Colite

Problematica

La colite, detta anche sindrome dell’intestino irritabile, si fa riferimento ad un disturbo infiammatorio irritativo che interessa principalmente l’ultimo tratto dell’intestino, detto colon.

Le sintomatologie associate a colite possono essere estremamente varie; dolore e tensione addominale, abitudini intestinali irregolari, diarrea e/o stitichezza (anche alternate), flatulenza, meteorismo, gonfiore, difficoltà digestive ecc. sono tutti sintomi riconducibili alla colite.

COLON E FUNZIONI INTESTINALI

Per comprendere quali sono le ragioni che stanno alla base dell’insorgere di problemi di colite è opportuno conoscere il ruolo e il funzionamento dell’apparato digerente ed in particolare dell’intestino, almeno a grandi linee.
Il processo digestivo inizia nella bocca; i denti frammentano il cibo e lo mescolano alla saliva formando il bolo. Gli enzimi lipasi linguale, amilasi salivare e ptialina iniziano la digestione di amidi e grassi. Successivamente, lo stomaco impasta meccanicamente il cibo, demolisce ed emulsiona i grassi ed espone le molecole ad altri enzimi fra cui la lipasi gastrica che inizia l’idrolisi dei grassi.

Comunque, la maggior parte della digestione e dell’assorbimento avviene nell’intestino tenue ed è mediata dagli enzimi pancreatici e dalla bile. Il tenue, primo tratto dell’intestino, è deputato alla scomposizione del cibo predigerito che giunge dallo stomaco ed all’assorbimento dei nutrienti da parte dei villi. Nel tenue vengono riversati i succhi biliari, derivati dall’attività della cistifellea, e gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas.

In questa sede gli enzimi preposti scompongono le proteine, l’enzima amilasi riduce l’amido a maltosio e la lipasi idrolizza i digliceridi ed i trigliceridi producendo acidi grassi a lunga catena. Gli enzimi hanno quindi un ruolo primario nell’assorbimento dei nutrienti ed in particolare nella digestione dei carboidrati, delle proteine, dei grassi e delle fibre. Si suddividono in due grandi categorie: enzimi esogeni ed endogeni; gli enzimi esogeni vengono assimilati con i cibi crudi che forniscono esclusivamente gli enzimi necessari alla digestione di quel particolare cibo crudo; gli enzimi endogeni vengono prodotti principalmente dal pancreas e dalle ghiandole submascellari ed entrano in azione a compensazione degli enzimi esogeni.

Ovviamente, maggiore è la presenza di cibi crudi nella dieta, minore sarà il carico del processo digestivo sugli enzimi endogeni. Questi ultimi in particolare dovrebbero coadiuvare l’attività degli enzimi contenuti essi stessi negli alimenti.

Ogni cibo infatti, se integro, allo stato naturale e cotto a temperature  inferiori ai 60° C, contiene una serie di sostanze, in particolare enzimi, utili alla sua stessa digestione. Ciò facilita notevolmente il lavoro dell’intestino tenue e alleggerisce i compiti del pancreas. Purtroppo però gli alimenti odierni sono carenti di enzimi a causa dei metodi di coltivazione, dell’impoverimento dei terreni, dei processi di trasformazione e di lavorazione, o del semplice procedimento di cottura che non preserva le proprietà enzimatiche dei cibi.

Nel crasso, di cui il colon costituisce la parte principale, avviene invece il riassorbimento di acqua e di sali minerali e la trasformazione delle scorie in feci, espulse poi dal retto. Il procedere del chimo (la massa derivante dalla digestione degli alimenti) lungo l’intestino è possibile grazie alla peristalsi, ossia i movimenti di contrazione e distensione delle pareti intestinali regolati dalla ricchissima innervazione del sistema nervoso autonomo situata sotto la mucosa intestinale.

Come abbiamo visto, il tenue e il crasso hanno due funzioni distinte; oltre che da un punto di vista anatomico essi differiscono inoltre anche per il pH, sempre più alcalino procedendo verso il crasso, e per la flora batterica che li popola….o che dovrebbe popolarli. L’alterazione di questo equilibrio è il principale fattore scatenante l’insorgere della colite.

L’alterazione del delicato equilibrio dell’ecosistema intestinale

La mucosa gastrointestinale ha una superficie di circa 300 mq. E’ costituita da una barriera cellulare, l’epitelio e da una barriera molecolare, lo strato mucoso. Tutta la sua superficie è colonizzata da microrganismi; si possono identificare oltre 400 diverse specie che vivono nella microflora intestinale.

