Intolleranze alimentari

Problematica

Negli ultimi anni il problema delle intolleranze alimentari ha cominciato a farsi sentire in modo sempre maggiore a causa della rapida diffusione del moderno stile di vita alimentare che ha portato nelle nostre tavole cibi sempre più poveri di nutrienti ma ricchi di calorie e pieni di ingredienti raffinati, additivi e inquinanti.

Nonostante stia crescendo l’interesse e la cultura del mangiare “bene” e ci sia una maggiore consapevolezza circa il legame esistente tra salute e alimentazione, l’argomento risulta ancora sconosciuto a molti o, peggio ancora, estremamente sottovalutato. Eppure a soffrirne sono in molti, magari inconsapevolmente, data l’estrema varietà di sintomi che l’intolleranza alimentare può comportare; non è detto infatti che si manifesti solo con disturbi a livello intestinale, quali crampi, coliche, gonfiore, diarrea ecc., ma le problematiche possono essere le più svariate e coinvolgere tutti i distretti ed organi del corpo.

Ecco che allora sintomi di origine apparentemente sconosciuta quali continui mal di testa, frequente muco nasale, bronchiti e riniti ricorrenti, otiti, acne ed eruzioni cutanee, alterazioni di peso, stanchezza cronica, insonnia, cistiti e vaginiti recidivanti e molti altri ancora, possono essere tutte manifestazioni di un’intolleranza del nostro organismo ad uno o più alimenti. Quel che è peggio è che sono proprio i cibi che consumiamo abitualmente e più frequentemente i maggiori implicati nell’insorgenza del problema.

Che cos’è un’intolleranza alimentare

Per intolleranza alimentare si intende una risposta alterata del sistema immunitario che insorge in seguito all’ingestione di un alimento, una sorta di reazione avversa ad una sostanza riconosciuta come estranea e nociva. Ma tale definizione non deve confonderla con l’allergia; in quest’ultima,  basta la sola esposizione a piccole quantità dell’alimento incriminato per scatenare una risposta immunitaria immediata e acuta con sintomi chiari ed evidenti.

Nell’intolleranza alimentare invece, tale reazione è a “scoppio ritardato” e in tal caso si stabilisce uno stato di leggera e costante infiammazione cronica silente, conseguenza della ripetuta e continua assunzione di uno stesso cibo. Quando il perdurare di tale stato infiammatorio, accumulandosi giorno dopo giorno, supera un certo limite, si scatena l’insorgenza del disturbo. Le ragioni di tale reazione lenta sono imputabili al tipo di anticorpi coinvolti: le immunoglobuline di tipo IgG (in particolare IgG4) e IgA che avviano una risposta immunitaria costante, di bassa intensità e che resta a lungo silente, dando il tempo alle sostanze infiammatorie e agli anticorpi prodotti di raggiungere i più svariati organi e tessuti.

La mucosa intestinale: ove nascono le intolleranze

Tutto ha origine dalla mucosa intestinale, luogo di contatto tra il mondo esterno, rappresentato dagli alimenti ingeriti, ed il mondo interno, costituito dal flusso sanguigno e dai nutrienti che vi circolano. Oltre alla nota funzione digestiva, l’intestino è implicato anche nel ruolo di difesa dell’organismo, comportandosi come un filtro selettivo capace di discriminare ciò che è utile da ciò che è dannoso e deve essere scartato.

Tale difesa si realizza per tre ragioni fondamentali:

1) la presenza di flora batterica,

2) la barriera selettiva costituita delle cellule della mucosa,

3) l’esistenza di un sistema linfatico associato alla mucosa, sede di un’efficiente risposta immunitaria. Una ricchissima schiera di batteri residenti “buoni” abita nella mucosa intestinale e compete per spazio e nutrienti con i microrganismi patogeni, impedendone l’adesione e la proliferazione. Inoltre, la flora batterica produce sostanze difensive (batteriocine) utili a tutto l’organismo ed elabora importantissimi enzimi digestivi. Ma c’è di più: l’epitelio della mucosa, esteso per 300 mq, è il filtro difensivo più importante dell’organismo.

