Influenza

Problematica

L’influenza è una delle comuni “malattie da raffreddamento” o “affezioni stagionali”, anche se è indubbio che di esse ci si può ammalare non solo durante la stagione più fredda dell’anno, ma anche in altri periodi, in particolar modo d’estate, spesso in relazione all’uso dei condizionatori d’aria e agli sbalzi di temperatura che ne derivano.

Nel 90% dei casi, sia negli adulti sia, in modo particolare, nei bambini, si tratta di affezioni di origine virale; tipicamente accade che gli sbalzi di temperatura abbassano le difese immunitarie, aumentando la percentuale di successo da parte degli attacchi dei virus ambientali.

L’organismo, nel tentativo di difendersi dal germe, innesca un insieme di processi che si traducono in infiammazione, edema, produzione di muco, starnutazione, congestione, irritazione, rialzo febbrile, etc. Questo sforzo difensivo da parte dell’organismo, con i sintomi che ne conseguono, costituisce l’essenza stessa della malattia. Se è senza dubbio vero che il freddo, o meglio gli sbalzi di temperatura facilitano la propensione all’infezione, indebolendo le difese organiche, non bisogna dimenticare che il vero responsabile di tale fragilità è da ricercare nel disequilibrio generalizzato della risposta immunitaria individuale.

L’equilibrio del sistema di difesa organico, costituito dalla flora microbica benefica delle mucose e dal sistema immunitario propriamente detto, è infatti di fondamentale importanza nella prevenzione e nella lotta delle affezioni microbiche. Una flora microbica integra e vitale, a partire dall’intestino, è condizione indispensabile per il mantenimento di un sistema immunitario in equilibrio, in grado di contrastare efficacemente qualsiasi tipologia di “attacco” microbico.

La barriera microbica difensiva assolve infatti contemporaneamente a molteplici funzioni: da una parte presidia direttamente l’ingresso dei patogeni nell’organismo, evitandone l’insediamento, diminuendo di conseguenza il carico di lavoro del sistema immunitario, dall’altro contribuisce in modo determinante allo sviluppo e all’equilibrio del sistema immunitario associato alle mucose (chiamato MALT, dall’inglese: Mucose Associated Lymphoid Tissue) che controlla e difende tutte le mucose dell’organismo, inclusa, ovviamente, la mucosa delle vie aeree.

Purtroppo la flora batterica fisiologica, in particolare quella intestinale, è fortemente minata dallo stile di vita tipico dei nostri giorni, caratterizzato da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri, di carboidrati raffinati, di proteine animali, etc., oltre che dagli inquinanti presenti nell’ambiente, dai metalli pesanti, dall’abuso di farmaci (soprattutto antibiotici), dall’eccesso di vaccinazioni, etc. Tutto ciò incide pesantemente, giorno dopo giorno, sull’equilibrio e sulla salute della flora batterica fisiologica, innescando uno stato di disbiosi che si traduce inevitabilmente in un “terreno” individuale inefficiente nel contrastare le infezioni, di qualsiasi natura esse siano.

Ad una flora intestinale in disbiosi segue infatti un sistema immunitario inefficiente e in disequilibrio, nel quale le due funzioni linfocitarie principalmente coinvolte nella lotta alle infezioni (Th1, per i virus o altro organismo che si comporti come tale, e Th2, per i batteri, i miceti e i parassiti), sbilanciate tra loro, risultano inadeguate alla risposta immunitaria, qualora questa si renda necessaria per difendere l’organismo.

Alla base di ogni problema di salute vi è dunque sempre un “terreno” individuale inefficiente, caratterizzato da una flora batterica intestinale in disbiosi e dallo squilibrio tra le due funzioni Th1 e Th2. Le malattie si originano solo quando gli agenti microbici trovano un “terreno” individuale fragile: Pasteur stesso, dopo aver impiegato tutta la vita nello studio dei microbi, arrivò alla conclusione che “il terreno è tutto, il microbo è nulla”. Questa verità è stata purtroppo abbandonata dalla medicina moderna, a beneficio di un approccio ”sintomatico” il cui risvolto più preoccupante sta nel fatto che colpendo l’agente patogeno, senza tenere conto dei delicati equilibri organici, si crea inevitabilmente il presupposto sia per l’innesco di recidive, sia per nuove infezioni, indebolendo ancor più il già fragile “terreno” individuale.