Questi microrganismi sono principalmente saprofiti e la maggior parte di essi svolgono funzioni importanti per la salute dell’individuo creando una sorta di barriera difensiva nei confronti dei microrganismi aggressori; altri invece patogeni, rimangono innocui se contenuti nel numero, ma in grado di sviluppare malattia se si permette loro di moltiplicarsi, un tipico esempio è la candida.

Una flora intestinale in buono stato di salute (eubiosi) è un equilibrio difficile da mantenere e dipende da: fattori interni quali, la quantità di ossigeno che diminuisce passando dallo stomaco all’ultimo tratto dell’intestino, il pH che da acido diventa sempre più alcalino grazie alle secrezioni pancreatiche e duodenali e da fattori meccanici come la peristalsi; cause esterne legate principalmente allo stile di vita quali, origini psicogene (ansia, stress, etc.), iatrogene (assunzione di antibiotici, antinfiammatori, ansiolitici, lassativi, anticoncezionali, etc.), ma soprattutto legate all’alimentazione.

Il regime alimentare odierno quale principale causa di disbiosi intestinale

L’alimentazione gioca un ruolo chiave nell’insorgere di problematiche intestinali. Innanzitutto gli eccessi alimentari caricano l’intestino e gli organi deputati alla digestione (pancreas, fegato, cistifellea) di un super lavoro, soprattutto quando i cibi introdotti sono privi di quelle sostanze necessarie alla loro metabolizzazione.

In linea di massima la dieta alimentare del mondo occidentale è poco equilibrata e produce effetti decisamente negativi sul delicato equilibrio dell’ecosistema intestinale, in quanto prevede insufficienti apporti di fibre ed una eccessiva assunzione di zuccheri e proteine animali. L’eccesso di dolci e carboidrati (zuccheri) cibi raffinati e conservati, un’alimentazione troppo ricca di cibi cotti, privi di enzimi, povera di fibre, non bilanciata nell’apporto dei vari nutrienti e non funzionale per lo sviluppo adeguato della flora batterica fisiologica porta a livello intestinale ad una disbiosi di tipo fermentativo in cui si ha una eccessiva crescita batterica e micotica (candida).

Eccedere nel consumo di proteine animali (carni, latticini, etc.) produce a livello intestinale una disbiosi putrefattiva con un incremento di Bacteroides e induzione dell’attività dell’ureasi batterica che a sua volta, metabolizzando gli acidi biliari li trasforma in composti cancerogeni.

La disbiosi putrefattiva si corregge riducendo il consumo di grassi e carni animali ed aumentando l’assunzione di fibre. Oltre a ciò, il cibo “tecnologico” del mondo occidentale contempla, la spesso inconsapevole, assimilazione di conservanti, coloranti, pesticidi, estrogeni ed antibiotici che, a livello intestinale, hanno un vero e proprio effetto “devastante” nei confronti della flora batterica fisiologica e degli enzimi digestivi. In definitiva possiamo asserire che le errate abitudini alimentari e la qualità dei cibi che giornalmente assumiamo sono fra le principali cause di disbiosi intestinale le cui conseguenze più immediate e, probabilmente solo quelle a breve termine, sono distensione addominale, flatulenza, diarrea, stipsi e senso di malessere.

Se, a causa di questo errato modo di alimentarsi, tipico dei nostri giorni e della nostra società e protratto per anni e anni, il tenue non riesce a completare adeguatamente il suo lavoro, è evidente che la peristalsi spingerà nel crasso una massa che il colon non è funzionalmente pronto a ricevere. I residui alimentari indigeriti verranno fermentati e putrefatti dal ricchissimo e variegato ambiente batterico che popola il colon, innescando sviluppo di gas, proliferazioni anomale di microrganismi intestinali, tensioni addominali, alterazioni nella formazione delle feci, stitichezza, diarrea ….in altre parole …colite. Se a ciò si aggiungono l’assunzione frequente/abuso di medicinali, in particolare lassativi e antibiotici, i quali depauperano la flora fisiologica benefica, e le diffuse intolleranze alimentari, spesso non diagnosticate, l’intestino via via diviene un luogo “malato”.

