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Acne giovanile

Problematica

L’acne giovanile è una problematica cutanea comune, molto diffusa soprattutto tra gli adolescenti. Secondo alcuni studi, l’incidenza del problema arriva all’85% della popolazione mondiale, se si prendono in considerazione gli adolescenti tra i 15 e i 18 anni, con una frequenza nettamente maggiore nel ceppo etnico caucasico.

Non è possibile attribuire ad un’unica causa la comparsa di questa problematica, sicuramente sono coinvolti diversi fattori che, se trascurati, portano alla comparsa e al peggioramento dello sfogo acneico. La causa prima dell’insorgere dell’acne è da ricercarsi nel mutamento ormonale che fisiologicamente avviene in ogni organismo durante questa età di “cambiamento”: l’età puberte; infatti, in questo periodo vengono sintetizzati in grande quantità gli ormoni androgeni, prodotti dalle ghiandole surrenali e dagli organi sessuali sia maschili che femminili.

La presenza in circolo di tali sostanze determina una serie di cambiamenti che coinvolgono anche la pelle: infatti gli ormoni androgeni sono responsabili della trasformazione dei follicoli vestigiali in follicoli pilo-sebacei, soprattutto a livello del viso e del tronco.

Nelle persone predisposte, questi siti diventano la sede anatomica dello sviluppo dell’acne poiché, solitamente, tali individui hanno un’eccessiva presenza di 5-α-reduttasi, enzima responsabile della trasformazione degli androgeni in diidrotestosterone (DHT), principale responsabile dell’avanzamento patologico dell’acne; questi soggetti presentano inoltre una maggiore sensibilità dei recettori cutanei alla stimolazione androgenica.

Oltre alle varie modificazioni fisiologiche in tutto l’organismo, il DHT causa anche una forte modificazione dei follicoli pilo-sebacei, sia per quanto riguarda la loro quantità che la qualità e del sebo prodotto. Questo ormone, facendo maturare i follicoli vestigiali del viso e del dorso in follicoli pilo-sebacei, scatenerà nei soggetti predisposti una ipersecrezione sebacea. Il sebo in eccesso andrà ad ostruire i pori cutanei ed essendo anche ricco in acidi grassi liberi causerà irritazione della cute.

Tutte queste modificazioni a livello cutaneo portano a:

• ipercheratosi duttale: i cheratinociti che ricoprono il dotto, irritati dal DHT  e dagli acidi grassi liberi, iperproliferano determinando un’aumentata coesione cellulare che impedisce lo svuotamento spontaneo del poro. Ciò determina la formazione dei comedoni, lesioni acneiche semplici che facilmente evolvono in lesioni più complesse. I comedoni vengono definiti “aperti” (o punti neri) se il dotto non è del tutto ostruito, oppure “chiusi” (punti bianchi) se, al contrario, il dotto è completamente occluso dall’ipersecrezione sebacea.

• iperseborrea: le ghiandole sebacee producono più sebo in seguito all’irritazione in atto, dando vita alla formazione dei comedoni;

• colonizzazione e attività del Propionibacterium acnes: la scarsità d’ossigeno all’interno del comedone favorisce la proliferazione dei microorganismi anaerobi; tra questi spicca il P. acnes, batterio che, grazie alla sua capacità di scindere i trigliceridi del sebo liberando acidi grassi con forte potere irritante, determina una forte infiammazione, dando seguito al processo patologico dell’acne;

 infiammazione follicolare e perifollicolare: conseguente all’infezione del P. acnes.

Oltre a questi fattori causali scatenanti, vi sono i fattori predisponenti, “concausa” o “aggravanti” la problematica dell’acne giovanile, che esulano dalle variazioni ormonali tipiche di quest’età e che sono invece in relazione con lo stile di vita, in particolare con gli alimenti assunti quotidianamente.

L’eccesso di zuccheri, carboidrati raffinati, cibi conservati e proteine animali, in associazione all’abuso di farmaci (antibiotici, antinfiammatori, pillola anticoncezionale, ecc.) porta al disequilibrio della flora batterica protettiva intestinale (disbiosi); batteri patogeni e opportunistici proliferano perciò a dismisura, con conseguenti putrefazioni e fermentazioni intestinali che favoriscono la patogenesi dell’acne.

