principali di questo metallo sono di ben altra portata: si è scoperto infatti che una delle forme di Alluminio più utilizzate come antiacido, il gel di idrossido d’Alluminio, può ridurre il fosfato del sangue provocando la dissoluzione ossea, dolori e l’indebolimento muscolare.

L’ingestione ricorrente di questo metallo riduce la massa ossea e la formazione della matrice e dell’osso. Ma non è finita qui: piccole quantità di sali solubili di Alluminio nel sangue causano una forma di avvelenamento lenta, caratterizzata da paralisi motoria e intorpidimento di alcune parti del corpo con degenerazione dei reni e del fegato. Possono presentarsi anche cambiamenti anatomici nei centri nervosi e sintomi di infiammazione gastrointestinale.

Questi sintomi sono il risultato dello sforzo del corpo per eliminare il veleno. Ancora, l’Alluminio è fortemente coinvolto in alcuni disturbi del comportamento: infatti gli ioni di alluminio si depositano facilmente negli accumuli di grasso corporei e nel cervello provocando scompensi del Sistema Nervoso Centrale determinando, a lungo andare, l’insorgenza di patologie quali saturnismo e sbalzi d’umore; inoltre è stato recentemente evidenziato che quantità anche infinitesimali di Alluminio nel cervello sono collegate ad attacchi epilettici, demenza senile, convulsioni e morbo di Alzheimer.

Anche il Sodio presente in questi farmaci sortisce effetti negativi sulla salute che interessano diversi distretti corporei: il primo e fondamentale è sicuramente la ritenzione idrica con manifestazioni che vanno dai più effimeri problemi di inestetismi cutanei, a quelli ben più seri come l’ipertensione. Altri effetti collaterali sono alcalosi sistemica, stipsi o diarrea, eruttazioni gassose, “ritorno acido” dovuto ad una iperneutralizzazione della acidità gastrica con conseguente ripresa dell’attività secretoria da parte della mucosa gastrica, il che può portare il pH nello stomaco a valori anche più acidi di quelli di partenza.

• Farmaci inibitori della pompa protonica (PPI): sono i farmaci antiulcera per eccellenza, prescritti in prima battuta in tutti i casi di bruciori e gastriti. Il loro meccanismo d’azione prevede il blocco irreversibile della cosiddetta pompa protonica, che produce l’acido cloridrico, ma non solo: infatti gli inibitori della pompa protonica bloccano anche la secrezione acida indotta dalla gastrina con la conseguenza di aumento, per riflesso, della secrezione della gastrina stessa che porta poi a ipergastrinemia.

Alti livelli di gastrina possono provocare iperplasia delle cellule del fondo gastrico che contengono istamina. Nel modello animale, l’iperplasia si è spesso evoluta in carcinoma gastrico. Questi farmaci, di uso diffusissimo, oltre a presentare numerosi effetti collaterali, alterano sensibilmente i processi digestivi, con conseguenze disastrose a livello gastro-intestinale. È stato inoltre evidenziato che gli inibitori della pompa protonica, interferiscono con l’assorbimento di calcio e vitamine (oltre che di alcuni farmaci) e inducono un aumento del rischio di fratture all’anca, risultando perciò dannosi ai fini della tutela dell’integrità dello scheletro.

• Farmaci H2 Antagonisti: sono molecole che inibiscono la secrezione acida gastrica indotta dall’istamina ed in minor misura quella mediata dalla gastrina e dall’Aceticolina. Gli H2 antagonisti inibiscono la secrezione acida basale e notturna, come pure quella stimolata dal cibo. Tuttavia, gli effetti collaterali di questi farmaci sono tutt’altro che lievi: gli H2 Antagonisti hanno infatti un effetto antiandrogenico che può causare ginecomastia (crescita del seno sugli uomini) ed impotenza, inoltre alcune molecole in particolare hanno mostrato effetti negativi sul sistema nervoso centrale, come stati d’ansia, panico, confusione mentale, perdita della memoria.