Il ricorso eccessivo alle vaccinazioni e l’abuso/cattivo uso degli antibiotici rappresentano senza dubbio gli esempi più eclatanti di questo modo di operare.

Il trattamento dell’influenza con la medicina convenzionale

VACCINI E ANTIBIOTICI: UN ABUSO CHE RENDE ANCORA PIÚ VULNERABILI

Pur essendo ben noto, a livello scientifico, il ruolo del sistema immunitario nella prevenzione e nella risoluzione delle affezioni stagionali, la medicina ufficiale ha preferito focalizzarsi sui singoli agenti microbici causali, tenendo poco o per nulla in considerazione l’importanza di promuovere un sano “terreno” individuale.

Analizzando però il risultato di questo tipo di approccio non vi è nulla di cui rallegrarsi. Per quanto riguarda la lotta ai virus, la vaccinazione rappresenta la più diffusa misura di profilassi. Ma, data l’incredibile capacità mutante dei virus, è impensabile ipotizzare che si scoprano vaccini efficaci per tutti i virus e per tutte le loro possibili future mutazioni.

Per non parlare poi degli effetti collaterali dei vaccini e dei coadiuvanti in essi contenuti, che possono portare a gravi conseguenze per la salute, soprattutto nei bambini. Altro grave intervento è poi l’indiscriminato ricorso agli antibiotici, che nulla possono nei confronti dei virus, ma sono prescritti spessissimo anche per una banale influenza, per evitare “sovrainfezioni batteriche”, con il risultato di indebolire ancor più le difese.

L’uso dell’antibiotico andrebbe riservato ai casi di effettiva necessità, qualora il suo ruolo di “salvavita” risulti effettivamente indispensabile. Invece se ne abusa, depauperando la flora fisiologica ed esponendo a recidive e reinfezioni, oltre a contribuire alla formazione di pericolosi ceppi resistenti.

Nei bambini, numerosi studi hanno confermato la relazione tra assunzione di antibiotici ed aumento del rischio di sviluppo di allergie, di asma in particolare. Ulteriori lavori hanno evidenziato come le otiti infantili e le malattie da raffreddamento in generale diminuiscano di frequenza ed intensità qualora venga scelto di non utilizzare l’antibiotico ma di seguire il corso naturale della malattia; al contrario i bambini trattati con antibiotici sviluppano spesso nuove infezioni, a testimonianza del pericoloso circolo vizioso che inevitabilmente consegue all’utilizzo di tali farmaci.
Da qui l’importanza di avere a disposizione valide alternative nel trattamento dell’influenza.

La natura ti aiuta in caso di influenza.


Approccio

L’approccio naturale ed efficace

Sia per prevenire che per risolvere una della più comuni tra le “affezioni stagionali”, l’influenza, la natura può però ancora una volta essere di grande aiuto, grazie all’impiego dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE), la cui efficacia nei confronti dei virus coinvolti è stata confermata da numerosi studi e applicazioni, e di altri estratti naturali dalle eccezionali proprietà salutistiche.

GSE e influenza

L’Estratto di semi di Pompelmo, conosciuto ai più con la sigla di GSE (Grapefruit Seed Extract) è ricavato dai semi e dalle membrane del pompelmo (Citrus paradisi); le forme utilizzate sono: l’estratto secco che si presenta come una fine polvere bianco-giallognola e l’estratto glicerico (o glicerinato) che si presenta come un liquido viscoso color caramello.

Il GSE è ricchissimo in composti polifenolici come quercitina, esperidina, glicoside canforato, neoesperidina, apigenina, rutinoside, poncirina, etc. che manifestano un alto potere antimicrobico, come testimoniano una grandissima quantità di studi e sperimentazioni; in campo erboristico-fitoterapico è conosciuto ed utilizzato in questo senso, sin dalla metà del Novecento.

La sua efficacia è stata ampiamente dimostrata da Laboratori, Università ed Istituti di tutto il mondo che ne hanno provato l’attività battericida e batteriostatica nei confronti di svariate centinaia di ceppi batterici patogeni sia Gram+ che Gram-, di parecchi virus e di decine di miceti e parassiti. Nonostante un’ampia bibliografia dimostri l’efficacia dell’Estratto dei semi di Pompelmo, il meccanismo d’azione con il quale questo esplichi la sua attività risulta ancora sconosciuto,  anche se da studi condotti negli ultimi anni, proprio per l’interesse che sta suscitando in ambito scientifico, pare che l’azione antibatterica sia dovuta all’interazione del GSE con la membrana cellulare dei batteri patogeni.

