PROBLEMATICHE OSTEO-ARTICOLARI E/O MUSCOLARI
PROBLEMATICHE OSTEO-ARTICOLARI E/O MUSCOLARI
Strappo muscolare

Il muscolo è un tessuto anatomico costituito da una serie di fasci, ossia un insieme di unità cilindriche le quali a loro volta sono costituite dalle cellule muscolari, chiamate fibre muscolari. Ogni fibra muscolare contiene migliaia di miofibrille, di lunghezza (anche fino a 30 cm) e diametro variabile, a seconda del muscolo che vanno a costituire (muscoli scheletrici, muscoli striati miocardici, muscoli lisci) e a seconda delle caratteristiche fisiologiche e della funzione anatomica le possiamo distinguere in fibre lente e resistenti alla fatica, fibre veloci e resistenti, fibre veloci e poco resistenti, fibre intermedie. Ogni muscolo così è adatto a svolgere una determinata funzione in base alla velocità di contrazione, alla resistenza e alla fatica.
Lo strappo muscolare si verifica quando, in seguito ad un errato, brusco o troppo repentino movimento, si causa la rottura delle fibre suddette che costituiscono i fasci muscolari. Sono frequenti soprattutto tra gli sportivi, o per poco allenamento o per un assente o non adeguato riscaldamento prima dell’attività fisica, il muscolo si viene a trovare “freddo”, ossia non pronto e preparato a svolgere i movimenti richiesti e a sostenere la fatica e lo sforzo. 
A seconda del numero di fibre che vengono danneggiate, gli strappi muscolari possono essere così classificati:

  • strappo di 1° grado (distrazione muscolare): si danneggia un numero limitato di fibre (meno del 5% della totalità) e non vi è dolore, ma solo un fastidio al momento della contrazione del muscolo colpito.  
  • strappo di 2° grado: il numero di fibre lesionate è maggiore (fascicoli interi) e si avverte una dolorosa e acuta fitta in seguito alla contrazione muscolare; il muscolo rimane contratto, rigido e dolorante anche a riposo. Si possono osservare anche edema e gonfiore.
  • strappo di 3° grado: la lesione coinvolge il muscolo nella sua interezza, è palpabile anche dall’esterno poiché si crea un avvallamento in seguito al retrarsi dei due capi delle fibre lesionate. Si presentano anche in questo caso rigidità e impossibilità di movimento, edema e gonfiore, dolore anche a riposo, ed inoltre, essendo questo lo stadio di più grave entità, può verificarsi la rottura della fitta rete di capillari che irrorano il muscolo, portando a fuoriuscita di sangue visibile in superficie per la formazione di ematomi.

I muscoli maggiormente colpiti sono quelli degli arti, in particolare delle cosce i flessori, gli adduttori e il quadricipite, delle gambe il tricipite surale e delle braccia il bicipite e il deltoide.
I fattori predisponenti lo scaturire di uno strappo muscolare in seguito ad un movimento possono essere il freddo, l’umidità, la fatica, le possibili alterazioni nel ricambio degli strati di carbonio, i movimenti bruschi, l’eccessivo sforzo.

Il trattamento della medicina convenzionale degli strappi muscolari. 
In caso di strappi muscolari la prima cosa da fare è interrompere l’attività, immobilizzare e distendere per quanto possibile il muscolo colpito. Per dare subito sollievo dal dolore, limitare la fuoriuscita di sangue dai capillari è consigliabile applicare del ghiaccio (anche in spray). L’approccio della medicina convenzionale nel caso di questa problematica, all’uso per placare i dolori e l’infiammazione delle che insorgono in seguito ad un evento traumatico, ricorre all’uso di farmaci antinfiammatori e miorilassanti. Questi pur essendo spesso utili nel dare sollievo al dolore, sono però responsabili di una lunga serie di effetti secondari, tanto più gravi quanto più è lungo il periodo di assunzione. Tali effetti collaterali sono legati essenzialmente al fatto che l’attività antinfiammatoria si esplica grazie ad un unico principio attivo che, non essendo selettivo, oltre ad indurre l’attività farmacologica primaria (riduce infiammazione e dolore), finisce anche con l’alterare molteplici meccanismi fisiologici, portando ad innumerevoli attività secondarie. In caso di distorsioni i più somministrati sono gli antinfiammatori non steroidei (F.A.N.S. acronimo di Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) ad esempio quelli contenenti come principi attivi l’acido acetil salicilico, il ketoprofene, l’ibuprofene, il diclofenac, il nimesulide, etc., ampiamente consigliati e che agiscono inibendo la sintesi di mediatori chimici chiamati “prostaglandine”: tale azione è all’origine sia dell’attività farmacologica, sia dei numerosi effetti collaterali. Per comprendere come mai ciò sia possibile è bene ricordare che le prostaglandine svolgono molteplici funzioni organiche: esistono infatti prostaglandine “cattive”, che possiamo definire così (anche se non è propriamente corretto) poiché, essendo pro-infiammatorie, determinano la comparsa di infiammazione, iperalgesia, febbre; esistono però anche prostaglandine “buone” che svolgono molteplici attività fisiologiche: favoriscono la protezione dello stomaco dai succhi gastrici, regolano il flusso ematico renale, le contrazioni uterine, l’attività piastrinica, etc. Ciò premesso si comprende che è inevitabile che, all’uso dei FANS, spesso tradotto in “abuso” vista la facilità di reperimento, si colleghino svariati effetti collaterali; ne sono un esempio: l’inibizione della protezione gastrica, con conseguenze che vanno dalla semplice irritazione, alla lesione, all’ulcera e all’emorragia gastrointestinale, l’inibizione dell’aggregazione piastrinica, l’ischemia renale, la nefropatia generica e l’insufficienza renale, etc. I miorilassanti non sono di certo privi di effetti collaterali, come ad esempio diarrea, gastralgia e pirosi dopo somministrazione orale; per quanto riguarda la via intramuscolare si sono segnalati casi di malessere, sonnolenza, ipotensione e perdita di conoscenza, rush cutanei.

Da qui l’importanza di avere a disposizione una valida alternativa naturale che possa dare sollievo ai sintomi dolorosi e alla rigidità collegati alla problematica degli strappi muscolari e, allo stesso tempo, sia priva di effetti collaterali.

La natura ti aiuta in caso di strappi muscolari.

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