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Acne

Problematica

L’acne è uno dei disturbi cutanei più diffusi; colpisce soprattutto i giovani a cominciare dai 12-13 anni, ma può presentarsi anche dai 30 anni in avanti. Ogni centimetro di pelle contiene circa 100 ghiandole sudoripare e 15 ghiandole sebacee; queste ultime producono una particolare sostanza chiamata sebo che forma una specie di mantello acido-liquido su tutto il corpo con funzioni protettive e di disinfezione.

Le ghiandole sebacee producono, in particolari condizioni, più sebo del normale di conseguenza il canale pilo-sebaceo si ostruisce riempiendosi di sebo, cellule epiteliali e batteri, si ha così il cosiddetto comedone chiuso (brufolo) che è la lesione iniziale dell’acne.

Ebbene, l’acne è un disturbo che interessa le ghiandole sebacee, ma non è chiaro perché vi sia in alcune persone questa predisposizione e più ricerche hanno chiamato in causa vari fattori che assieme costituiscono causa e concausa del problema.

I fattori causa e concausa

Fattori genetici: una pelle particolarmente grassa può essere ereditata; si può affermare che la pelle grassa predispone all’acne poiché l’eccesso di sebo ne è il fattore scatenante.

Eccessiva produzione ormonale: in alcuni “acneici” si sono riscontrati nel sangue ormoni in eccesso, in altri, nella norma; è vero tuttavia che in tutte le persone con acne si sono trovate concentrazioni ormonali aumentate a livello cutaneo.

Fattori dietetici: grassi, dolciumi, carboidrati, alcolici, latticini, con un’azione diretta sulle ghiandole sebacee, accentuano l’acne o ne incrementano la predisposizione.

Fattori intestinali: la pigrizia intestinale causa una mancata eliminazione delle tossine che si accumulano a vari livelli nel corpo ed in particolare nella pelle diminuendo così l’efficacia del “mantello cutaneo” prodotto dalle ghiandole sebacee.

Lo stress: in periodi di tensione l’acne tende ad aumentare. Che lo stress sia una delle cause dell’acne è ancora da dimostrare, anche se è vero che l’ansia eleva la produzione di ormoni.

Fattori psicosomatici: dal punto di vista psicologico le malattie della pelle hanno sempre creato molto interesse. Attualmente anche i dermatologi più tradizionalisti ammettono che la componente psicosomatica è importante davanti a riscontri evidenti quali il legame tra stati ansiosi e aumento dell’acne.

Il processo di sviluppo dell’acne

La zona in cui si presenta maggiormente l’acne è il volto anche se non sono rare le sue localizzazioni sulle spalle e sul torace. Possiamo schematizzare l’evoluzione dell’acne distinguendone tre precise fasi.

La fase iniziale: è caratterizzata dai cosiddetti punti neri; questi sono dei veri e propri “tappi” di cellule o di altre sostanze che occludono lo sbocco di uscita di una ghiandola sebacea. Il risultato è un rilievo cutaneo dovuto alla secrezione sebacea che non ha più possibilità di scaricarsi all’esterno.

La seconda fase: è detta infiammatoria (o pustolosa), cioè si crea un’infiammazione locale cospicua. Si sta qui descrivendo il classico “brufolo”, tuttavia nell’acne vi è una moltiplicazione quantitativa del processo. In questa fase, dunque, la cute si riempie di foruncolini gialli, ossia pustole, determinati da colonie di batteri della pelle che infettano le parti occluse dei dotti escretori sebacei.

La terza fase: viene chiamata nodulocistica. Si formano espansioni molto dure delle pustole che lasceranno inevitabili cicatrici. In età adulta (soprattutto in chi è dedito al fumo e all’alcool, e a volte all’inizio della menopausa) può presentarsi l’acne cosiddetta “rosacea”. Successivamente anch’essa può manifestarsi con la fase pustolosa e quella nodulocistica.

Il trattamento dell’acne con la medicina convenzionale

I principi attivi utilizzati, nelle cure tradizionali, presentano controindicazioni ed effetti collaterali da non sottovalutare; basti pensare all’acido retinoico che, per uso topico, può provocare all’inizio del trattamento fenomeni di irritazione cutanea ed una accentuazione della sintomatologia e, per utilizzo sistemico, ha numerosi effetti collaterali con severe limitazioni dell’uso in donne in età fertile o al benzoil perossido in creme, gel e saponi, ha un effetto cheratolitico ed un’azione batteriostatica, ma può produrre secchezza e desquamazione, inoltre, i risultati positivi sono poco evidenti e generalmente non soddisfacenti.

