Infezioni intestinali

Problematica

L’intestino è un organo di importanza fondamentale per la difesa immunitaria di tutto l’organismo.

La flora fisiologica benefica che lo popola costituisce un baluardo in grado di contrastare l’invasione di patogeni (grazie alla liberazione di sostanze antibiotiche naturali) e di tenere sotto controllo la proliferazione intestinale di tutta una serie di microrganismi saprofiti (candida, Escherichia coli, enterococchi ecc.) i quali, se sfuggono al “controllo”, possono provocare guai in altri distretti corporei, ad esempio l’apparato uro-genitale.

Oltre ad ospitare questo ecosistema difensivo, l’intestino è sede di tessuto linfatico, sia organizzato in centri germinativi di linfociti T e B (Placche di Peyer), sia disperso nella sottomucosa intestinale. L’attività di questi tessuti linfatici è anch’essa regolata dalla microflora presente. Altro meccanismo di difesa intestinale è esercitato dalla permeabilità selettiva della mucosa. Questa è strutturata per essere in grado di assorbire le sostanze nutritive e di respingere invece scorie, tossine e microrganismi patogeni. Affichè tutto questo complesso sistema di difesa funzioni al meglio, l’integrità della mucosa, e di tutti i meccanismi ad essa associati, deve essere garantita.

L’alimentazione odierna, ricca di alimenti raffinati e conservati e povera di fibre per il nutrimento della microflora, associata all’uso/abuso di medicinali (antibiotici, anticoncezionali, antinfiammatori) e alla contaminazione da parte di metalli pesanti (cadmio, mercurio ecc.) provoca a lungo andare la disorganizzazione della flora batterica intestinale e mina fortemente l’integrità della mucosa e dei sistemi difensivi ad essa associati. In queste condizioni l’intestino vacilla nella sua capacità di proteggere l’organismo e diviene esso stesso attaccabile da batteri, funghi, parassiti e virus.

I numerosi virus (rotavirus, adenovirus ecc.) e batteri (salmonelle, shigelle, campylobactyer, yersinia enterocolitica ecc.) che possono attaccare l’intestino portano in genere come conseguenze nausea, vomito e, più frequentemente, diarrea.

Generalmente la sintomatologia è di breve durata e si risolve nell’arco di 12-24 ore, lasciando tuttavia l’organismo fortemente debilitato, a causa della massiccia perdita di liquidi e di sali minerali. Per replicarsi, i virus intestinali generalmente sfruttano le cellule epiteliali che rivestono la superficie dei villi, distruggendole. Fino a quando le cellule danneggiate non sono rimpiazzate da nuove cellule mature, la capacità assorbente dei villi viene momentaneamente a mancare, le feci restano liquide e sono espulse (diarrea). Le cellule epiteliali danneggiate rilasciano sostanze chiamate citochine che, interagendo con il sistema immunitario, scatenano una serie di risposte infiammatorie che accelerano la peristalsi intestinale.

Il risultato è un’amplificazione dell’espulsione della massa fecale liquida con aumento di diarrea e diminuzione dell’efficienza digestiva e assorbente dell’intestino. L’organo subisce un vero e proprio shock. Per quanto riguarda le infezioni batteriche, le tossine dei batteri contenuti in cibi o bevande inquinati, frequenti veicolo di contaminazione, non solo sono in grado di ridurre la capacità della mucosa intestinale di assorbire acqua, ma stimolano anche la secrezione di acqua e sali da parte della stessa mucosa, causando grandi perdite di liquidi e di sali minerali.

La frequenza con cui un individuo è soggetto ad episodi di diarrea causata da virus e batteri intestinali è indicativa di un intestino in difficoltà. Probabilmente la microflora intestinale non è sufficientemente organizzata (disbiosi intestinale), manca l’integrità della mucosa e il tessuto linfatico locale risente del disequilibrio generale.

Il trattamento delle infezioni intestinali con la medicina convenzionale

La medicina convenzionale ricorre all’impiego, in associazione, di farmaci che bloccano le scariche diarroiche e di antibiotici per evitare proliferazioni di patogeni intestinali. La terapia d’emergenza non fa altro che bloccare drasticamente il fenomeno andando a rallentare il movimento dei fluidi nell’intestino, ma questi farmaci non sono altro che palliativi e non privi di effetti collaterali, in quanto o tossici o causa di costipazione, sepsi, colite ischemica, o coagulazione intravascolare disseminata.

