Gonfiore palpebrale

Problematica

Oltre alle note infiammazioni e irritazioni oculari che interessano prevalentemente la zona della congiuntiva, l’occhio è esposto a svariate problematiche, molto spesso coinvolgenti le palpebre e il contorno occhi. Una di queste è il gonfiore (o edema) palpebrale, che si manifesta con accumulo di liquidi, congestione e iperemia delle palpebre, superiori e/o inferiori.

Il disturbo può essere determinato da vari fattori: può trattarsi di una reazione allergica (stagionale, da farmaci, da cosmetici, alimentare, da punture d’insetti, ecc.), oppure conseguente ad infezione microbica (congiuntivite, blefarite, orzaiolo). In tutti questi casi il gonfiore palpebrale è di tipo acuto, caratterizzato pertanto da una sintomatologia molto intensa che, in alcuni casi, può portare addirittura alla chiusura totale o parziale dell’occhio stesso.

Il gonfiore palpebrale può però manifestarsi anche in forma cronica; in tal caso è spesso legato ad uno stato infiammatorio generalizzato dell’organismo e alla difficoltà di drenaggio delle tossine, conseguenti a problematiche metaboliche quali tiroiditi, diabete, ecc. oppure anche alla presenza di intolleranze alimentari.

Il trattamento del gonfiore palpebrale con la medicina convenzionale

Nel caso di edema palpebrale, la medicina ufficiale impiega molto spesso i cortisonici, non solo per uso locale (attraverso l’uso di pomate e colliri) ma anche per uso sistemico; gli effetti collaterali  di tali farmaci sono però tantissimi e ben noti, e non solo se assunti per via orale! A livello oculare e palpebrale infatti, in virtù della loro attività immunosoppressiva, i cortisonici indeboliscono le fisiologiche difese dell’occhio, il cui naturale sistema di protezione è già fortemente debilitato dalla presenza della congestione, rischiando di facilitare l’insorgenza di infezioni, soprattutto virali.

Anche i farmaci antistaminici sono ampiamente utilizzati e abusati, soprattutto quando l’edema palpebrale ha un’origine allergica. Anche in tal caso gli effetti collaterali sono molteplici, con riferimento in particolare all’effettuo “rebound” (o “rimbalzo”) che può innescarsi nel momento dell’interruzione della loro assunzione e/o utilizzo locale. Molto spesso infatti con tali farmaci si assiste inizialmente ad una parziale remissione dei sintomi, seguita poi, al momento dell’interruzione dell’antistaminico, da un nuovo peggioramento.  Vi sono pazienti che lamentano una cronicizzazione della problematica del gonfiore palpebrale proprio in seguito all’utilizzo di cortisonici ed antistaminici.

Da qui l’importanza di avere a disposizione valide alternative da impiegare nel trattamento dell’edema palpebrale, soluzioni queste che possano garantire efficacia ma che al tempo stesso siano prive di effetti collaterali. La natura può ancora una volta correre in aiuto, con elementi di provata efficacia.

La natura ti aiuta nella risoluzione del gonfiore palpebrale.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Il gonfiore (o edema) palpebrale, che si manifesta con accumulo di liquidi, congestione e iperemia delle palpebre, superiori e/o inferiori, può essere innescato da reazioni allergiche, essere conseguenza di infezione microbica oculare oppure legato ad uno stato infiammatorio generalizzato dell’organismo ed alla difficoltà di drenaggio delle tossine, prodotte da problematiche metaboliche quali tiroiditi, diabete, ecc. oppure anche alla presenza di intolleranze alimentari.
Nella risoluzione di tale complessa sintomatologia la natura può ancora una volta venire in aiuto, associando a principi vegetali per uso oculare e palpebrale, dalle note virtù antinfiammatorie e decongestionanti, le straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo, garantendo così anche una contemporanea attività antimicrobica, utile per difendere l’occhio, momentaneamente indebolito, da eventuali aggressioni microbiche.

GSE e gonfiore palpebrale

L’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo come antimicrobico ad ampio spettro d’azione è stata dimostrata da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, compresa anche l’Italia. Ormai sono numerosissime le testimonianze che ne confermano la validità, affermando inoltre che sia per quanto riguarda l’efficacia, sia per la rapidità d’azione, non ha eguali in natura. Inoltre, essendo un antimicrobico selettivo, non intacca significativamente la flora fisiologica di cute e mucose, preservandone l’indispensabile funzionalità difensiva. Il GSE quindi rappresenta un validissimo aiuto anche nel caso di edema palpebrale, garantendo:

  • l’efficace protezione antimicrobica ad ampio spettro della zona oculare e palpebrale, importante per proteggere l’occhio indebolito nel caso in cui l’edema sia innescato da reazioni allergiche o problematiche sistemiche/metaboliche;
  • l’efficace risoluzione di eventuali affezioni microbiche oculari (congiuntivite, blefarite, orzaiolo) che possono essere esse stesse all’origine della congestione palpebrale.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio efficace e completo nei confronti dell’edema palpebrale. L’associazione con estratti vegetali specifici, dalle spiccate proprietà decongestionanti ed antinfiammatorie, in soluzione per uso oftalmico, prevede essenzialmente di:

agire direttamente e specificamente a livello delle palpebre e del contorno occhi con un’azione decongestionante, analgesica, antipruriginosa, spiccatamente antinfiammatoria e al tempo stesso con una contemporanea attività antimicrobica

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: come già evidenziato, i risultati ottenuti circa l’efficacia antimicrobica dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), associati all’innocuità d’uso, confermano ancora una volta il GSE come il rimedio ideale per le problematiche collegate ad edema palpebrale. La sinergia con estratti vegetali specifici, dalle virtù decongestionanti e lenitive risulta di grande utilità e conferisce alla formulazione efficacia e sicurezza d’uso.