La natura ti aiuta nel caso di acne.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

La molteplicità dei fattori che concorrono alla comparsa dell’acne o alla tendenza alla formazione di brufoli e punti neri determina la necessità, se si vuole interrompere un circolo vizioso altrimenti difficile da arrestare, di agire con prodotti specifici, sia a livello sintomatico e quindi direttamente sul problema, sia all’interno per una “pulizia” realmente profonda ed un’azione specifica sulle principali cause all’origine del problema.

GSE e acne

L’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) come antimicrobico ad ampio spettro d’azione: è stata infatti dimostrata da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, compresa anche l’Italia, che il GSE è attivo su oltre 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), numerosissimi virus e oltre 100 ceppi di lieviti e muffe.

Ormai sono numerosissime le testimonianze che ne confermano la validità, affermando inoltre che sia per quanto riguarda l’efficacia, sia per la rapidità d’azione, non ha eguali in natura. La sua efficacia e rapidità d’azione, unita alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul  “Journal of Orthomolecular Medicine” n° 3 Vol.5 del 1990, ne fanno un rimedio veramente straordinario per controllare la proliferazione di microrganismi patogeni e/o opportunistici.

Abbiamo già espresso in precedenza l’importanza che una microflora intestinale, sana ed equilibrata, riveste per l’equilibrio e l’efficienza del sistema immunitario e per l’adeguata difesa dell’organismo da qualsiasi forma di infezione microbica. Inoltre, anche quando impiegato in formulazioni per uso locale, essendo un “pulitore selettivo”, agisce sui patogeni senza intaccare significativamente la flora fisiologica di cute e mucose, preservandone l’indispensabile funzionalità difensiva.
Il GSE quindi rappresenta un validissimo aiuto per la risoluzione dell’acne.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio efficace e completo nei confronti della risoluzione dell’acne, che prevede di:

1. agire per via sistemica, contrastando i fattori genetici, ormonali, intestinali ed ansiogeni, causa e concausa del problema acne;

2. agire localmente, al fine di risolvere il problema, impedendone l’evoluzione e la sua progressione alla fase nodulocistica.

Questo approccio, prevede l’utilizzo di rimedi naturali che, per tradizione popolare, confermata poi dagli studi recenti, rappresentano un grande aiuto; in associazione ad una alimentazione corretta ed un sano stile di vita.

1. Agire per via sistemica, contrastando i fattori genetici, ormonali, intestinali ed ansiogeni, causa e concausa del problema acne

La natura ti può aiutare con

Estratto di semi di Pompelmo: il GSE è un valido aiuto per le importanti e scientificamente provate e riconosciute proprietà antibatteriche ed antisettiche ad ampio spettro. A livello sistemico distrugge i microrganismi patogeni responsabili di diffondere tossine all’interno dell’organismo che possono tradursi in acne e impurità della pelle (è risaputo che le tossine alterano l’equilibrio ormonale). Al contempo mantiene sana e vitale la flora batterica intestinale aiutandola così a svolgere il suo ruolo di depurazione e protezione dell’organismo.

Salvia: pianta della famiglia delle Labiate, è un arbusto sempreverde dalle proprietà aromatiche che cresce spontaneo nel bacino del Mediterraneo. Le parti usate sono le foglie e i fiori, da entrambi i quali si ricava l’olio essenziale e i  componenti attivi, tra i principali: alfa e beta-tujone, alfa e beta-pinene, limonene, canfora, cineolo, borneolo ecc.; acidi fenolici (ac. rosmarinico, ac. clorogenico, ac. caffeico); principi amari (picrosalvina, salvina); flavonoidi; glucosidi dell’ apigenina e della luteolina; triterpeni, diterpeni, ecc.
La salvia svolge un’importante azione depurativa e decongestionante per le attività coleretica e colagoga, di cui sono responsabili i flavonoidi, è antispasmodica e amaro-tonica stimolante nelle forme dispeptiche e nell’atonia gastrointestinale in particolare in soggetti affaticati sia fisicamente che intellettualmente. E’ stata provata l’attività antiidrotica (riduce la sudorazione), dovuta principalmente all’olio essenziale che sarebbe in grado di inibire la produzione delle ghiandole sudoripare agendo sulle terminazioni nervose. L’olio essenziale ha anche azione antisettica/antimicrobica, dovuta principalmente ai terpeni tujone e cineolo.