Anche l’uso/abuso di antibiotici non è un approccio risolutivo, in quanto porta frequentemente a fenomeni di sensibilizzazione oltre ad essere all’origine dell’insorgenza di problematiche di resistenza batterica. Quindi queste due terapie farmacologiche non fanno altro che aggravare ancora di più le condizioni in cui l’intestino si trova, esponendolo ad ulteriori problemi. D’altra parte è assolutamente necessario proteggere l’organismo dalla disidratazione, soprattutto nei bambini e negli anziani, ed evitare ulteriori infezioni intestinali.

Da qui l’importanza di avere a disposizione valide alternative nel trattamento delle infezioni intestinali qualsiasi sia la loro origine, ricorrendo ad estratti vegetali che rispettano la fisiologia intestinale.

La natura ti aiuta nella risoluzione delle infezioni intestinali.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Risolvere le infezioni intestinali richiede sia una terapia di emergenza (Fase 1), sia una terapia di mantenimento (Fase 2). Ancora una volta può essere di grande aiuto l’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia ai fini salutistici e i benefici effetti sull’apparato digerente (stomaco e intestino) sono stati confermati da numerosi studi e applicazioni.

GSE e infezioni intestinali

L’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo è ad ampio spettro d’azione: è stato infatti dimostrato da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, Italia compresa, che il GSE è attivo su oltre 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), molteplici virus e oltre 100 ceppi di lieviti e muffe. Oramai sono numerosissime le testimonianze che ne confermano la validità, affermando inoltre che, sia per quanto riguarda l’efficacia che per la rapidità d’azione, il GSE non ha eguali in natura.

Nello specifico, per quanto riguarda i microrganismi che più frequentemente attaccano la mucosa intestinale, innumerevoli pubblicazioni dimostrano che il GSE è attivo su specie batteriche quali salmonelle, shigelle, campylobactyer, yersinia enterocolitica ecc., cause comuni e frequenti di infezioni intestinali.  Anche i risultati ottenuti sull’efficacia del GSE nei confronti dei ceppi virali sono molto incoraggianti, in particolari quelli causa delle infezioni intestinali rotavirus, adenovirus etc.

Uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” Vol.5 n° 3 del ’90, effettuato in vitro ed in vivo sulla microflora intestinale, dimostra l’efficacia del GSE, a varie concentrazioni, verso i microrganismi patogeni e nel contempo la sua “selettività” non intaccando in maniera significativa i Lactobacilli ed i Bifidobacteria. L’impiego del GSE inoltre non porta allo sviluppo di resistenza batterica.

Recenti studi, condotti da un gruppo di ricercatori polacchi presso il Jagiellonian University Medical College a Cracovia che indagavano per verificare la capacità del GSE di esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale, hanno permesso di concludere che il GSE ha un’attività citoprotettiva attraverso l’aumento della sintesi di prostaglandine endogene PG2, la soppressione della perossidazione lipidica e l’aumento del flusso sanguigno intramucosale mediato dal rilascio di ossido nitrico da parte dei nervi sensori.

Tutto ciò unito all’aumento dell’attività della superossidodismutasi ed al rilascio di gastrina promuove l’attività riparatrice della mucosa gastrointestinale. I risultati, quindi, hanno confermato l’incredibile ruolo citoprotettivo del GSE e ne hanno messo in luce anche la capacità di accelerare la guarigione delle lesioni a livello della mucosa gastro-intestinale. Non solo protettivo, quindi, ma anche riparatore!

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti delle infezioni intestinali. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di affrontare la problematica con azioni specifiche per le due fasi:

FASE 1:
1)   
combattere e risolvere la diarrea con un prodotto a composizione esclusivamente naturale in grado di esercitare contemporaneamente azione astringente e di pulizia intestinale “selettiva”;

2)  integrare la microflora intestinale con l’assunzione di probiotici e principi funzionali vegetali ad azione immunostimolante.