Il “terreno” intestinale malsano induce inoltre la produzione di una grande quantità di sostanze tossiche che si riversano nel sangue; la tossinemia sistemica che ne deriva trova sfogo anche sulla pelle, aggravando la problematica acneica.

Inoltre, l’alimentazione poco “vitale”, ricca di grassi saturi, zuccheri, cibi conservati e raffinati, giorno dopo giorno mina l’efficienza dell’apparato digerente. In particolare il pancreas, costretto ad un iperlavoro, è penalizzato in tutte le sue funzioni; ne conseguono sia difficoltà digestive, sia l’aumento del fattore insulinico IGF-1, che, stimolando la produzione di  androgeni, contribuisce all’insorgere dell’acne.

Ad impatto negativo sulla pelle sono anche l’insufficiente apporto nella dieta sia di acidi grassi ω3-ω6, spesso conseguente a scelte alimentari che prediligono i grassi saturi, sia di vitamine A, E, gruppo B e minerali. Infine, ma non di minore importanza, influenza lo sviluppo dell’acne giovanile anche il disagio legato alla crescita, spesso fonte di grande stress per gli adolescenti, acuito dal timore di “mostrarsi” in pubblico e di non essere accettati.

Com’è noto, lo stress stimola le ghiandole surrenali a produrre non solo cortisolo e adrenalina (gli ormoni della risposta allo stress) ma anche androgeni, direttamente collegati all’innesco dell’acne.

Il trattamento dell’acne giovanile con la medicina convenzionale

La medicina convenzionale, che considera l’acne giovanile una vera e propria patologia, vi si  approccia in tre modi diversi: con una terapia antibiotica, oppure con una terapia cheratolitica o ancora con una terapia ormonale. La terapia antibiotica è mirata a placare la proliferazione del P. acnes al fine di diminuire lo stato infiammatorio in atto a livello cutaneo.

È principalmente consigliata per i tipi di acne lievi o moderati e può essere effettuata sia per via sistemica sia per via topica. Gli antibiotici assunti per via orale sono sicuramente più efficaci di quelli applicati a livello locale, i quali agendo con lentezza causano facilmente l’insorgere di resistenze batteriche e quindi l’efficacia del trattamento viene meno. In entrambi i casi, sia per la terapia sistemica che per quella locale, i farmaci antibiotici causano una serie di effetti collaterali, dall’insorgenza di resistenze batteriche alla fotosenbilizzazione, e per quanto riguarda le terapie sistemiche anche nausea, vomito, diarrea, ecc.

Si innesca così un vero e proprio circolo vizioso, a causa del depauperamento della flora intestinale fisiologica (disbiosi intestinale) e dell’insorgenza di resistenze batteriche, che favorisce solo il nascere di ulteriori infezioni. La terapia cheratolitica invece consiste in un’accelerazione del turn-over delle cellule cutanee al fine di andare a rimuovere gli accumuli di sebo e pus che ostruiscono le ghiandole sebacee.

Spesso si associa questa terapia alla terapia antibiotica, e quindi agli effetti collaterali sistemici si aggiungono gli effetti collaterali locali, quali irritazioni, prurito e secchezza cutanea. Infine la terapia ormonale viene prescritta a quelle persone con disfunzioni a livello degli organi endocrini, rara nei casi di acne giovanile.

Anche questa terapia però non porta a risoluzione della problematica in modo definitivo, in quanto i benefici sono limitati al periodo in cui viene seguita e spesso non costanti; può compromettere inoltre, anche in modo serio, il funzionamento dell’apparato endocrino. Per evitare quindi lunghe terapie, inefficaci e ricche di effetti collaterali, è necessario ricorrere ad un rimedio efficace e privo di effetti collaterali; anche nel caso di acne giovanile la natura può essere di grande aiuto grazie alla straordinaria azione antibiotica selettiva dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE).

La natura ti aiuta nella risoluzione dell’acne giovanile.