La Salvia svolge anche ruolo di regolatore ormonale, agendo sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni e ovaie, inoltre contiene fitoestrogeni, che antagonizzano con l’ipersecrezione di androgeni (ormoni maschili), controllando così la secrezione sebacea. Grazie alla presenza di queste frazioni estrogeniche è anche emmenagoga, capace cioè di regolarizzare il flusso mestruale, ed è capace di calmare i disturbi dolorosi della menopausa. Esercita azione antinfiammatoria sul cavo orale.

Curcuma: fa pare della famiglia delle Zingiberaceae (a cui appartiene lo Zenzero), originaria dall’India-Indonesia. E’ una pianta erbacea perenne dal caratteristico rizoma dal colore giallo arancio che cresce fino a 60 cm di profondità. La parte aerea raggiunge i 90 cm circa con foglie larghe e fiore bianco giallo a forma di spiga. La Curcuma è molto nota per il suo impiego in campo alimentare, essendo il costituente principale del Curry indiano, come droga si utilizza il rizoma, dal quale si ottengono i principali componenti attivi che sono i curcuminoidi.

E’ un’erba molto importante nella medicina Ayurvedica, che la considera un’erba pulitrice per tutto il corpo. E’ infatti uno dei più importanti colagoghi e coleretici che si conoscano, stimola cioè la produzione e la secrezione della bile dal pancreas (aumenta la produzione di acidi biliari di oltre il 100%) e agisce come eucinetico (regolarizza il movimento) sulla vescichetta biliare, aiutando così i processi digestivi, in particolar modo l’emulsione dei grassi ed il loro assorbimento.

Inoltre ottimizza la funzionalità epatica ed ha azione epatoprotettrice, dovuta in gran parte al suo poter antiossidante. Svolge infine azione antinfiammatoria, evidenziata anche a livello topico, e antimicrobica nei confronti di molti batteri e diversi funghi patogeni.

Viola tricolor: appartenente alla famiglia delle Violacee, ai fini salutistici si utilizzano la pianta intera e i fiori per la ricchezza di componenti, soprattutto: mucillagini, flavonoidi (tra cui la rutina), saponine, carotenoidi, tannini e derivati salicilici. In particolare, grazie alla presenza dei flavonoidi, svolge attività depurativa per la pelle e diuretica; è antiseborroica, poichè contrasta l’ipersecrezione delle ghiandole sebacee, risultando particolarmente attiva nelle forme suppurative ed essudative (dall’acne all’eczema seborroico). Agisce inoltre come depurativo generale, poichè è in grado di potenziare l’attività di detossificazione degli organi emuntori come fegato, reni, intestino e pelle ed è particolarmente adatta al drenaggio e depurazione del sangue. La presenza di mucillagini la rende ottima anche come espettorante, emolliente delle secrezioni bronchiali e tussifuga.

Rabarbaro: pianta della famiglia delle Polygonacee, originario dalla Cina. In fitoterapia vengono impiegate le radici da cui si estraggono i principi attivi: glucosidi antarchinonici, polifenoli, pectine, sennosidi. A basse dosi gli estratti della pianta sono digestivi, stimolano la secrezione dei succhi gastrici, la escrezione della bile dal fegato e la normale peristalsi del tubo digerente, ad alte dosi è una pianta lassativa per la presenza dei glucosidi antrachinonici che determinano a livello del colon un ridotto riassorbimento dei liquidi, i quali si accumulano nel lume intestinale con effetto lassativo.

Tra le piante che contengono antrachinonici, il Rabarbaro è quella più tollerata, per la presenza dei polifenoli, che hanno dimostrato attività antinfiammatoria non presente nelle altre piante antrachinoniche e che limitano gli effetti collaterali che invece si hanno con la assunzione della Senna, della Frangula, della Cascara. Si può usare il Rabarbaro, quando le altre piante non fanno più effetto ed è meglio tollerato della Senna.