I microrganismi patogeni si sostituiscono alla flora fisiologica, i processi putrefattivi e fermentativi prevalgono su quelli digestivi, la permeabilità intestinale si altera, il disequilibrio intestinale (disbiosi) regna sovrano. Lo stress e le emozioni, data la fitta rete di innervazioni che scorre sotto la mucosa intestinale, hanno anch’esse un ruolo determinante nell’aggravamento del disturbo. Le persone ansiose sono spesso maggiormente soggette a colite.
L’approccio per il trattamento di tale diffusissima problematica deve perciò necessariamente tenere conto di tutti i fattori predisponenti, in particolare l’alimentazione e lo stile di vita.

Il trattamento della colite con la medicina convenzionale

Abbiamo rimarcato in precedenza il ruolo fondamentale dell’alimentazione nella disbiosi intestinale e nelle sue più probabili conseguenze (stipsi, meteorismo, diarree episodiche); la soluzione di tale problematica dovrebbe, quindi, passare attraverso la “pulizia” dell’intestino dai microrganismi patogeni e la correzione del regime alimentare che significherebbe l’adozione della “dieta perfetta”.

Ma sarebbe inconcepibile pensare di poter ottenere con metodi tradizionali una “pulizia” mirata dell’intestino; l’utilizzo di lassativi o disinfettanti intestinali e tanto meno tecniche invasive come l’idrocolonterapia distruggerebbero anche la flora batterica fisiologica e sarebbero quindi controproducenti.

Un’alimentazione ideale prevederebbe l’eliminazione delle farine bianche, preferendo le farine integrali di farro, di kamut ed il riso integrale; niente zuccheri (dolci, marmellate, alcolici, etc.); drastica riduzione delle proteine animali (carni e latticini); il consumo di almeno 4-6 porzioni di verdura e 2-4 porzioni di frutta al giorno; si dovrebbero preferire alimenti biologici, ma soprattutto, come in precedenza sottolineato riguardo al ruolo degli enzimi, la maggior parte del pasto dovrebbe comprendere cibi crudi. Lo stile di vita oramai imposto dalla nostra Società “tecnologica” rende l’alimentazione perfetta una meta realmente irraggiungibile, una vera utopia; allora……

Ciò che necessita, quindi, è un approccio diverso, volto a risolvere rapidamente il fenomeno, senza interferire con i fisiologici meccanismi digestivi, preservando l’efficienza e l’equilibrio dell’intero apparato digestivo.

La natura ti aiuta in caso di colite. 

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Risolvere la colite o sindrome dell’intestino irritabile richiede sia un grande impegno nel seguire rigorosamente un sano regime alimentare, sia un valido aiuto da parte della natura. Ancora una volta può essere di grande aiuto l’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia ai fini salutistici e i benefici effetti sull’apparato digerente (stomaco e intestino) sono stati confermati da numerosi studi e applicazioni.

GSE e colite

GSE (Estratto di semi di pompelmo) con le sue proprietà battericide, antimicotiche, antivirali ed antiparassitarie ad ampio spettro, oramai ampiamente dimostrate, permette una “pulizia” selettiva dell’intestino dai microrganismi patogeni, senza quindi intaccare la preziosa flora fisiologica.

Uno studio pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine” Vol.5 n° 3 del ’90, effettuato in vitro ed in vivo sulla microflora intestinale, dimostra l’efficacia del GSE, a varie concentrazioni, verso i microrganismi patogeni e nel contempo la sua “selettività” non intaccando in maniera significativa i Lactobacilli ed i Bifidobacteria.

Recenti studi, condotti da un gruppo di ricercatori polacchi presso il Jagiellonian University Medical College a Cracovia che indagavano per verificare la capacità del GSE di esercitare un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale, hanno permesso di concludere che il GSE ha un’attività citoprotettiva attraverso l’aumento della sintesi di prostaglandine endogene PG2, la soppressione della perossidazione lipidica e l’aumento del flusso sanguigno intramucosale mediato dal rilascio di ossido nitrico da parte dei nervi sensori. Tutto ciò unito all’aumento dell’attività della superossidodismutasi ed al rilascio di gastrina promuove l’attività riparatrice della mucosa gastrointestinale. I risultati, quindi, hanno confermato l’incredibile ruolo citoprotettivo del GSE e ne hanno messo in luce anche la capacità di accelerare la guarigione delle lesioni a livello della mucosa gastro-intestinale. Non solo protettivo, quindi, ma anche riparatore!