L’effetto collaterale forse più significativo però riguarda la capacità di questi farmaci di inibire il Citocromo P450, questo porta ad un aumento della permanenza in circolo di altri farmaci eventualmente assunti, i quali permanendo più a lungo nell’organismo, aumentano i loro effetti tossici.

Ciò che necessita, quindi, è un approccio diverso, volto a risolvere rapidamente il fenomeno acuto, senza interferire con i fisiologici meccanismi secretivi, preservando l’efficienza e l’equilibrio dell’intero apparato digestivo.

La natura ti aiuta in caso di iperacidità, i bruciori e le difficoltà digestive. 

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

In caso di discomfort gastrico (iperacidità, bruciori e difficoltà digestive) fondamentale è agire sui sintomi, risolverli in modo rapido e completo senza andare a compromettere le fisiologiche funzionalità dello stomaco, senza lasciare la mucosa gastrica in uno stato di disequilibrio tra i fattori “protettivi” e i fattori “aggressivi” evitando che questi sintomi peggiorino portando a gastriti e lesioni ulcerative.

GSE e iperacidità, bruciori e difficoltà digestive

L’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), noto per le proprietà antibatteriche, antimicotiche, antivirali ed antiparassitarie, riconosciute da laboratori ed istituti di tutto il mondo, è stato recentemente impiegato da un gruppo di ricerca presso Jagiellonian University Medical College a Cracrovia (Polonia) allo scopo di studiarne le potenziali proprietà nei confronti della protezione della mucosa gastro-intestinale. Gli studi hanno confermato le ipotesi dei ricercatori evidenziando sia il ruolo gastroprotettivo dell’Estratto di semi di Pompelmo sia la sua capacità di accelerare la guarigione delle lesioni.

I meccanismi d’azione evidenziati sono: l’attivazione della sintesi endogena di prostaglandine, l’espressione dei fattori di crescita delle cellule della mucosa, la soppressione dello stress ossidativo e l’aumento del flusso sanguigno della sottomucosa. Queste scoperte, unite alle note proprietà antibatteriche nei confronti dell’Helicobacter Pylori, esaltano l’attività protettiva e riparatrice dell’Estratto di semi di Pompelmo nei confronti della mucosa gastrica.

Il suo impiego è assolutamente sicuro, in particolare poiché la sua attività non incide in alcun modo sulla flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul  “Journal of Orthomolecular Medicine” volume 5 numero 3 del 1990, preservando le naturali difese dell’organismo.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace verso la problematica del discomfort gastrico. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di:

1. Agire a livello gastrico con un duplice scopo: da una parte favorendo la digestione, agendo sulla dispepsia e attenuando i bruciori di stomaco e l’iperacidità, dall’altra contrastando direttamente la contaminazione da H. Pylori se presente;

2. Agire sull’iperacidità, placare l’infiammazione e lenire il dolore e se favorire la riparazione della mucosa gastrica se danneggiata.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

1. Agire a livello gastrico con un duplice scopo: da una parte favorendo la digestione, agendo sulla dispepsia e attenuando i bruciori di stomaco e l’iperacidità, dall’altra contrastando direttamente la contaminazione da H. Pylori se presente.

La natura puà aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: azione antibiotica diretta sull’H. Pylori presente nel 90% dei casi di gastrite e quindi indirettamente anche sugli altri sintomi gastrici. Inoltre il GSE vanta un’azione gastroprotettiva e  riparatrice sulla mucosa gastrica. Essendo anche un “pulitore selettivo” intestinale, elimina i microrganismi patogeni nel pieno rispetto della flora batterica fisiologica.

Ananas: un vero e proprio digestivo; questa caratteristica è dovuta al principio attivo bromelina, un’enzima con spiccata azione proteolitica, atta cioè a digerire le proteine.

Cardamomo: tradizionalmente impiegato per curare il mal di stomaco e favorire la digestione, ha infatti indiscussa attività eupeptica, stimolante, stomachica e, soprattutto, carminativa.

Coriandolo: ottimo antidiarroico, ma i semi hanno anche proprietà straordinariamente digestive.