Approccio

L’approccio naturale ed efficace

L’acne giovanile è una problematica causata in primis dal mutamento ormonale tipico dell’età puberte, che determina una serie di cambiamenti che coinvolgono anche la pelle quali la trasformazione dei follicoli vestigiali in follicoli pilo-sebacei, soprattutto a livello del viso e del tronco, l’aumentata produzione di sebo ed il cambiamento della composizione di quest’ultimo che si arricchisce in acidi grassi liberi, irritanti per la cute.

Inoltre diversi sono i fattori concausa, legati allo stile di vita (in particolare alimentazione e stress), che influenzano notevolmente lo scatenarsi ed il progredire dell’acne giovanile. È necessario agire con prodotti naturali specifici, sia a livello sistemico che locale, al fine di risolvere tutte le cause di questa problematiche.

GSE e acne giovanile

L’efficacia dell’Estratto di semi di Pompelmo (GSE) come antimicrobico ad ampio spettro d’azione: è stata infatti dimostrata da Laboratori ed Istituti di tutto il mondo, compresa anche l’Italia, che il GSE è attivo su oltre 800 ceppi batterici (sia Gram+ che Gram-), numerosissimi virus e oltre 100 ceppi di lieviti e muffe. Ormai sono numerosissime le testimonianze che ne confermano la validità, affermando inoltre che sia per quanto riguarda l’efficacia, sia per la rapidità d’azione, non ha eguali in natura.

La sua efficacia e rapidità d’azione, unita alla caratteristica più unica che rara di non intaccare in modo significativo la flora microbica intestinale, come confermato da uno studio pubblicato sul  “Journal of Orthomolecular Medicine” Vol. 5 n°3 del 1990, ne fanno un rimedio veramente straordinario per controllare la proliferazione di microrganismi patogeni e/o opportunistici.

Abbiamo già espresso in precedenza l’importanza che una microflora intestinale, sana ed equilibrata, riveste per l’equilibrio e l’efficienza del sistema immunitario e per l’adeguata difesa dell’organismo da qualsiasi forma di infezione microbica. Inoltre, anche quando impiegato in formulazioni per uso locale, essendo un “pulitore selettivo”, agisce sui patogeni senza intaccare significativamente la flora fisiologica di cute e mucose, preservandone l’indispensabile funzionalità difensiva.

Il GSE quindi rappresenta un validissimo aiuto per la risoluzione dell’acne giovanile.

Per le considerazioni sopraccitate, il GSE rappresenta perciò il cardine di un approccio efficace e completo nei confronti della risoluzione dell’acne, che prevede di:

1) agire per via sistemica, contrastando i fattori genetici, ormonali, intestinali ed ansiogeni, causa e concausa del problema acne;

2) agire direttamente sulla cute con trattamento formulato per regolare l’attività androgenica e la produzione di sebo a livello locale, contrastare in modo specifico il P.acnes, esercitare azione esfoliante/cheratolitica delicata, restringere i pori dilatati, sfiammare le lesione acneiche e favorirne la cicatrizzazione;

3) detergere la cute con un prodotto specifico in grado di esercitare attività antimicrobica e purificante nel pieno rispetto del naturale film idrolipidico.

Questo approccio, prevede l’utilizzo di rimedi naturali che, per tradizione popolare, confermata poi dagli studi recenti, rappresentano un grande aiuto; in associazione ad una alimentazione corretta ed un sano stile di vita.

1. Agire per via sistemica, contrastando i fattori genetici, ormonali, intestinali ed ansiogeni, causa e concausa del problema acne

La natura ti può aiutare con

Estratto di semi di Pompelmo: il GSE è un valido aiuto per le importanti e scientificamente provate e riconosciute proprietà antibatteriche ed antisettiche ad ampio spettro. A livello sistemico distrugge i microrganismi patogeni responsabili di diffondere tossine all’interno dell’organismo che possono tradursi in acne e impurità della pelle (è risaputo che le tossine alterano l’equilibrio ormonale).

Al contempo mantiene sana e vitale la flora batterica intestinale aiutandola così a svolgere il suo ruolo di depurazione e protezione dell’organismo.