FASE 2:
una volta risolta l’emergenza, assumere un prodotto in grado di continuare l’azione di pulizia “selettiva”, senza esercitare azione astringente, e contemporaneamente di rafforzare le naturali difese dell’organismo.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

FASE 1
1.    Combattere e risolvere la diarrea con un prodotto a composizione esclusivamente naturale in grado di esercitare contemporaneamente azione astringente e di pulizia intestinale “selettiva”

La natura puà aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: per le proprietà antibatteriche, antivirali ed antiparassitarie ad ampio spettro, è un rimedio naturale per la maggior parte delle cause del problema.

Ratania: contiene fino al 10% di tannini catechici; essendo dotata delle proprietà astringenti dell’acido tannico, senza per altro procurare effetti collaterali nocivi, è a ragione impiegata come astringente.

Carrubo: contiene una grande quantità di mucillagini (62% circa); spesso utilizzata nel trattamento terapeutico delle enteriti diarroiche grazie ad un triplice meccanismo d’azione: fisico, chimico, chimico- fisico.

Quercia: contiene una miscela di composti tannici, per lo più acido gallico ed ellagico, in quantità tali da manifestare un’energica azione astringente, tanto maggiore quanto più il tessuto è iperemico e infiammato. Gli stessi tannini esercitano una sinergica attività antimicrobica.

Anserina: per l’alto contenuto di tannini è considerata a marcata attività astringente, oltre che batteriostatica sui bacilli dissenterici.

Mirtillo nero: ha un’azione astringente accompagnata da una notevole attività antisettica che si è dimostrata efficace nei confronti degli staffilococchi e dei coli.

Cipresso: i bisflavonoidi ed i diterpenoidi in quantità cospicua garantiscono un’azione antinfiammatoria ed astringente.

Baobab: per l’elevata presenza di tannini con proprietà astringenti e di mucillagini, lenitive e reidratanti, è considerata un trattamento radicale nei confronti della diarrea. Ricchissima di fibre solubili (20-30%) che fungono da prebiotico sulla flora batterica intestinale.

Biancospino: contiene una serie complessa di principi attivi; in questo caso ne sfruttiamo le proprietà antidiarroiche ed astringenti e quelle sedative ed ipotensive utili per le diarree di origine nervosa.

Alchemilla vulgaris: è impiegata per uso interno nelle forme infiammatorie in genere, esercita un’azione astringente-protettiva.

Agrimonia: contiene una discreta quantità di sostanze tanniche con effetto astringente, in più i salicilati esercitano azione antinfiammatoria e analgesica.

Tutti questi componenti vegetali vengono veicolati in una compressa.

2.    Integrare la microflora intestinale con l’assunzione di probiotici e principi funzionali vegetali ad azione immunostimolante

La natura puà aiutarti con

Triade di batteri probiotici: per un’adeguata colonizzazione di tutto l’intestino, dal tenue al crasso, contrastando la disbiosi intestinale, con conseguente attività di riequilibrio del sistema immunitario. I probiotici indicati, per un totale di cellule non inferiore a 3 miliardi, sono in tal caso: Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus bulgaricus e Lactobacillus acidophilus. Sono coltivati su terreno vegetale, perciò naturalmente privi di derivati del latte, e a coltura integrale, ossia comprensivi del fluido supernatante (sostanza prodotta dai batteri benefici durante la loro crescita nel terreno di coltura).

Tale fluido è costituito da composti antimicrobici, come il perossido di idrogeno e l’acidofilina, vitamine, enzimi, antiossidanti ed immunostimolanti; il supernatante costituisce un tampone naturale per i batteri probiotici che permette loro di sopravvivere agli acidi gastrici e fornisce tutto ciò che occorre per riuscire a formare delle colonie, poichè restano nel proprio ambiente naturale.

Frutto-oligosaccaridi: fibre prebiotiche con spiccata capacità di mantenere vitali i probiotici e di stimolare la colonizzazione del colon ad opera dei bifidobatteri.