E’ formato da cellule (enterociti) saldamente adese le une alle altre, grazie a delle strutture dette “giunzioni serrate”, che creano una vera e propria barriera selettiva in grado di bloccare l’ingresso delle sostanze che sfrutta gli spazi intercellulari e consentendo il passaggio solo attraverso le cellule stesse, mediante specifici trasportatori. Intessuta nell’epitelio, per intervenire immediatamente all’erroneo ingresso di sostanze non idonee, vi è una fitta rete di vere e proprie cellule difensive appartenenti al GALT (dall’inglese Gut Associated Lymphoid Tissue), il sistema immunocompetente associato alla mucosa intestinale, che si attivano al contatto con la sostanza estranea, dando vita alla risposta infiammatoria.

Se la mucosa intestinale rimane integra in tutti i suoi aspetti fondamentali (flora microbica, epitelio, giunzioni serrate e GALT), l’organismo è protetto dall’ingresso di sostanze dannose; in caso contrario possono crearsi le condizioni per l’insorgenza di intolleranze alimentari. Errato stile di vita e scorretta alimentazione alterano nel tempo l’integrità della mucosa intestinale facendo venir meno la sua capacità di barriera selettiva: è così che si crea il presupposto per l’insorgenza dell’intolleranza alimentare.

Molti sono i fattori coinvolti, unico il risultato: le giunzioni tra le cellule si lassano, le maglie del filtro si allargano e così viene lasciato libero il passaggio a particelle di cibo non completamente digerite, a tossine, a patogeni…che fanno il loro indesiderato ingresso nell’organismo; questa è quella che viene definita “sindrome dell’intestino gocciolante” (dall’inglese leaky gut syndrom). All’origine vi è sempre la compromissione della flora batterica residente; qualunque fattore ne alteri l’equilibrio può aprire dei “varchi” nella barriera che permettono il passaggio di sostanze e lo sviluppo di intolleranze .

Ecco che allora, già nell’infanzia, un mancato o insufficiente allattamento al seno, o errori nel corso dello svezzamento, bastano per determinare sin dall’inizio un “terreno” fragile. All’alterazione della flora microbica concorrono: abuso di farmaci (antiulcera, lassativi, antinfiammatori e, primi fra tutti, antibiotici); errato stile di vita alimentare accompagnato dall’assunzione di cibi oggi sempre più ricchi di additivi chimici e pesticidi; presenza diffusa di metalli pesanti; stress; candidosi sistemica, un’infezione causata da un fungo (la candida) che diventa aggressivo, invadendo la mucosa e penetrando nella barriera intestinale, proprio quando l’azione difensiva della microflora viene meno.

Questi fattori, e molti ancora, alterano l’integrità difensiva e filtrante della mucosa, distruggono la flora, favorendo l’insediamento e l’aggressione dei microrganismi patogeni e incidono negativamente sulla produzione di enzimi digestivi; la mucosa intestinale, sempre più simile ad un “colabrodo”, permette così anche alle sostanze dannose (macromolecole alimentari comprese) di passare indisturbate.

Il ruolo di pancreas, fegato e reni

La mucosa intestinale è il luogo dove si gioca la partita delle intolleranze alimentari. L’intossicazione parte da lì, perché in quella sede si ha il passaggio di ciò che dovrebbe invece essere scartato. Altri organi sono però coinvolti, chi prima e chi dopo: si tratta soprattutto di pancreas, fegato e reni. Il pancreas produce un succo ricchissimo di enzimi indispensabili per la completa demolizione delle macromolecole alimentari; ma stress e alimentazione raffinata, ricca di veleni e povera di cibi vitali, incidono sulla sua funzionalità, predisponendo a difficoltà digestive che si riflettono sul permanere nell’intestino di macromolecole indigerite e come tali “non tollerate”.

Il ruolo del fegato e dei reni si realizza invece dopo il superamento della barriera intestinale. Il fegato riceve direttamente il sangue, carico dei prodotti della digestione, proveniente dall’intestino e, come una vera e propria centrale di depurazione, metabolizza tutti i nutrienti utili mentre disattiva e neutralizza le sostanze tossiche. I reni sono i filtri attraverso i quali avviene la depurazione del sangue e la definitiva espulsione dal corpo, con le urine, di tutto ciò che è inutile e nocivo.