Salvia: pianta della famiglia delle Labiate, è un arbusto sempreverde dalle proprietà aromatiche che cresce spontaneo nel bacino del Mediterraneo. Le parti usate sono le foglie e i fiori, da entrambi i quali si ricava l’olio essenziale e i  componenti attivi, tra i principali: alfa e beta-tujone, alfa e beta-pinene, limonene, canfora, cineolo, borneolo ecc.; acidi fenolici (ac. rosmarinico, ac. clorogenico, ac. caffeico); principi amari (picrosalvina, salvina); flavonoidi; glucosidi dell’ apigenina e della luteolina; triterpeni, diterpeni, ecc.

La salvia svolge un’importante azione depurativa e decongestionante per le attività coleretica e colagoga, di cui sono responsabili i flavonoidi, è antispasmodica e amaro-tonica stimolante nelle forme dispeptiche e nell’atonia gastrointestinale in particolare in soggetti affaticati sia fisicamente che intellettualmente. E’ stata provata l’attività antiidrotica (riduce la sudorazione), dovuta principalmente all’olio essenziale che sarebbe in grado di inibire la produzione delle ghiandole sudoripare agendo sulle terminazioni nervose.

L’olio essenziale ha anche azione antisettica/antimicrobica, dovuta principalmente ai terpeni tujone e cineolo. La Salvia svolge anche ruolo di regolatore ormonale, agendo sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni e ovaie, inoltre contiene fitoestrogeni, che antagonizzano con l’ipersecrezione di androgeni (ormoni maschili), controllando così la secrezione sebacea.

Grazie alla presenza di queste frazioni estrogeniche è anche emmenagoga, capace cioè di regolarizzare il flusso mestruale, ed è capace di calmare i disturbi dolorosi della menopausa. Esercita azione antinfiammatoria sul cavo orale.

Curcuma: fa pare della famiglia delle Zingiberaceae (a cui appartiene lo Zenzero), originaria dall’India-Indonesia. E’ una pianta erbacea perenne dal caratteristico rizoma dal colore giallo arancio che cresce fino a 60 cm di profondità.

La parte aerea raggiunge i 90 cm circa con foglie larghe e fiore bianco giallo a forma di spiga. La Curcuma è molto nota per il suo impiego in campo alimentare, essendo il costituente principale del Curry indiano, come droga si utilizza il rizoma, dal quale si ottengono i principali componenti attivi che sono i curcuminoidi.

E’ un’erba molto importante nella medicina Ayurvedica, che la considera un’erba pulitrice per tutto il corpo. E’ infatti uno dei più importanti colagoghi e coleretici che si conoscano, stimola cioè la produzione e la secrezione della bile dal pancreas (aumenta la produzione di acidi biliari di oltre il 100%) e agisce come eucinetico (regolarizza il movimento) sulla vescichetta biliare, aiutando così i processi digestivi, in particolar modo l’emulsione dei grassi ed il loro assorbimento.

Inoltre ottimizza la funzionalità epatica ed ha azione epatoprotettrice, dovuta in gran parte al suo poter antiossidante. Svolge infine azione antinfiammatoria, evidenziata anche a livello topico, e antimicrobica nei confronti di molti batteri e diversi funghi patogeni.

Viola tricolor: appartenente alla famiglia delle Violacee, ai fini salutistici si utilizzano la pianta intera e i fiori per la ricchezza di componenti, soprattutto: mucillagini, flavonoidi (tra cui la rutina), saponine, carotenoidi, tannini e derivati salicilici. In particolare, grazie alla presenza dei flavonoidi, svolge attività depurativa per la pelle e diuretica; è antiseborroica, poichè contrasta l’ipersecrezione delle ghiandole sebacee, risultando particolarmente attiva nelle forme suppurative ed essudative (dall’acne all’eczema seborroico).

Agisce inoltre come depurativo generale, poichè è in grado di potenziare l’attività di detossificazione degli organi emuntori come fegato, reni, intestino e pelle ed è particolarmente adatta al drenaggio e depurazione del sangue. La presenza di mucillagini la rende ottima anche come espettorante, emolliente delle secrezioni bronchiali e tussifuga.

Rabarbaro: pianta della famiglia delle Polygonacee, originario dalla Cina. In fitoterapia vengono impiegate le radici da cui si estraggono i principi attivi: glucosidi antarchinonici, polifenoli, pectine, sennosidi.