Ai dosaggi ideali quindi è un lassativo leggero, inoltre agisce da depurativo biliare per le sue azioni fondamentali sono quella coleretica, colagoga, favorente il flusso biliare ed espellente le scorie biliari attraverso l’intestino, per questo è particolarmente attivo sulle affezioni cutanee irritative, infiammate e suppurative.

Passiflora: pianta erbacea decidua, originaria del Sud-Est degli Stati Uniti. I principi attivi vengono estratti dai fiori (alcaloidi, armano, passiflorina, apigenina, luteolina, quercetolo, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi, cianogenici, tracce di olio essenziale, flavonoidi, vitexina, isovitexina, saponaria, rutina, quercetina, apigenina, luteolina, ecc.), tra questi in particolare gli alcaloidi armanici, insieme ai flavonoidi avrebbero un’azione spasmolitica, utilizzabile soprattutto a livello bronchiale, mentre ai flavonoidi (isovitexolo) e alle cumarine (maltolo) viene attribuita un’azione sedativa.

Le attività della pianta sono essenzialmente sedative, antispasmodiche, indicata nelle turbe del sonno ed in caso di ansia, nelle forme di nevrosi, nelle angosce, stimola un sonno fisiologico senza risvegli notturni, ne senso di intorpidimento mattutino, utile nei disturbi della menopausa, come la tachicardia, la dispnea, le vampate di calore, lo stress. Rilassa il tessuto muscolare liscio dell’apparato digerente quindi è un ottimo antispasmodico, con effetti digestivi. E’ indicata anche nei dolori mestruali in quanto rilassa i muscoli della parete uterina, aiuta nelle forme dolorifiche. La Passiflora svolge un’zione sul sistema nervoso centrale con un blando effetto tranquillante-sedativo, ma non produce effetti narcotici e non ha azione depressiva.

Quindi per l’azione generale rilassante e per l’effetto antispasmodico e blandamente ipnotico, la sua presenza è fondamentale per interrompere quel circolo vizioso creato dall’ansia, presente nei soggetti affetti da acne; gli effetti sul sistema nervoso centrale sono rapidi e non danno reazioni indesiderate.

Vitamine A ed E: sono vitamine amiche della pelle, utili per un’azione di rinforzo e nutrimento della cute.

Veicolo ideale per tutti questi componenti è una compressa deglutibile.

2. Agire localmente, al fine di risolvere il problema, impedendone l’evoluzione e la sua progressione alla fase nodulocistica

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: il GSE si è dimostrato particolarmente utile per le importanti e scientificamente provate e riconosciute proprietà antibatteriche ed antisettiche anche per uso esterno. A livello topico agisce da efficace igienizzante prevenendo e fermando la flogosi batterica che porta allo sviluppo dell’acne; inoltre “tiene pulito il sebo” e ne evita l’infiammazione, garantisce quindi una pulizia profonda della pelle, impedendo l’evoluzione e l’infezione. Tutto questo senza aggredire l’epidermide e senza provocare eritemi e desquamazioni.

Melaleuca: chiamata anche “Albero del Tè”, è una pianta appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, che cresce nelle zone orientali paludose dell’Australia. Dalla distillazione delle sue foglie si ricava il Tea tree oil, da cui si ottengono i principali componenti, responsabili dell’azione salutistica: terpinen-4-olo, alfa-pinene, alfa-terpinene, gamma-terpinene ed eucaliptolo.

E’ riconosciuta come eccellente battericida ad ampio spettro, attiva contro batteri, virus e funghi, e viene ampiamente impiegata per le affezioni della pelle, abrasioni, punture d’insetti, scottature, pidocchi. E’ inoltre un ottimo disinfettante per l’igiene di bocca e denti. Sulle pelli acneiche ha dimostrato marcata azione disinfettante e cicatrizzante  e i principi attivi sono risultati efficaci nei confronti del P. acnes con attività pari al Benzoil-Perossido. Ha buona capacità di penetrazione cutanea e scarso potere irritante.