Ma ciò che principalmente caratterizza questo meraviglioso estratto è la caratteristica più unica che rara della “selettività”: il GSE infatti non intacca i batteri fisiologici (come riportato sul Journal of Orthomolecular Medicine Vol.5 n°3 del 1990) ma, al contrario, ne facilita la proliferazione inibendo i microbi patogeni che entrano in competizione con la flora fisiologica.

Questa caratteristica lo rende un “antibiotico” naturale unico: basti pensare agli effetti negativi dei tradizionali antibiotici che non fanno distinzioni flagellando anche la flora batterica fisiologica. Inoltre l’uso del GSE è totalmente sicuro, è infatti provata l’assoluta mancanza di tossicità, di controindicazioni, di effetti collaterali, di interazione con altri farmaci ed il fatto che non crei alcuna resistenza, il che lo rende la più efficace, completa e sicura alternativa alle cure antibiotiche tradizionali, quando non strettamente necessarie.

Per questo motivo il GSE risulta il rimedio ideale nella cura e prevenzione delle affezioni tipicamente stagionali come influenze, raffreddori, otiti, bronchiti, sinusiti, tonsilliti, laringiti e disturbi affini, oltre che di innumerevoli altre problematiche sia acute che croniche.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio straordinariamente efficace sia per prevenire che per risolvere l’influenza. L’associazione con estratti vegetali specifici consente di attuare un rimedio attraverso un meccanismo d’azione che deve prevedere:

1. un’azione sistemica con un prodotto in grado di interrompere, assunto ai primi sintomi, l’evoluzione dell’aggressione virale, risolvendola rapidamente ed evitando l’insorgenza di complicazioni;

2. un’integrazione della microflora intestinale con l’assunzione di probiotici e principi funzionali vegetali ad azione immunostimolante.

Questo approccio, associato come sempre ad un sano stile di vita (alimentare, ma non solo)  prevede l’utilizzo di rimedi naturali che per tradizione popolare, confermata da recenti studi, rappresentano un’opportunità per riuscire ad arrivare alla soluzione.

1. Agire per via sistemica con un prodotto in grado di interrompere, assunto ai primi sintomi, l’evoluzione dell’aggressione virale, risolvendola rapidamente ed evitando l’insorgenza di complicazioni

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: agisce sui virus, inibendoli direttamente. Inoltre, essendo uno straordinario “pulitore selettivo”, ha un’azione antivirale indiretta, è efficace cioè sui patogeni senza intaccare in modo significativo la flora microbica delle mucose e consentendo invece la ricostruzione della flora benefica, migliorando così l’efficienza della risposta del sistema immunitario. Inoltra la sua comprovata attività antibatterica è fondamentale per prevenire e arginare possibili sovra infezioni, spesso di origine batterica.

Prunella vulgaris: l’estratto di questa pianta ha dimostrato attività antivirale diretta nei confronti dei virus influenzali di tipo A grazie ad un meccanismo d’azione che va ad interferire con l’attacco degli antigeni virali (Neuroaminidasi) ai recettori cellulari. Vanta anche un’attività immunomodulante, in quanto è stata vista andare a migliorare la fagocitosi e la risposta linfocitaria di tipi Th1.

Echinacea purpurea: il suo fitocomplesso vanta attività antivirale verso i virus influenzali, in quanto ha un meccanismo d’azione che va ad inibire il legame del virus con il recettore cellulare, impedendone così l’entrata. Inoltre esercita una potente attività immunomodulante, regolando la fagocitosi e la produzione di linfociti.

Sambuco (Sambucus nigra): l’estratto delle bacche di Sambuco ha dimostrato straordinarie attività antivirale sia diretta, andando a inibire l’attacco degli antigeni virali (Emoagglutinine) ai recettori cellulari, sia indiretta, ossia immunomodulante in quanto va a migliorare l’efficienza della componente linfocitaria Th1. L’acido ursolico, contenuto nel suo fitocomplesso inoltre garantisce attività antinfiammatoria, antidolorifica e antipiretica.

Biosterine®: il fitocomposto costituito da Basilico santo e Salvia, titolato al 40% in Acido rosmarinico, presenta molteplici proprietà tra cui quella immunomodulante che consente di migliorare l’efficienza della componente linfocitaria Th1, per rispondere al meglio agli attacchi virali. Inoltre Biosterine® è un potente antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico naturale.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali vegetali è rappresentata dalle compresse deglutibili, da assumere ai primi sintomi, ai dosaggi consigliati, preferibilmente prima dei pasti, per 5 giorni.