Estratto di semi di Pompelmo: azione antibiotica naturale per l’azione diretta su microrganismi patogeni e per la pulizia selettiva intestinale, nel pieno rispetto della flora batterica fisiologica.
Uncaria: originaria del Sud America, l’Uncaria, di cui si utilizza la corteccia, rivela una potente efficacia quale regolatrice del sistema immunitario. Il suo utilizzo porta ad un aumento della resistenza nell’organismo alle infezioni e migliora la risposta in caso di malattia.

Morinda citrifolia (Noni): utile per regolare la funzione e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate, stimolare la produzione delle cellule T che svolgono un ruolo chiave nell’annientare le malattie e rafforzare il sistema immunitario.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali è rappresentata da pratici flaconcini con il tappo dosatore. Il dosaggio raccomandato è di un flaconcino al giorno, da assumere a stomaco vuoto.
Per i bambini, flaconcini monodose con tappo brevettato, a base di probiotici (B. infantis, B. longum, L. Rhamnosus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Astragalo e Uncaria tomentosa.  

FASE 2
Una volta risolta l’emergenza, assumere un prodotto in grado di continuare l’azione di pulizia “selettiva”, senza esercitare azione astringente, e contemporaneamente di rafforzare le naturali difese dell’organismo.

Per l’azione di pulizia “selettiva”

La natura puà aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: è l’alternativa naturale ed efficace all’antibiotico tradizionale, quando quest’ultimo non sia realmente indispensabile, per le proprietà antibatteriche, antivirali ed antiparassitarie ad ampio spettro, scientificamente dimostrato, anche contro la candidosi intestinale.

Echinacea: è in grado di rallentare la diffusione dei germi patogeni innescando un meccanismo di difesa contro i suddetti germi attivando contemporaneamente l’attività rigeneratrice dei tessuti. Per questa ragione i preparati di echinacea sono considerati efficaci nel trattamento degli stati settici e delle patologie infettive;

Rhodiola rosea: ha la capacità di aumentare le resistenze dell’organismo alle tossine, incrementa il livello degli enzimi, del RNA e delle proteine ed è, quindi, in grado di ridurre i tempi di recupero in conseguenza ad affaticamenti o prolungate malattie;

Uncaria tomentosa: ha azione specifica nello stimolare il sistema immunitario, aumentando il numero di linfociti e la reattività delle cellule immunocompetenti nei confronti degli antigeni;

Tea tree oil (Melaleuca alternifolia) con oramai acquisite, ed ampiamente dimostrate proprietà antivirali, è efficace contro batteri funghi ed è un potente stimolante del sistema immunitario.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali è rappresentata dalle compresse deglutibili, da assumere ai dosaggi consigliati, preferibilmente prima dei pasti, per un mese.
Nel caso si tratti di bambini, con analoga composizione delle compresse, è disponibile la versione in forma bevibile, in flacone da 250 ml.

Per rafforzare le naturali difese dell’organismo

La natura puà aiutarti con

Triade di batteri probiotici: per un’adeguata colonizzazione di tutto l’intestino, dal tenue al crasso, contrastando la disbiosi intestinale, con conseguente attività di riequilibrio del sistema immunitario. I probiotici indicati, per un totale di cellule non inferiore a 3 miliardi, sono in tal caso: Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus bulgaricus e Lactobacillus acidophilus. Sono coltivati su terreno vegetale, perciò naturalmente privi di derivati del latte, e a coltura integrale, ossia comprensivi del fluido supernatante (sostanza prodotta dai batteri benefici durante la loro crescita nel terreno di coltura).

Tale fluido è costituito da composti antimicrobici, come il perossido di idrogeno e l’acidofilina, vitamine, enzimi, antiossidanti ed immunostimolanti; il supernatante costituisce un tampone naturale per i batteri probiotici che permette loro di sopravvivere agli acidi gastrici e fornisce tutto ciò che occorre per riuscire a formare delle colonie, poichè restano nel proprio ambiente naturale.

Frutto-oligosaccaridi: fibre prebiotiche con spiccata capacità di mantenere vitali i probiotici e di stimolare la colonizzazione del colon ad opera dei bifidobatteri.

Estratto di semi di Pompelmo: azione antibiotica naturale per l’azione diretta su microrganismi patogeni e per la pulizia selettiva intestinale, nel pieno rispetto della flora batterica fisiologica.