Calendula (acqua distillata): appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è ricca di derivati triterpenici, principali responsabili delle sue spiccate proprietà antinfiammatorie e decongestionanti. Altri componenti sono i carotenoidi, numerose resine, i flavonoidi, i polisaccaridi e le mucillagini, dalla spiccata bioadesività su cute e mucose e per questo anche artefici delle proprietà salutistiche della pianta. Le azioni più significative sono: antinfiammatoria, disarrossante, immunomodulante, antimicrobica, cicatrizzante, analgesica, lenitiva e decongestionante.

Ninfea: le parti utilizzate a scopo officinale sono i fiori e il rizoma, entrambi ricchi di alcaloidi (ninfeina e ninfalina), degli acidi gallico e tannico e di mucillagini. Applicata su cute e mucose, è utilissima per il trattamento di affezioni dermatologiche a carattere irritativo e infiammatorio.

Le proprietà salutistiche cutanee della Ninfea sono ascrivibili all’elevata concentrazione di acido gallico e di acido tannico, in grado di ridurre nettamente l’eritema, il prurito, l’edema, esercitando nel complesso una marcata azione antinfiammatoria. Agli alcaloidi ninfeina e ninfalina sono invece legate le proprietà analgesiche e sedative della pianta. Inoltre, grazie alle sue mucillagini, la ninfea agisce come emolliente e permette di aumentare considerevolmente l’idratazione cutanea.

Sambuco: per uso esterno vengono impiegati soprattutto i fiori, ricchissimi di costituenti chimici, tra i quali particolare importanza rivestono le mucillagini, con marcata azione emolliente e lenitiva, ed i flavonoidi (canferolo, astragalina, rutina, quercitina, isoquercitina, iperoside) per l’azione antinfiammatoria. In campo fitoterapico, con i principi estratti dai fiori, si ottengono preparati per applicazioni oftalmiche in caso di affezioni oculari di varia natura.

Altea: pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae, dotata di spiccate proprietà antinfiammatorie, emollienti, calmanti, lenitive, decongestionanti e antipruriginose. In fitoterapia la parte maggiormente apprezzata è soprattutto la radice, contenente un’alta percentuale di mucillagini, responsabili degli effetti benefici sulle mucose e sulla cute. Per uso esterno, grazie al marcato effetto disarrossante e antipruriginoso, è molto efficace per trattare le infiammazioni dell’occhio.

Tutti i funzionali sopraelencati, inseriti in una soluzione specifica per la zona delle palpebre e del contorno occhi, possono essere opportunamente veicolati in pratiche compresse oculari (a forma di maschera) in tessutonontessuto.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio locale nei confronti del gonfiore palpebrale, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

– L’azione locale sinergica mirata ad un’efficace risoluzione delle affezioni ocularisoluzione a base di GSE, acque distillate di Eufrasia, Camomilla e Calendula e  idrossietilcellulosa in gocce oculari. 

– L’azione sistemica mirata a contrastare l’eventuale infezione microbica e a supportare le difese dell’organismo: per gli adulti, GSE, Echinacea purpurea, Rhodiola, Uncaria e Melaleuca alternifolia in compresse deglutibili; per i bambini, GSE, Echinacea purpurea, Echinacea angustifolia, Rhodiola e Morinda citrifolia (Noni) sono preferibili in versioen bevibile.

L’azione di riequilibrio della flora intestinale ed il contemporaneo rafforzamento delle naturali difese organiche: per gli adulti, flaconcini monodose con tappo dosatore brevettato a base di probiotici (B. bifidum, L. acidophilus, L. bulgaricus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Uncaria e Morinda citrifolia (Noni); per i bambini, flaconcini monodose con tappo brevettato, a base di probiotici (B. infantis, B. longum, L. Rhamnosus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Astragalo e Uncaria tomentosa.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 1 MESE

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Uova.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Frutta e verdura biologica e di stagione. Agrumi, mirtilli, ciliegie, ribes, carote, zucca: ricchi di vitamina C e betacarotene precursore della vitamina A, elemento che stimola la crescita e lo sviluppo del sistema immunitario. Le stesse caratteristiche sono attribuite al cavolo, ai broccoli, alle verze, ricchi anche in vitamina B6 (nota per la capacità di rafforzare l’attività del sistema immunitario) presente in ugual modo negli spinaci e nei peperoni.

Aglio e cipolla: alimenti contenenti Zinco e Zolfo, elementi utili sia in fase preventiva che in fase di affezione, lo Zolfo in particolare ha spiccata azione disintossicante. Tè verde, piselli, melanzane, asparagi e frutta come uva, fragole, banane, ciliege e pompelmo poiché ricchi di antociani e flavonoidi utili per contrastare lo stato infiammatorio. Legumi e semi oleaginosi (noci, mandorle, semi di sesamo, di zucca e di girasole): fonti di Zinco minerale che fortifica il sistema immunitario e contrasta le infezioni. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana, origano. Spezie: curcuma, cannella, curry.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo.

Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, cortisonici, antinfiammatori). Fare attenzione ai veicoli di contagio (biancheria, asciugamani, ecc.). Non strofinarsi gli occhi con le mani. Usare prodotti cosmetici di pulizia possibilmente anallergici (privi di profumi e conservanti). Proteggere gli occhi dalla luce con occhiali dotati di lenti certificate e, comunque, evitare l’esposizione diretta alla luce solare. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata, proteggendosi gli occhi nel caso in cui la luce e l’aria rechino fastidio. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, favorisce il processo di detossificazione e rafforza il sistema immunitario. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!