A basse dosi gli estratti della pianta sono digestivi, stimolano la secrezione dei succhi gastrici, la escrezione della bile dal fegato e la normale peristalsi del tubo digerente, ad alte dosi è una pianta lassativa per la presenza dei glucosidi antrachinonici che determinano a livello del colon un ridotto riassorbimento dei liquidi, i quali si accumulano nel lume intestinale con effetto lassativo.

Tra le piante che contengono antrachinonici, il Rabarbaro è quella più tollerata, per la presenza dei polifenoli, che hanno dimostrato attività antinfiammatoria non presente nelle altre piante antrachinoniche e che limitano gli effetti collaterali che invece si hanno con la assunzione della Senna, della Frangula, della Cascara. Si può usare il Rabarbaro, quando le altre piante non fanno più effetto ed è meglio tollerato della Senna. Ai dosaggi ideali quindi è un lassativo leggero, inoltre agisce da depurativo biliare per le sue azioni fondamentali sono quella coleretica, colagoga, favorente il flusso biliare ed espellente le scorie biliari attraverso l’intestino, per questo è particolarmente attivo sulle affezioni cutanee irritative, infiammate e suppurative.

Passiflora: pianta erbacea decidua, originaria del Sud-Est degli Stati Uniti. I principi attivi vengono estratti dai fiori (alcaloidi, armano, passiflorina, apigenina, luteolina, quercetolo, fitosteroli, acidi fenoli, cumarine, eterosidi, cianogenici, tracce di olio essenziale, flavonoidi, vitexina, isovitexina, saponaria, rutina, quercetina, apigenina, luteolina, ecc.), tra questi in particolare gli alcaloidi armanici, insieme ai flavonoidi avrebbero un’azione spasmolitica, utilizzabile soprattutto a livello bronchiale, mentre ai flavonoidi (isovitexolo) e alle cumarine (maltolo) viene attribuita un’azione sedativa.

Le attività della pianta sono essenzialmente sedative, antispasmodiche, indicata nelle turbe del sonno ed in caso di ansia, nelle forme di nevrosi, nelle angosce, stimola un sonno fisiologico senza risvegli notturni, ne senso di intorpidimento mattutino, utile nei disturbi della menopausa, come la tachicardia, la dispnea, le vampate di calore, lo stress. Rilassa il tessuto muscolare liscio dell’apparato digerente quindi è un ottimo antispasmodico, con effetti digestivi. E’ indicata anche nei dolori mestruali in quanto rilassa i muscoli della parete uterina, aiuta nelle forme dolorifiche. La Passiflora svolge un’zione sul sistema nervoso centrale con un blando effetto tranquillante-sedativo, ma non produce effetti narcotici e non ha azione depressiva.

Quindi per l’azione generale rilassante e per l’effetto antispasmodico e blandamente ipnotico, la sua presenza è fondamentale per interrompere quel circolo vizioso creato dall’ansia, presente nei soggetti affetti da acne; gli effetti sul sistema nervoso centrale sono rapidi e non danno reazioni indesiderate.

Vitamine A ed E: sono vitamine amiche della pelle, utili per un’azione di rinforzo e nutrimento della cute.

Veicolo ideale per tutti questi componenti è una compressa deglutibile.

2. Agire direttamente sulla cute con trattamento formulato per regolare l’attività androgenica e la produzione di sebo a livello locale, contrastare in modo specifico il P.acnes, esercitare azione esfoliante/cheratolitica delicata, restringere i pori dilatati, sfiammare le lesione acneiche e favorirne la cicatrizzazione

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: L’Estratto di semi di Pompelmo, noto per le sue proprietà antimicrobiche ad ampio spettro, si è dimostrato efficace anche sul P. acnes, colonizzatore delle lesioni acneiche. L’inserimento del GSE nel rimedio topico per l’acne risulta quindi indispensabile per la disinfezione selettiva della pelle rispettando la flora fisiologica.

Usnea barbata: un lichene, detta anche “barba di vecchio” è conosciuta per avere un ottimo potere antivirale e antibiotico verificato recentemente anche sul P. acnes. Alcuni studi sull’efficacia di tale lichene sulla problematica acneica per uso topico hanno dimostrato un incremento notevole di attività in associazione con il fitocomplesso dell’Iperico.