Quando si instaura un’intolleranza alimentare, aumenta la quantità delle sostanze indesiderate che devono essere eliminate (macromolecole di alimenti indigeriti, complessi antigene-anticorpo, mediatori dell’infiammazione, ecc.) e si fa maggiore il carico di lavoro di tali organi. A lungo andare lo stress del sovraccarico può renderli meno efficienti facendo venir meno la loro azione detossificante.

Il risultato è che tossine rimangono in circolo, libere di raggiungere altri organi e tessuti, con conseguenze negative che, come visto all’inizio, possono farsi sentire a carico del sistema nervoso, dell’apparato respiratorio, della sfera intima, della pelle ecc., ossia in luoghi che sembrano assolutamente, ed erroneamente, scollegati dall’intestino e dall’alimentazione.

 A questo punto, per le considerazioni sopraccitate un approccio veramente valido in termini di efficacia, come soluzione definitiva, dovrà agire su tutti i fattori coinvolti, a partire comunque dall’intestino, di cui è necessario ristabilire l’integrità funzionale. La natura può ancora una volta correre in aiuto in tal senso con elementi di provata efficacia in entrambi i fronti.

La natura ti aiuta in caso di intolleranze alimentari.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Nel caso di intolleranze alimentari, eliminare l’alimento (o gli alimenti) responsabili di scatenare l’infiammazione potrebbe sembrare la soluzione al problema. Tuttavia, a parte la difficoltà nel determinare, e quindi eliminare, i possibili cibi “colpevoli”, la vera responsabile della problematica è la perdita dell’integrità della mucosa intestinale e il conseguente passaggio di antigeni alimentari e tossine. Perciò, eliminare l’alimento verso cui si è intolleranti, pur essendo senz’altro utile, non rappresenta la soluzione definitiva del problema; si potrà avere un sollievo momentaneo dei sintomi ma sarà di breve durata: la mucosa danneggiata consentirà il passaggio ad altre molecole, verso le quali l’organismo svilupperà nuove intolleranze, con il ripresentarsi della sintomatologia. È invece necessario agire sulle cause, partendo prima di tutto dal luogo ove l’infiammazione ha avuto origine, ossia l’intestino. A tal fine la natura, associata alla correzione dello stile di vita alimentare, può essere di grande aiuto, in particolare grazie alle straordinarie proprietà dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

GSE e intolleranze alimentari
Nei confronti di tale problematica, l’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) risulta particolarmente efficace per due ragioni fondamentali. In primo luogo infatti, grazie alla sua attività antimicrobica selettiva, controlla la proliferazione dei microrganismi responsabili di alterare la permeabilità intestinale (tra cui la temutissima Candida albicans), tutelando invece la flora fisiologica indispensabile per proteggere la mucosa e prevenire le intolleranze alimentari. In secondo luogo, svolge un ruolo protettivo e riparatore nei confronti dell’apparato gastro-intestinale, accelerando la guarigione delle lesioni (a carico della mucosa) che sono all’origine delle intolleranze alimentari e del conseguente stato infiammatorio cronico sistemico.
Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace nei confronti delle cause che portano all’insorgere di intolleranze alimentari. L’associazione e la sinergia con estratti vegetali specifici consente di attuare un approccio completo, che prevede di:

affrontare e risolvere il problema che è alla base delle intolleranze alimentari con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni:

1. ripristinare l’integrità della mucosa intestinale, solo così è possibile impedire l’ingresso nell’organismo di macromolecole alimentari ed antigeni, prevenire l’accumulo di tossine e lo sviluppo di infiammazione;
2. ottimizzare il “terreno” intestinale e favorire il corretto metabolismo, garantendo la presenza di una flora batterica integra e vitale e facilitando il lavoro digestivo del pancreas;
3. favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti;
4. seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti, da un lato, evitando le categorie di alimenti che alterano la permeabilità intestinale e, dall’altro, favorendo l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti.
Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione definitiva.
1. Ripristinare l’integrità della mucosa intestinale, solo così è possibile impedire l’ingresso nell’organismo di macromolecole alimentari ed antigeni, prevenire l’accumulo di tossine e lo sviluppo di infiammazione.
 
