Contatta il nostro Medico interno

Noi di Prodeco Pharma abbiamo fatto una scelta ben precisa: essere vicino al consumatore finale per supportarlo e guidarlo nel percorso verso la risoluzione delle sue problematiche. Per questo la nostra priorità è garantire salute e benessere per tutti proponendo

prodotti efficaci ma al tempo stesso innocui

e offrendo sempre nuove informazioni e approfondimenti aggiornati sulle tematiche salutistiche più diffuse.

Per queste ragioni noi di Prodeco Pharma abbiamo deciso di mettere a tua disposizione un Medico interno all’azienda, che potrà aiutarti a comprendere la tua situazione e guidarti nel giusto percorso di ripristino di salute e benessere. Potrai contattare il nostro Medico scrivendo o telefonando, e avrai quindi un contatto diretto per essere ascoltato e sostenuto nelle tue richieste di salute.

Dott.ssa Federica Olivi

Dott.ssa Federica Olivi

Medico di Prodeco Pharma, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova

Salve,

ho accettato la proposta di Prodeco Pharma perché ho percepito la presenza di un’anima vitale fin dal mio primo incontro con questa azienda. Nelle fasi successive di reciproca conoscenza ho colto chiaramente la serietà e lo scrupolo del suo impegno nella cura delle problematiche di salute e la volontà forte di una coerenza nelle modalità attraverso cui promuove la difesa della vita.

Sono un medico che crede nell’integrazione delle terapie complementari alla medicina convenzionale. Prodeco Pharma corrisponde ad un mio sentire, è per me un’opportunità per sviluppare e potenziare nuove conoscenze di cura per la salute delle persone e mi consente la libertà di esercitare la professione in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento.

In Prodeco Pharma metto a disposizione, oltre alla mia professionalità, la mia attitudine all’ascolto che mi consente di entrare in un contatto vero ed empatico con l’utente per comprenderne al meglio le esigenze. Così facendo, posso adoperarmi per un aiuto concreto. L’ascolto è una qualità il cui valore nella relazione con l’altro ho compreso crescendo e che mi ha spinto, negli anni, a cercare strumenti sempre nuovi e diversi per imparare a praticarlo e a gestirlo. Ho fatto mio un pensiero di E.M. Secci. “L’amore finisce dove cessa l’ascolto”.

Con Prodeco ho in comune la tenacia e la resilienza, cioè, quella capacità a non soccombere ai problemi, alle cadute che la vita presenta, e di trarre forza da questi eventi per riorganizzare positivamente la propria vita di fronte alle difficoltà. Ho imparato che “la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia” (Gandhi).

Non è stato un caso il mio incontro con Prodeco, ma l’approdo ad un porto desiderato di cui, però, non c’era traccia nella mappa che stavo seguendo. Il desiderio e la curiosità animano il mio Viaggio, mi sono persa e ritrovata, dando sempre fiducia al mio sentire e cercando sempre un senso. Mi ritrovo molto nella storia che leggerete qui sotto.

Vi ringrazio, buona vita a noi.

Storia di un ragazzo molto sfortunato:

figlio di una ragazza madre che lo dà in adozione viene costretto a frequentare l’università prima ancora di aver compreso cosa volesse fare nella vita. Gli studi, costosissimi, vanno a rotoli gettando quasi sul lastrico la sua famiglia. Disorientato, ma perseverante, il ragazzo resta al Campus. Si arrangia raccogliendo lattine nel parco in cambio di pochi dollari e dormendo ospite nelle stanze dei colleghi e a volte per strada. Una situazione terribile. Nel grigiore e nell’apatia per la vita universitaria, il ragazzo trovava la bellezza soltanto nei manifesti e nelle scritte appesi nei corridoi provenienti dal corso di calligrafia ospitato in quella Università. Così, sulla scia di un’intuizione, decide di frequentare le lezioni di calligrafia e si appassiona ai diversi tipi di carattere, all’arte di disegnarli, comporli e separarli a mano così da ottenere sempre un risultato perfetto.

Certo, quella scelta non aveva nulla a che fare col suo ambito di studi, ma era la sola cosa che sentisse di fare in quel momento confuso della sua esistenza.  Quel ragazzo era Steve Jobs, fondatore di Apple, che è a tutti gli effetti uno dei più fulgidi esempi viventi di resilienza umana. Senza la resilienza, Jobs si sarebbe forse piegato davanti all’evidenza dei fallimenti universitari e all’apparente incapacità di trovare un senso compiuto al proprio percorso di allora…come succede a molti. Raccontando la sua interessante vicenda agli studenti del Reed College, Jobs spiega la sua resilienza come la “capacità di unire i punti”, ovvero di mettere insieme all’interno di un disegno compiuto tutte le esperienze esistenziali, anche quelle più difficili o drammatiche e dice:“ Se non avessi abbandonato gli studi, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. 

Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’ e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandomi alle spalle dieci anni dopo. Non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi appaiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete…questo approccio non mi ha mai lasciato a terra e ha fatto la differenza nella mia vita.”

Numero Verde Prodeco Pharma

Attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

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