Iperico: pianta officinale del genere Hypericum, chiamato anche olio di San Giovanni,  il suo olio vanta proprietà antinfiammatorie sulla cute, note ormai da tempo: già durante il Medioevo estratti oleosi di questa pianta venivano utilizzati per lenire e sfiammare rossori cutanei e cicatrici. Queste attività possono essere ricondotte alla significativa presenza di flavonoidi nel fitocomplesso.

Calendula officinalis: la tradizione erboristica ne tramanda l’utilizzo in preparazioni topiche, per la risoluzione di infiammazioni cutanee e non. Oggi la fitoterapia moderna riconosce le attività lenitive ed antinfiammatorie, oltre che stimolanti la rigenerazione tissutale, del fitocomplesso della calendula attribuendole principalmente ai glicosidi triterpenici presenti. Inoltre sono state evidenziate anche proprietà antisettiche e antimicotiche.

Cucurbita pepo:  i semi di zucca ricchi in acidi grassi essenziali hanno mostrato un’efficacia straordinaria nella cura delle lesioni acneiche. Le riconosciute proprietà anti-androgeniche, antinfiammatorie e regolatrici della produzione del sebo, migliorano sensibilmente l’aspetto della pelle diminuendo inoltre il tipico “effetto lucido”.

Marsdenia condurango: la corteccia di questa pianta di origine tropicale presenta un fitocomplesso ricco in tannini che le dona una spiccata attività astringente che risulta particolarmente utile per “richiudere” i pori dilatati dal sebo. Aggiunge inoltre proprietà cicatrizzante e riepitelizzante stimolando il processo ripartivo del tessuto cutaneo.

Questi funzionali vegetali vengono facilmente veicolati in una crema, ideale per il trattamento del mattino.

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: L’Estratto di semi di Pompelmo, noto per le sue proprietà antimicrobiche ad ampio spettro, si è dimostrato efficace anche sul P. acnes, colonizzatore delle lesioni acneiche. L’inserimento del GSE nel rimedio topico per l’acne risulta quindi indispensabile per la disinfezione selettiva della pelle rispettando la flora fisiologica.

Krameria trianda (Ratania): pianta già conosciuta per le sue proprietà astringenti, è stata di recente studiata come antimicrobico con risultati eccezionali: infatti l’estratto lipofilo di Ratania si è dimostrato efficace su diversi ceppi batterici responsabili dell’infezione delle lesioni acneiche, riducendo la loro presenza cutanea fino al 50% in una sola settimana.

Salvia sclarea: una pianta erbacea odorosa, appartenente alla famiglia delle Lamiacee, dalla riconosciuta attività estrogeno-simile, oltre che rilassante e blandamente sedativa, necessaria per agire con un’azione estrogeno-simile che riequilibri l’attività ormonale.

Serenoa repens: il fitcomplesso di questa palma nana si è dimostrato efficace nell’inibire la 5α-reduttasi, l’enzima che dà vita al diidrotestosterone responsabile della comparsa dell’acne.

Centella asiatica: il fitocomplesso di questa una pianta officinale appartenente alla famiglia delle Apiaceae, è uno dei più studiati da una decina d’anni a questa parte: la ricchezza in attivi infatti fa sì che a tale pianta siano riconosciute diverse proprietà salutistiche, tra cui quella antinfiammatoria.

Tra i componenti principali troviamo infatti la famiglia degli asiaticosidi, dei triterpeni che mostrano in vivo ed in vitro tale attività, oltre ad una attività antiarrossamento e riepitelizzante, sicuramente utili in caso di acne.

Acido azelaico: estratto da fonti vegetali, ha dimostrato in diversi studi in vitro e in vivo proprietà cheratolitiche ideali per il trattamento della pelle acneica. Inoltre si è dimostrato che tale sostanza riduce le secrezioni sebacee, ed esplica nel contempo attività antimicrobica e antinfiammatoria.