Queste scoperte esaltano la funzionalità del GSE nei confronti della mucosa intestinale e lo rendono ideale per un approccio naturale ed efficace ripristino dell’integrità funzionale e protettiva della mucosa stessa.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti della colite. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di:

  1. favorire la pulizia selettiva dell’intestino, apportare fibre con ottime capacità prebiotiche, fornire all’organismo un pool di enzimi per facilitare i corretti processi digestivi; per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti della colite.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo) prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.

  1. Favorire la pulizia selettiva dell’intestino, apportare fibre con ottime capacità prebiotiche, fornire all’organismo un pool di enzimi per facilitare i corretti processi digestivi

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: con le sue proprietà battericide, antimicotiche, antivirali ed antiparassitarie ad ampio spettro permette una “pulizia” selettiva dell’intestino dai microrganismi patogeni. Inoltre esercita un’azione protettiva sulla mucosa gastro-intestinale e una riparatrice accelerando la guarigione delle lesioni.

Fibersol®-2: è un concentrato ad alto contenuto di fibra vegetale solubile (minimo 90% del peso secco) estratta dall’amido di granturco e, attraverso un processo enzimatico, resa in polvere micronizzata non gelificante ed in grado di assorbire grandi quantità d’acqua.

L’integrazione di questa fibra solubile compensa la carenza radicata di verdura e frutta nella quotidiana alimentazione; quindi assunta ciclicamente regola l’attività intestinale normalizzandola, sia in caso di transito lento che eccessivamente rapido e riduce pertanto l’irritabilità dell’intestino. Inoltre favorisce lo sviluppo della fisiologica flora batterica intestinale.

Maltodestrine fermentate: è una speciale miscela di enzimi purificati ad alta efficacia, estratti da maltodestrine fermentate utilizzando colture di fungo Aspergyllus, impiegando un particolare processo di fermentazione ideato dal Dott. E. Howell, pioniere dell’enzimologia alimentare. La miscela comprende: amilasi, proteasi, proteasi concentrata, glucoamilasi, lipasi, cellulasi, lattasi, endofitasi.

Gel d’Aloe vera: è uno speciale gel che, grazie all’elevato contenuto in flavonoidi, tannini, Vit. C, Vit. E ed enzimi, ha proprietà antiossidanti, allevia gli stati infiammatori e aumenta l’efficacia della digestione. Grazie al suo effetto tonico migliora la capacità delle feci di trattenere acqua con conseguente miglioramento della motilità intestinale, aumenta l’assimilazione delle proteine nell’intestino, diminuendo i fenomeni putrefattivi.

Le caratteristiche principali di questi enzimi si possono così riassumere: sono attivi alla temperatura del corpo umano; la loro efficacia si esprime in ambiente variabile da pH 3.0 a pH 9.0 e sono dunque gli unici enzimi attivi sia nel tratto acido, basico e neutro dell’intestino; la loro attività inizia già nella parte superiore dello stomaco, questo favorisce la diminuzione della secrezione enzimatica digestiva propria dell’organismo, consentendo al pancreas di produrre maggiori quantità di enzimi sistemici e immunitari; scompongono efficacemente proteine, carboidrati, grassi, fibre, zuccheri, latticini e favoriscono, grazie all’endo-fitasi, l’assimilazione dei minerali contenuti nei vegetali.

Questi funzionali vengono sapientemente veicolati in una formulazione in polvere solubile e resi più gradevoli al gusto con aromi di agrumi (limone e arancia).

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti della problematica della colite, possono essere ulteriormente coadiuvate da:

– L’azione di riequilibrio della flora intestinale ed il contemporaneo rafforzamento delle naturali difese organiche: flaconcini monodose con tappo dosatore brevettato a base di probiotici (B. bifidum, L. acidophilus, L. bulgaricus), frutto-oligosaccaridi, GSE, Uncaria e Morinda citrifolia (Noni).

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 2 MESI

L’alimentazione per ripristinare la salute intestinale prevede:

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne rossa.
  • Uova.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca di origine biologica.
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti  aturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, kamut, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata presenza di fibre.
  • Cereali integrali e pseudo cereali privi di glutine (miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce pescato di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di canapa, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di grano saraceno, di miglio), soffiati (di miglio, di grano saraceno, di amaranto); Alghe (Kelp).

Il sistema migliore per salvaguardare la salute globale è, come già indicato, eliminare le scorie. Scorie e tossine nel tempo producono fermentazione, putrefazione intestinale e infiammazione. FONDAMENTALE Bere almeno 2 l di acqua al giorno per favorire il processo di detossificazione e di idratazione delle feci al fine di promuoverne l’espulsione.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.

Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

ALIMENTI SPECIFICA DA INTEGRARE/INCREMENTARE

Per l’azione detossificante ortaggi verdi: la clorofilla “lega” le tossine impedendone l’assorbimento e facilitando l’eliminazione delle medesime. Catalogna, spinaci, cicoria, tarassaco, insalate, broccoli, prezzemolo etc… e ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa).

Per favorire il transito intestinale consumare abbondanti quantità di fibre reperibili nella frutta, nella verdura, nei cereali inte grali, semintegrali, nei pseudocereali e nei legumi. Per la ricchezza di inulina (fibra solubile prebiotica che favorisce la proliferare della “flora batterica intestinale benefica” spesso stravolta dall’uso di farmaci, da un’alimentazione e uno stile di vita errato): topinambur, cicoria, carciofo radicchio, rucola, asparagi, porri, piselli.

Per le proprietà disinfettanti unitamente all’alta concentrazione di inulina: aglio e cipolla sia crudi che cotti. Yogurt di soia per la presenza di fermenti lattici. Miso: alimento fermentato derivante dai semi della soia gialla efficace per rafforzare e regolarizzare l’intestino e la flora batterica intestinale. Da aggiungere al posto del dado vegetale nelle minestre nelle salse e nei cereali a fine cottura, quando la pietanza si è raffreddata, per non depauperarne i nutrienti.

Prugne secche, fichi, agrumi, mele e pere con la buccia poichè ricca di pectine (fibre solubili che non irritano la mucosa intestinale). Orzo e avena: cereali dalla proprietà emolliente e regolatrice intestinale. Legumi (lenticchie, ceci, piselli, fagioli) per ridurre il rischio di fermentazioni aggiungere nell’acqua di cottura alloro o alga kombu. Erbe aromatiche: timo, origano, rosmarino, erba cipollina, maggiorana, basilico. Spezie: cannella, curry.

In caso di disturbi intestinali infiammatori (sindrome da colon irritabile, diverticolite):

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

Alimenti che causano la flatulenza poiché fermentando aumentano la tensione addominale determinando dolore come legumi, patate, lattuga, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, peperoni, albicocche, uva, banane, cachi, fichi, pesche, prugne e tutti gli alimenti che contengono semi (in quanto irritanti per l’intestino): pere, fragole, more, fichi, lamponi, kiwi, semi di psyllium, semi di sesamo, semi di lino, semi di chia.

Nel caso specifico di diverticolite proprio perché potrebbero depositarsi all’interno del diverticolo aumentando lo stato infiammatorio e provocando fenomeni di stitichezza sono alimenti da eliminare. Terminata la fase di infiammazione acuta i legumi possono essere introdotti gradualmente passandoli al passaverdura, il processo fermentativo può essere ulteriormente ridotto cucinando i legumi con un pezzetto di alga Kombu e una foglia di alloro). Sedano, pomodori, insalata poiché la cospicua presenza di cellulosa irrita la mucosa gastrointestinale.

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE

Zucca, finocchi, mele, zenzero, rape. Riso: per la virtù antinfiammatoria (la tricina inibisce la sintesi degli eicosanoidi, ormoni legati ai processi infiammatori). Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio) promuovere il consumo di avocado, olio di lino e canapa (buona norma è assumere prima di colazione 1 cucchiaino di uno di questi oli); Spezie: curcuma (per sfruttare l’attività antinfiammatoria è necessario utilizzarla in abbinamento con il pepe, anche solo un pizzico di pepe può aumentare i livelli di curcumina e quindi garantire l’azione desiderata). Infuso di Malva. Erbe aromatiche: basilico, timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana.

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi).

Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo. Non assumere bevande gassate, in quanto possono contribuire alla formazione di gas e causare gonfiore e dolore.

Non masticare chewing-gum nell’arco della giornata perché ciò contribuisce a far inghiottire involontariamente aria conferendo alla formazione di gas. Mangiare da seduti e con calma, masticando a lungo. Una buona masticazione lubrifica il cibo e lo disgrega meccanicamente favorendo una migliore assimilazione delle sostanze nutritive. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, cortisonici, antidepressivi ed anticoncezionali).

Evitare l’uso di lassativi. Evitare il più possibile ansie e stress. Concedersi qualche spazio in più e trovare il tempo per dedicarsi alle proprie passioni e ai propri hobby. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Il moto è un valido strumento per scaricare le tensioni emotive e per favorire il processo di detossificazione. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni. Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento.

Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire! Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!