Bardana: è una pianta legnosa biennale, appartenente alla famiglia delle Asteracee, originaria dell’Europa, America Settentrionale, Africa e Asia del Nord. La radice della pianta, per la ricchezza di componenti (olio essenziale, inulina, mucillagini, fitosteroli e acido clorogenico, sostanze antibiotiche, sali di calcio, potassio, magnesio, vitamina B) viene utilizzata da secoli nella medicina popolare, sia dei paesi occidentali che orientali, come farmaco disintossicante ed epatoprotettivo.

E’ antibiotica, è tonica per il fegato, i reni ed i polmoni, purifica il sangue, drena le tossine e ripulisce il sistema linfatico, ha una azione antimicotica ed antibatterica. Recenti studi hanno confermato l’indiscutibile utilità della bardana come disintossicante e antinfiammatorio, specialmente per quello che riguarda la cura e il benessere della cute. Grazie alla presenza di sostanze antibiotiche, esercita una specifica azione disinfettante ed antisettica su alcuni batteri patogeni della pelle.

Questi funzionali vegetali vengono veicolati in un gel, disponibile in flacone da 50 ml, ideale per un trattamento cosmetico specifico per trattare in maniera risolutiva il problema.

Le associazioni di funzionali sopradescritte, indispensabili per un approccio risolutivo nei confronti dell’acne, possono essere ulteriormente coadiuvate da rimedi specifici indicati per:

garantire una pulizia profonda, ma delicata, della pelle in prevenzione alla comparsa dell’acne, brufoli e punti neri ed in associazione al trattamento cosmetico: latte detergente, a base di GSE, Melaleuca e Bardana.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 3 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.
  • N.B.: gli zuccheri in generale, il latte e i latticini aumentano fortemente i livelli di insulina, la quale, se in eccesso, altera il quadro ormonale stimolando la biodisponibilità degli ormoni sessuali maschili (androgeni) i maggiori responsabili dell’acne.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Uova.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Vegetali a foglia verde (cavoli, spinaci, ecc.), vegetali color giallo arancione (carote, meloni, patate dolci, albicocche, ecc.) poiché alimenti ricchi di provitamina A, che in associazione ad alimenti contenenti Zinco (semi di zucca, noci, mandorle, cereali e pseudocereali integrali, preferibilmente senza glutine, legumi, in particolare i ceci, pesce) e vitamina E (germe di grano per uso alimentare in scaglie, olio di germe di grano, ecc.), cooperano nel contrastare l’acne. Dato che la pelle è un vero e proprio organo che ha anche la peculiarità di rispecchiare lo stato interno dell’organismo e poiché le eruzioni cutanee possono essere il segnale di un organismo intossicato, è importante, inoltre, consumare alimenti che favoriscono la detossificazione; a tal fine prediligere quindi: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco, alimenti ricchi di minerali, di vitamine e anche di fibre, perciò favorenti l’eubiosi intestinale. Per il contenuto di inulina (fibra che, oltre a costituire il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora microbica intestinale benefica) consumare cicoria, carciofi, topinambur, aglio, cipolla (questi ultimi
particolarmente utili anche per le virtù antimicrobiche). Per il contenuto di fitoestrogeni: salvia, fagioli di soia, latte di soia, tofu, tempeh (i fitoestrogeni contribuisco a contrastare l’azione degli ormoni androgeni, direttamente implicati nella comparsa e nel peggioramento dell’acne). Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di semi oleaginosi, olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Non schiacciare i brufoli e i punti neri per evitare il propagarsi dei germi in profondità ed il peggioramento dell’infezione.

Evitare l’esposizione prolungata al sole poiché ciò stimola ulteriormente l’attività delle ghiandole sebacee ed ispessisce lo strato corneo. Fare attenzione ai capelli lunghi davanti al viso che possono creare un ambiente caldo-umido favorendo la proliferazione microbica. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari (in particolare antibiotici, antinfiammatori, pillola anticoncezionale). Evitare il più possibile ansie e stress. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute e favorisce il processo di detossificazione.

Tutto ciò è particolarmente importante in presenza di acne, sia per il ruolo che lo sport (e il movimento in genere) hanno sull’allentare le tensioni emotive (ricordiamo anche che fare sport favorisce la produzione di endorfine, i mediatori del benessere, e ci fa vedere “più belli”, migliorando la visione che si ha di se stessi), sia per l’indiscusso ruolo detossificante, indispensabile per il miglioramento dell’affezione. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!