Ibisco (Hybiscus sabdariffa): fiore tropicale della famiglia delle Malvacee, è ricco in acido piruvico, un acido utilizzato nella cura di problematiche cutanee. Le sue azioni si concentrano a livello dell’epidermide dove svolge un’azione cheratolitica diminuendo l’adesione fra i cheratinociti e quindi lo spessore cutaneo, e a livello del derma dove stimola la formazione di collagene, glicoproteine e fibre elastiche. Inoltre l’Ibisco ha attività antinfiammatoria e lenitiva.

Questi funzionali vegetali vengono facilmente veicolati in una crema, ideale per il trattamento della sera.

3. Detergere la cute con un prodotto specifico in grado di esercitare attività antimicrobica e purificante nel pieno rispetto del naturale film idrolipidico

La natura può aiutarti con

Estratto di semi di Pompelmo: riconosciuto come l’antimicrobico naturale per eccellenza. Si è dimostrato attivo su moltissimi ceppi batterici, tra cui il P. acnes, risultando quindi, l’antimicrobico ideale per combattere l’infezione delle lesioni acneiche.

Bardana (Arctium lappa): già presente nell’ ”Herbarium Apulei”, la Bardana è stata utilizzata fin dall’antichità come rimedio di molteplici problematiche. Ad oggi la fitoterapia moderna le riconosce una spiccata attività antimicrobica attribuita alla presenza di diversi lattoni sesquiterpenici nel fitocomplesso. Inoltre vanta attività depurative e purificanti in particolare, per uso topico, l’attività diaforetica del fitocomplesso favorisce la liberazione dei pori, risultando particolarmente utile nel trattamento dell’acne.

Melaleuca alternifolia: l’olio estratto da questa pianta, conosciuto ai più con il nome di Tea Tree Oil, vanta proprietà antisettiche, dimostrate su una vasta gamma di ceppi batterici e micotici. In particolare il suo utilizzo come antimicrobico cutaneo ha mostrato grande efficacia in diverse problematiche, tra cui l’acne.

Questi funzionali vegetali sono stati veicolati in un latte detergente privo di eccipienti aggressivi, anzi arricchita dalla presenza di olio d’oliva e glicerina di origine vegetale.

Stile di vita

CONSIGLI ALIMENTARI    DURATA DELLA DIETA: ALMENO 3 MESI

ALIMENTI DA ELIMINARE

  • Zuccheri: zucchero raffinato (bianco ossia saccarosio) glucosio, maltosio, mannitolo, lattosio, galattosio, succo d’acero, succo d’agave, miele, melassa, cioccolato, marmellate, creme, budini, caramelle, biscotti farciti, prodotti di pasticceria in generale, sciroppi, succhi di frutta, gelati, bibite zuccherate etc.
  • Cereali raffinati: pane bianco, cereali brillati e farine “bianche”.
  • Latte (e tutti i latticini, incluso lo yogurt).
  • Carne (rossa).
  • Cibi industriali (confezionati, conservati, raffinati).
  • Caffè, tè.
  • Alimenti a cui si è intolleranti o allergici.
  • Sale raffinato.
  • Alcolici.
  • N.B.: gli zuccheri in generale, il latte e i latticini aumentano fortemente i livelli di insulina, la quale, se in eccesso, altera il quadro ormonale stimolando la biodisponibilità degli ormoni sessuali maschili (androgeni) i maggiori responsabili dell’acne.

ALIMENTI DA CONSUMARE CON CAUTELA

  • Carne bianca (biologica).
  • Zucchero di canna integrale (solo se indispensabile). Come dolcificante preferire malto di riso, di mais, d’orzo, dolcificanti naturali ottenuti dalla germinazione dei cereali, peculiarità che li rende un concentrato di minerali e vitamine. Il malto a differenza dello zucchero grezzo di canna viene assimilato lentamente dall’organismo e fornisce un’energia costante e continua mantenendo il tasso glicemico pressoché uniforme. La germinazione inoltre contribuisce alla formazione di amilasi, enzima che favorisce la demolizione dell’amido, riducendo la quota che arriva indigerita nell’intestino crasso e quindi minimizzando il rischio di fermentazioni.
  • Uova.
  • Si consiglia anche di evitare l’eccesso di cereali contenenti glutine: frumento, farro, avena, kamut, orzo, segale e derivati.
  • Tè comune e tè verde.