La natura può aiutarti con
Estratto di semi di Pompelmo: grazie alle sue proprietà citoprotettive, il GSE è in grado di accelerare la guarigione delle lesioni a carico della mucosa gastro-intestinale.
Centella: Tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà cicatrizzanti, la Centella aumenta la forza dei tessuti epiteliali, ne promuove la cheratinizzazione, stimola la crescita dell’endotelio epiteliale e promuove la produzione di collagene inducendo così una più efficace guarigione delle lesioni. Vanta inoltre proprietà antinfiammatorie, toniche, diuretiche e sedative. L’acido asiatico e l’asiaticoside presenti nel suo fitocomplesso sono i composti più attivi: l’asiaticoside, in particolare, favorisce l’angiogenesi e la stimolazione della sintesi del collagene. Queste proprietà rendono la Centella indispensabile per ripristinare l’integrità di una mucosa intestinale eccessivamente permeabile.
Agar Agar: l’elevato contenuto di polisaccaridi complessi, agarosio e agaropectina, ne giustifica l’utilizzo per uso interno come antinfiammatorio e lenitivo della mucosa. L’Agar Agar è immune dall’aggressione da parte dei succhi gastrici e passa direttamente al tratto intestinale ove ricopre le mucose con un sottile strato proteggendole e favorendone indirettamente il ripristino dell’integrità.
2. Ottimizzare il “terreno” intestinale e favorire il corretto metabolismo, garantendo la presenza di una flora batterica integra e vitale e facilitando il lavoro digestivo del pancreas;
 
La natura può aiutarti con
 
Estratto di semi di Pompelmo: grazie alla sue proprietà antibatteriche, antimicotiche, antiparassitarie ed antivirali, è il rimedio d’elezione per contrastare direttamente i microrganismi patogeni (in particolare la temutissima candida) responsabili di alterare la composizione dell’ecosistema microbico intestinale e di causare, nel tempo, lesioni a carico della mucosa, aggravando la permeabilità intestinale e conseguentemente portando allo sviluppo di intolleranze alimentari.
Curcuma: Dal rizoma della Curcuma si ricava un estratto, ricco in curcumina, che ha dimostrati effetti benefici sul sistema immunitario: un team di studiosi ha scoperto, infatti, che la curcumina è in grado di rinforzare il nostro sistema immunitario rendendolo più efficiente nel contrastare l’attacco degli agenti patogeni. Un’ulteriore attività della Curcuma è quella digestiva, poiché stimola la secrezione biliare favorendo la digestione dei grassi. Inoltre, esplica anche un’importante azione antimicrobica, agendo in tal senso, in sinergia con il GSE.
Maltodestrine fermentate (enzimi): Si tratta di una speciale miscela di enzimi purificati ad alta efficacia, estratti e concentrati da maltodestrine fermentate utilizzando colture di fungo Aspergyllus. Questi enzimi sono attivi ad una temperatura che si avvicina a quella del corpo umano; esplicano la loro attività all’interno di un range di pH compreso tra 3.0 e 9.0: sono, cioè, gli unici enzimi attivi sia nel tratto acido che in quello basico che in quello neutro dell’intestino. La loro attività, infatti, inizia già nella parte superiore dello stomaco; questo favorisce la diminuzione della secrezione enzimatica digestiva propria dell’organismo, coadiuvando ed alleggerendo il lavoro del pancreas: Questi enzimi scompongono efficacemente sia le proteine, che i carboidrati ed i grassi, garantendo la riduzione delle macromolecole nei loro componenti di base.
3. Favorire il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi a ciò preposti
 