Cumino: contiene i terpeni carvone e limonene che aiutano a regolare le funzionalità gastrointestinali, stimolando la secrezione gastrica e alleviando eventuali dolori o crampi addominali grazie all’azione antispasmodica.

Rabarbaro: la droga agisce a piccole dosi come stomachico e amaro tonico, stimolando le secrezioni e la motilità gastrica, perciò facilitando i processi digestivi.

Cardo mariano: stimola l’appetito, ma soprattutto favorisce la digestione; è, inoltre, un ottimo antispasmodico.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali, idonei all’equilibrio delle funzioni fisiologiche dell’apparato digestivo, è rappresentata dalle compresse deglutibili.

2. Agire sull’iperacidità, placare l’infiammazione e lenire il dolore e se favorire la riparazione della mucosa gastrica se danneggiata.

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Estratto di semi di Pompelmo: il GSE, noto per le proprietà antimicrobiche, riconosciute da laboratori ed istituti di tutto il mondo, è stato recentemente impiegato da un gruppo di ricerca presso Jagiellonian University Medical College a Cracrovia (Polonia) allo scopo di studiarne le potenziali proprietà nei confronti della protezione della mucosa gastro-intestinale.

Gli studi, come già menzionato, hanno confermato le ipotesi dei ricercatori evidenziando sia il ruolo gastroprotettivo del GSE sia la sua capacità di accelerare la guarigione delle lesioni. Queste scoperte, unite alle note proprietà antibatteriche nei confronti dell’Helicobacter Pylori, ne esaltano l’attività gastroprotettiva e riparatrice.

Centella: studi scientifici hanno avvalorato gli impieghi tradizionali della pianta quale cicatrizzante e vasoprotettrice e ne hanno evidenziato le spiccate proprietà nei confronti della ristrutturazione e rigenerazione del tessuto connettivo. Attraverso la stimolazione dei fribloblasti, la Centella induce la sintesi sia dei componenti del tessuto connettivo, i glicosamminoglicani, sia del collagene e dell’elastina, accelerando i processi di guarigione delle ferite. Nel caso di ulcere e gastriti, il suo impiego risulta prezioso per ristrutturare e rafforzare la barriera mucosa gastro-intestinale, per proteggere dal danno ad opera dei fattori aggressori e per accelerare la rimarginazione delle lesioni.

Alloro: le pectine, di cui sono ricchi i frutti e le foglie, idratandosi  aderiscono alle pareti dello stomaco aumentandone la resistenza nei confronti di agenti lesivi sia endogeni che esogeni.

Lythrum salicaria: deve il suo nome a lythron, che significa grumo di sangue, a testimonianza delle sue note proprietà antiemorragiche. L’azione sinergica dei principi attivi del fitocomplesso risolve lo stato infiammatorio della mucosa gastro-intestinale e favorisce l’emostasi delle lesioni, prevenendo eventuali complicanze emorragiche.

Rutina: flavonoide con spiccate proprietà vasoprotettrici, antiossidanti e riepitelizzanti, grazie alle quali coadiuva ed accelera i processi di cicatrizzazione delle mucose infiammate o danneggiate.

Boswellia: dalle spiccate proprietà antinfiammatorie, a differenza dei classici antinfiammatori di sintesi (FANS), non induce intolleranza gastrica, anzi manifesta attività protettiva nei confronti di ulcere e gastriti.

Passiflora: nota per le proprietà sedative e calmanti. Data la rilevanza di stress e ansia nell’insorgenza di ulcere e gastriti, la passiflora risulta particolarmente indicata. Inoltre, la sua riconosciuta capacità di alleviare gli spasmi gastro-intestinali consente di ottenere anche un effetto sedativo del dolore. Il suo estratto è sicuro nel trattamento di stati ansiosi e nervosi, senza il rischio di dipendenza e/o assuefazione.

In tal caso si consiglia di assumere i funzionali vegetali, ancora una volta sotto forma di compresse deglutibili, a stomaco vuoto al fine di favorirne l’azione diretta sulla mucosa, una a metà mattina, una a metà pomeriggio ed una alla sera prima di coricarsi.