2. Integrazione della microflora intestinale con l’assunzione di probiotici e principi funzionali vegetali ad azione immunostimolante

La natura può aiutarti con

Triade di batteri probiotici: per un’adeguata colonizzazione di tutto l’intestino, dal tenue al crasso, contrastando la disbiosi intestinale, con conseguente attività di riequilibrio del sistema immunitario. I probiotici indicati, per un totale di cellule non inferiore a 3 miliardi, sono in tal caso: Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus bulgaricus e Lactobacillus acidophilus.

Sono coltivati su terreno vegetale, perciò naturalmente privi di derivati del latte, e a coltura integrale, ossia comprensivi del fluido supernatante (sostanza prodotta dai batteri benefici durante la loro crescita nel terreno di coltura). Tale fluido è costituito da composti antimicrobici, come il perossido di idrogeno e l’acidofilina, vitamine, enzimi, antiossidanti ed immunostimolanti; il supernatante costituisce un tampone naturale per i batteri probiotici che permette loro di sopravvivere agli acidi gastrici e fornisce tutto ciò che occorre per riuscire a formare delle colonie, poichè restano nel proprio ambiente naturale.

Frutto-oligosaccaridi: fibre prebiotiche con spiccata capacità di mantenere vitali i probiotici e di stimolare la colonizzazione del colon ad opera dei bifidobatteri.

Estratto di semi di Pompelmo: azione antibiotica naturale per l’azione diretta su microrganismi patogeni e per la pulizia selettiva intestinale, nel pieno rispetto della flora batterica fisiologica.

Uncaria: originaria del Sud America, l’Uncaria, di cui si utilizza la corteccia, rivela una potente efficacia quale regolatrice del sistema immunitario. Il suo utilizzo porta ad un aumento della resistenza nell’organismo alle infezioni e migliora la risposta in caso di malattia.

Morinda citrifolia (Noni): utile per regolare la funzione e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate, stimolare la produzione delle cellule T che svolgono un ruolo chiave nell’annientare le malattie e rafforzare il sistema immunitario.

La forma più idonea all’assunzione di tali funzionali, sia per adulti che per bambini (con formulazione specifica per l’età pediatrica) è rappresentata da pratici flaconcini con il tappo dosatore. Il dosaggio raccomandato è di un flaconcino al giorno, da assumere a stomaco vuoto.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti dell’influenza, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

–  contrastare con un’azione di pulizia “selettiva” sistemica lo sviluppo di sovrainfezioni batteriche e rafforzare le naturali difese dell’organismo, impedendo l’insorgere di complicazioni: GSE, Echinacea purpurea, Rhodiola, Uncaria e Tea tree oil in compresse; preferibile per i bambini la versione bevibile, a base di GSE, Rhodiola, Noni, Echinacea purpurea e Echinacea angustifolia.

In alternativa a queste due soluzioni, sia per adulti che per bambini, si può ricorrere anche ad una formulazione innovativa, in compresse effervescenti, a base di GSE ad elevate concentrazioni e Uncaria; la composizione esclusivamente naturale, l’elevata concentrazione degli attivi e i vantaggi della formulazione effervescente (rapido dissolvimento e aumentata biodisponibilità) conferiscono gradevolezza d’uso, efficacia e rapidità d’azione.

 favorire la pulizia “selettiva” ed il drenaggio delle fosse nasali, mantenendo il muco fluido ed impedendo che possa ristagnare, contribuendo a lenire le mucose infiammate e a rafforzarne le difese: soluzione sterile completamente vegetale e senza conservanti, con pratico nebulizzatore eco-spray  e packaging “preservative free”, a base di GSE, Altea, Echinacea, Timo serpillo, Calendula, Cipresso e Acqua da Kiwi.

– una pulizia “selettiva”, il drenaggio, l’espettorazione e la decongestione delle vie aeree superiori tramite terapia aerosolica: soluzione da nebulizzare come aerosol in pratiche fiale monouso a base di GSE, Echinacea, Drosera, Enula, Pino mugo, Timo serpillo e Timo comune, atomizzato di acqua di mare.