La natura può aiutarti con
 
Cardo mariano: dalle straordinarie virtù antiossidanti e disintossicanti, la sua attività si esplica in modo particolare a livello epatico; il suo impiego è indispensabile per favorire l’attività epatica e migliorare la depurazione dell’organismo “intossicato” a causa delle intolleranze alimentari.
Curcuma: per il suo ricchissimo fitocomplesso, è da sempre impiegata come rimedio per i problemi epatici; esplica azioni epatoprotettiva, coleretica e colagoga, favorendo la produzione e la secrezione della bile e, di conseguenza, i processi digestivi. Il suo inserimento è giustificato anche dalla spiccata attività antinfiammatoria, sia nei confronti delle infiammazioni acute, sia croniche; tale attività, priva peraltro di qualsiasi ef¬fetto collaterale, risulta fondamentale per contribuire ad abbas¬sare lo stato infiammatorio cronico inevitabilmente innescato dalle intolleranze alimentari.
Solidagine: nota per le spiccate proprietà diuretiche e depurative renali, esplica azione antinfiammatoria e decongestionante delle vie urinarie, contribuendo al mantenimento dello stato di benessere di reni e vescica. Nel complesso delle sue proprietà, l’azione drenante che ne deriva favorisce in modo ottimale l’eliminazione delle tossine accumulatesi in seguito ad intolleranze alimentari.
4. Seguire un’alimentazione che favorisca l’eubiosi intestinale ed il giusto apporto di nutrienti
La natura può aiutarti con
 
PROTEINE VEGETALI: i legumi (fagioli, piselli, fave, lenticchie e ceci), il tofu, il tempeh, il lievito alimentare ed il germe di grano.
CEREALI E PSEUDOCEREALI INTEGRALI: Ricchi di vitamine, sali minerali, fibre, amidi, proteine. Si dividono in cereali e pseudocereali senza glutine (riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa e amaranto) ed in cereali con glutine (orzo, segale, farro, avena, grano e kamut).
ORTAGGI E FRUTTA DI STAGIONE BIOLOGICI: I più ricchi in vitamine, specialmente di vitamina C, di provitamina A, di minerali (calcio, potassio, zinco, rame, magnesio ecc.), di antiossidanti e di fibre.
PESCE: Di piccola taglia e di mare aperto (sardine, orate, branzini, acciughe, sgombro), non più di 2 volte alla settimana.
SEMI OLEGINOSI: Ricchi in vitamina E, vitamine del gruppo B, minerali, quali fosforo, rame, calcio, zinco; proteine vegetali, fibre, acidi grassi essenziali ed acidi grassi monoinsaturi.
OLI DI PRIMA SPREMITURA: Ricchi in vitamina F, vitamine del gruppo A ed E, acidi grassi polinsaturi (omega-3 ed omega-6).
ACQUA A BASSO RESIDUO FISSO: Lontano dai pasti a temperatura ambiente, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7.
L’assunzione dei componenti sopraelencati è stata opportunamente suddivisa e differenziata a seconda delle esigenze dei diversi momenti della giornata (mattino, mezzogiorno, sera). In tal modo si raggiunge il duplice scopo di fornire tutte le sostanze utili, nei quantitativi adeguati, e al contempo di assumerle nel momento della giornata più idoneo alla loro efficacia.
In associazione, fondamentale sarà sapere che in presenza di intolleranze alimentari, è necessario escludere gli alimenti che ledono la mucosa intestinale ed assumere, invece, quei cibi che promuovono l’eubiosi intestinale e sono, quindi, indispensabili per la risoluzione definitiva delle intolleranze ed il mantenimento della salute.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti delle intolleranze alimentari, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

– In presenza di difficoltà digestive: GSE, Ananas, Cardamomo, Coriandolo, Cumino, Rabarbaro e Cardo mariano in compresse deglutibili.

– In presenza di gonfiore addominale: GSE, Carbone vegetale, Menta dolce, Menta piperita, Angelica archangelica, Finocchio e Tiglio in compresse deglutibili.

– In presenza di stitichezza o feci dure: GSE, Maltodestrine fermentate, Fibre solubili in granulato solubile.

– In presenza di candidosi: GSE, Tabebuia, Uncaria, Rosmarino e Frutto-oligosaccaridi in compresse deglutibili.