Uncaria: originaria del Sud America, l’Uncaria, di cui si utilizza la corteccia, rivela una potente efficacia quale regolatrice del sistema immunitario. Il suo utilizzo porta ad un aumento della resistenza nell’organismo alle infezioni e migliora la risposta in caso di malattia.

Morinda citrifolia (Noni): utile per regolare la funzione e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate, stimolare la produzione delle cellule T che svolgono un ruolo chiave nell’annientare le malattie e rafforzare il sistema immunitario.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali è rappresentata da pratici flaconcini con il tappo dosatore. Il dosaggio raccomandato è di un flaconcino al giorno, da assumere a stomaco vuoto.
Per i bambini, flaconcini monodose con tappo brevettato, a base di probiotici (B. infantis, B. longum, L. Rhamnosus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Astragalo e Uncaria tomentosa.  

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 1 MESE (DA INIZIARE SOLO DOPO AVER RISOLTO L’ATTACCO ACUTO DI DIARREA)

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Uova.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Alimenti flatulenti poiché fermentando aumentano la tensione addominale determinando dolore: legumi, lattuga, sedano, pomodori, insalata, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, peperoni, albicocche, uva, banane, cachi, fichi, pesche, prugne e tutti gli alimenti che contengono semi (in quanto irritanti per la mucosa intestinale) come pere, fragole, more, lamponi, kiwi, semi di psyllium, semi di sesamo.
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, kamut, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle,) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Quando compaiono i primi sintomi è bene astenersi da qualsiasi tipo di dieta per qualche ora, e lasciare riposare stomaco ed intestino.

Seguirà una dieta liquida a base di brodo vegetale, infusi e tisane. Solo quando sarà percepita l’esigenza di mangiare alimenti solidi, introdurre cibi di facile digeribilità come il riso (dalle proprietà regolatrici e antifermentative), l’orzo (conosciuto per l’azione sfiammante), le carote, le patate, il miglio e il grano saraceno per l’azione remineralizzante.

In caso di diarrea per l’effetto astringente e per la ricchezza di minerali: limoni, melagrana, mirtilli, nespole, e l’acqua di bollitura del riso integrale (far bollire un pugno e mezzo di riso integrale in 1 litro d’acqua, filtrate e bere nel corso della giornata).

Una volta superata la fase acuta, per favorire l’eubiosi intestinale, (se tollerati) consumare topinambur, cicoria, aglio (bulbo che unitamente all’azione prebiotica svolge azione disinfettante del tratto intestinale) e miso. Il miso è un alimento fermentato non appartenente alla cultura culinaria occidentale, introdotto in Italia dai pionieri della macrobiotica, derivante dai semi della soia gialla (Hacho miso), cui spesso vengono aggiunti cereali come orzo (Mugi Miso) o riso (Kome Miso). Le proprietà di questo alimento stanno nella capacità di alcalinizzare il sangue e nella ricchezza di fermenti vivi ed enzimi che aiutano a contrastare i problemi digestivi ed intestinali. Martin Halsey laureato in biologia presso l’Università del Massachusetts Trasferitosi a Milano nel 1994 e attualmente coordinatore della rivista “La Sana Gola”, conosciuto come una delle massime autorità nell’uso dell’alimentazione naturale come terapia e prevenzione, scherzosamente illustra gli effetti del miso nell’organismo così: “Immaginate un esercito che con spazzole e spugne pulisce tutto il tratto intestinale con grande vigore, rimettendo a posto l’intestino e l’intero tratto digestivo”.

Può essere paragonato ad un dado vegetale, da aggiungere nelle minestre nelle salse e nei cereali a fine cottura, quando la pietanza si è raffreddata, per non depauperarne i nutrienti. In presenza di affezione, se consumato tutti i giorni, è utile ed efficace per rafforzare e regolarizzare l’intestino e la flora intestinale. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

  • Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.
  • Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale)

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, cortisonici, antidepressivi ed anticoncezionali). Evitare l’uso di lassativi. Evitare il più possibile ansie e stress. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Una volta superata la fase acuta è opportuno fare giornalmente del movimento (almeno 20-30 minuti di passeggiata). Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, favorisce il processo di detossificazione e rafforza il sistema immunitario. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento.

Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!