– un’azione di pulizia “selettiva” della mucosa del cavo orale, e di rallentamento della diffusione dei germi patogeni nei tessuti, e un’azione difensiva locale, lenitiva per le mucose e attivante i mantenimento della struttura ossea: in caso di afonia e raucedine, soluzione naturale a base di GSE, Echinacea, Erisimo, Aloe vera e acqua da frutta.  In caso di laringite, faringite e tonsillite ideali sono delle compresse da sciogliere in bocca, a base di GSE, Liquirizia, Lampone, Echinacea, Astragalo e Zenzero, aromatizzate in modo naturale (Menta o Agrumi).  

Risolvere la tosse secca: GSE,  Castagno, Lavanda, Marrubio e Papavero in versione bevibile.

– Risolvere la tosse grassa: GSE, Verbasco, Enula, Elicriso e Capelvenere in versione bevibile.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 1 MESE

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Promuovere il consumo di alimenti contenenti Zinco, minerale che migliora fortemente la funzionalità immunitaria e possiede una diretta attività antivirale anche nei confronti dei diversi virus responsabili del raffreddore. I cibi in oggetto sono: semi di zucca, noci, mandorle, grano saraceno, cereali integrali, pesce e legumi (soprattutto i ceci). Quest’ultima categoria di alimenti è anche fonte preziosa di Selenio, antiossidante che contribuisce altresì alla produzione di anticorpi e al rafforzamento delle difese immunitarie.

Per l’azione detossificante, che in caso di affezione è sempre opportuno sostenere, consumare agrumi (in particolare limoni e pompelmi), finocchio, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, rapa, etc.), carciofi, cardi e cicoria. Cereali integrali (unitamente ai già menzionati legumi), poichè fonti di fibre che favoriscono l’eubiosi intestinale.

Promuovere il consumo di topinambur, cipolle, carciofi, cicoria in quanto fonti di inulina (fibra che costituisce il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora benefica intestinale). Per la ricchezza di Vitamina C e Bioflavonoidi consumare, oltre agli agrumi e agli ortaggi della famiglia delle crucifere, anche carote, zucca, kiwi verdi, kiwi gialli, castagne, mirtilli, ciliegie, ribes, lamponi, ricchi pure di minerali che, in sinergia con le vitamine, rinforzano il sistema immunitario e prevengono l’attecchimento degli agenti patogeni.

Per l’azione sfiammante: l’orzo. Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di olio di lino, di canapa, etc.

Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella, zenzero (radice ricchissima di oli essenziali, resine e mucillagini che conferiscono un effetto antinfiammatorio ed antipiretico naturale; può essere consumato come infuso: non si deve far altro che tagliarne un piccolo pezzetto aggiungerlo nella tazza di acqua bollente, lasciarlo in infusione per 3-5 minuti e berlo a piccoli sorsi).

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha  privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze  naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Riposare adeguatamente. Non assumere alimenti controvoglia (in questi giorni mangiare non è indispensabile). Evitare l’uso di farmaci se non strettamente indispensabili (in particolare antibiotici, decongestionanti nasali, cortisonici, antipiretici, antinfiammatori).

Evitare di frequentare ambienti chiusi ed affollati. Non esporre le mucose nasali a bruschi sbalzi di temperatura. Evitare il fumo, anche quello passivo. Per diminuire il rischio di contagio è opportuno, soprattutto dopo essersi soffiati il naso o aver tossito/starnutito, lavarsi le mani accuratamente. Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o starnutisce (i virus possono percorrere fino a tre metri e mezzo nell’aria quando una persona raffreddata tossisce o starnutisce). Non utilizzare gli stessi asciugamani o stoviglie di chi è in salute.

Quando si è raffreddati è importante evitare l’aria secca causata dal riscaldamento. Questa, infatti, asciuga le mucose lasciando via libera ai virus. La soluzione migliore è umidificare l’aria, disponendo una vaschetta piena d’acqua sui caloriferi, oppure utilizzando un apposito umidificatore; è inoltre importante aerare ogni giorno le stanze frequentate da chi è raffreddato.

Aumentare il consumo di liquidi per rendere più fluido il muco infetto e favorirne l’eliminazione. Evitare il più possibile ansie e stress. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Le persone che praticano attività fisica con regolarità hanno difese immunitarie migliori di chi è sedentario, motivo per cui praticare del moto può aiutare a sfuggire i “mali di stagione”. In caso di raffreddore (se non è c’è febbre) una passeggiata all’aria aperta non è assolutamente nociva, anzi è consigliata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!