– In presenza di attacchi diarroici: GSE, Krameria Triandra, Quercia, Carrubo, Cipresso, Mirtillo, Anserina, Baobab, Biancospino, Alchemilla, Agrimonia in compresse deglutibili.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE IL TRATTAMENTO      DURATA DELLA DIETA: ALMENO 4 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco, ossia saccarosio), glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche” perché poveri di minerali e vitamine.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne ( sia rossa che bianca) il cui catabolismo proteico favorisce l’acidificazione organica, condizione che per essere tamponata priva il Calcio dalle ossa, incrementando lo stato di demineralizzazione.
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Uova.
  • Caffè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine soprattutto frumento, farro, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle), tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Il ripristino dell’integrità della mucosa intestinale è il primo passo per risolvere le intolleranze alimentari. Pertanto per raggiungere tale obiettivo è opportuno evitare gli alimenti che promuovono la disbiosi intestinale (carne, zuccheri, latticini) e incrementare gli alimenti che favoriscono l’eubiosi intestinale (frutta e verdura, cereali integrali senza glutine, pseudocereali e legumi). Per quanto riguarda, in particolare, la frutta e la verdura, si consiglia di assumere questi alimenti il più possibile crudi; in tal modo si incrementa naturalmente l’apporto di enzimi digestivi indispensabili per coadiuvare il lavoro del pancreas e si facilita così l’adeguata scomposizione delle macromolecole alimentari nei loro “mattoni” di base.

Poiché in presenza di intolleranze alimentari le trame della mucosa intestinale sono “lasse” (intestino “colabrodo”) a tal punto da far passare tossine e macromolecole che circolano liberamente intossicando l’organismo, è inoltre opportuno integrare la dieta con alimenti dall’azione detossificante: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco. Inoltre, topinambur, aglio e cipolla sono alimenti ricchi di fibre (favorenti la pulizia intestinale) in particolare di inulina (elemento in grado di riattivare lo sviluppo della flora intestinale benefica, in quanto costituisce il substrato nutritivo per la sua colonizzazione e crescita).

Per l’azione rimineralizzante e l’apporto di carboidrati complessi, naturalmente privi di glutine scegliere: miglio, grano saraceno, riso integrale. Importante inoltre l’integrazione di carote, zucca, melone, albicocche poiché sono alimenti (come anche tutte le crucifere, già citate) ricchi di provitamina A (elemento che contribuisce all’integrità della mucosa intestinale). Fonti di vitamina E (elemento che in sinergia con la vitamina A favorisce l’integrità della mucosa intestinale) sono invece: olio di germe di grano, germe di grano in scaglie per uso alimentare e semi oleaginosi. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio che è sempre presente, in modo cronico, in caso di intolleranze alimentari) aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale). Utile anche il Kefir d’acqua (non zuccherato), bevanda fresca e dissetante che favorisce l’eubiosi intestinale.

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Come regola generale, andare a letto sempre alla stessa ora e fare da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto; cercare di non mangiare e bere nelle 3/4 ore prima di coricarsi. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta un’ora prima di andare a letto; se necessita fare un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo. Mangiare seduti e con calma, masticando a lungo.

Una buona masticazione lubrifica il cibo e lo disgrega meccanicamente: una masticazione efficiente favorisce una digestione migliore, riducendo il rischio che macromolecole alimentari non digeriti e arrivino a livello della mucosa intestinale “colabrodo” facendo poi il loro indesiderato ingresso nell’organismo. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari (in particolare antibiotici, antiulcera, lassativi e antinfiammatori).

Variare il più possibile gli alimenti preferendo gli alimenti promotori del benessere (frutta, verdura di stagione, cereali integrali, proteine di origine  vegetale, oli di prima spremitura a freddo e semi oleaginiosi). La varietà alimentare consente di evitare il raggiungimento del “livello soglia”, abbassando così lo stato infiammatorio generale dell’organismo e allontanando il rischio di comparsa dei sintomi tipici dell’intolleranza.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute, rafforza il sistema immunitario, favorisce il processo di detossificazione, e migliora il metabolismo (entrambi questi due ultimi aspetti sono fondamentali nell’approccio per la risoluzione delle intolleranze alimentari). Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni. Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!