Poiché, come abbiamo visto, i bruciori gastrici spesso nascondono danni e lesioni a carico della mucosa gastroduodenale, può essere necessario operare un trattamento più a lungo termine, che vada gradatamente a ristrutturare e ripristinare la funzionalità della mucosa gastrica.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 30 GIORNI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa e bianca) poiché la digestione delle proteine animali richiama fisiologicamente una considerevole produzione di acido cloridrico, che, in caso di mucosa infiammata/danneggiata la irrita fortemente.
  • Uova.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Tè contenente teina, caffè. Tisane a base di menta, (la menta stimola la produzione di acido cloridrico).
  • Alimenti particolarmente acidi e di difficile digestione: aceto, agrumi, pomodori, cipolle crude, peperoni crudi. Spezie piccanti. Fritti.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto, a differenza dello zucchero grezzo di canna, viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Per non affaticare lo stomaco è fondamentale evitare pasti troppo abbondanti, soprattutto alla sera, inoltre uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio contribuiscono a tamponare l’acidità di stomaco dovuta ad un digiuno prolungato.

  • Per contrastare l’aggressività dei succhi gastrici, nei confronti delle pareti dello stomaco, sono da preferire: zucca, carote, patate, barbabietole, banane. Il cereale specifico per lo stomaco è il miglio. Cotto con verdure dolci (zucca, carote) è una pietanza che può essere considerata una vera e propria medicina per lo stomaco (è l’unico cereale, alcalino per natura, che bilancia la natura acida dello stomaco).
  • Per l’azione sfiammante: l’orzo. I legumi più indicati in caso di gastrite, poiché più facili da digerire, sono i ceci e i fagioli azuki.

Per la proprietà cicatrizzante, fin dall’antichità, nel trattamento dell’ulcera, è consigliato bere il succo di cavolo. La preparazione del succo di cavolo si realizza sminuzzando 3-4 foglie di cavolo verza fresco crudo, con un frullatore con un’aggiunta di poca acqua. Il succo viene poi somministrato, per 3-5 settimane, nel corso della mattinata e del pomeriggio in piccole porzioni (“Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali, autore Jeean Valnet ed. Giunti”). Oltre alle proprietà del cavolo, sono esaltate anche le proprietà del melone, delle albicocche, delle banane, ricchi in provitamina A, (che contribuisce a mantenere integra la mucosa dell’apparato digerente) contenuta anche nelle carote e nella zucca, già menzionate per la capacità di contrastare l’aggressività dei succhi gastrici.

  • Cereali integrali, olio di germe di grano, germe di grano poichè fonti di vitamina E (che in sinergia con la vitamina A favorisce l’integrità della mucosa gastro-intestinale).
  • Semi di sesamo, di girasole e di zucca: fonti di Zinco, minerale che incrementa la produzione di mucina (glicoproteina presente nei secreti del tratto gastro-intestinale) che forma una specie di velo di protezione sulla mucosa gastro-intestinale, impedendo agli acidi fisiologici di aggredirla e danneggiarla. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc.
  • Erbe aromatiche: timo, origano, maggiorana, rosmarino, erba cipollina.

BEVANDE

  • Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.
  • Bevande: tisane, decotti, centrifugati, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi).

Riposare adeguatamente. Evitare le abitudini di vita sregolata, i pasti irregolari, veloci o consumati in piedi. Prendere l’abitudine di dedicare tempo al momento del pasto, senza fretta, masticando con cura gli alimenti.  Fare attenzione anche alla temperatura dei cibi (non assumere pietanze troppo calde o troppo fredde). Non assumere bevande gassate, in quanto possono contribuire alla formazione di gas e causare gonfiore e dolore. Concedersi qualche spazio trovando il tempo per dedicarsi alle proprie passioni e ai propri hobby. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari, soprattutto gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli antibiotici.

Evitare fumo, alcolici, superalcolici e caffè poiché irritano la mucosa gastrica, provocando infiammazione. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, favorisce il processo di detossificazione, rafforza il sistema immunitario e migliora il metabolismo. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!