ALIMENTI DA PREFERIRE

  • Frutta e verdura biologica di stagione per la spiccata azione antiossidante e immunostimolante.
  • Cereali integrali e pseudocereali privi di glutine (riso, miglio, mais, quinoa, amaranto, grano saraceno).
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli, soia, fave).
  • Oli di prima spremitura a freddo (oliva, cartamo, sesamo, canapa, lino, etc.).
  • Tofu, tempeh.
  • Pesce di piccola taglia e di mare aperto (orate, sardine, branzini, triglie, sgombri, etc.).
  • Semi oleaginosi (di lino, di zucca, di sesamo, noci, mandorle, nocciole).
  • Sale integrale.
  • Per la colazione preferire bevande vegetali (“latte” di soia, di miglio, di quinoa, di grano saraceno, di avena, di riso, di riso germogliato, di mandorle) tè rosso, tè kukicha (privi di teina e caffeina), i fiocchi (di quinoa, di riso, di grano saraceno), i soffiati (di miglio, di riso, di grano saraceno, di amaranto), yogurt di soia.
  • Alghe (Kelp).

ALIMENTI SPECIFICI DA INTEGRARE/INCREMENTARE IN CASO DI AFFEZIONE

Vegetali a foglia verde (cavoli, spinaci, ecc.), vegetali color giallo arancione (carote, meloni, patate dolci, albicocche, ecc.) poiché alimenti ricchi di provitamina A, che in associazione ad alimenti contenenti Zinco (semi di zucca, noci, mandorle, cereali e pseudocereali integrali, preferibilmente senza glutine, legumi, in particolare i ceci, pesce) e vitamina E (germe di grano per uso alimentare in scaglie, olio di germe di grano, ecc.), cooperano nel contrastare l’acne. Dato che la pelle è un vero e proprio organo che ha anche la peculiarità di rispecchiare lo stato interno dell’organismo e poiché le eruzioni cutanee possono essere il segnale di un organismo intossicato, è importante, inoltre, consumare alimenti che favoriscono la detossificazione; a tal fine prediligere quindi: agrumi (in particolare limoni e pompelmi), mele, albicocche, pesche, pere, cipolle, finocchi, sedano, ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (rucola, cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, cavolo viola, verza, ravanello, etc.), radicchio, carciofi, cardi, cicoria, tarassaco, alimenti ricchi di minerali, di vitamine e anche di fibre, perciò favorenti l’eubiosi intestinale. Per il contenuto di inulina (fibra che, oltre a costituire il substrato nutritivo per lo sviluppo della flora microbica intestinale benefica) consumare cicoria, carciofi, topinambur, aglio, cipolla (questi ultimi
particolarmente utili anche per le virtù antimicrobiche). Per il contenuto di fitoestrogeni: salvia, fagioli di soia, latte di soia, tofu, tempeh (i fitoestrogeni contribuisco a contrastare l’azione degli ormoni androgeni, direttamente implicati nella comparsa e nel peggioramento dell’acne). Per la ricchezza di acidi grassi polinsaturi tra cui omega-3 (acido grasso essenziale noto per la capacità di contrastare lo stato infiammatorio): aumentare l’assunzione di semi oleaginosi, olio di lino, di canapa, etc. Erbe aromatiche: timo, rosmarino, erba cipollina, maggiorana. Spezie: curcuma, curry, cannella.

BEVANDE

Acqua: bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, a temperatura ambiente e lontano dai pasti, scegliendo acque con residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e con pH compreso tra 6 e 7. Bevande: tisane, decotti, centrifugati, spremute d’agrumi, infusi d’erba, tè bancha (ne esistono di due tipi: il hojicha con un contenuto minimo di teina, e il kukicha privo di teina), tè rosso conosciuto come tè rooibos: a differenza del tè nero e del tè verde, è naturalmente privo di teina e si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come Vitamina C, Magnesio, Fosforo, Ferro, Zinco e Calcio (tutte le bevande sono da consumare al naturale).

CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE

Smettere di mangiare e bere almeno 3/4 ore prima di andare a letto, masticare ogni boccone dalle 30 alle 50 volte, preferire il più possibile alimenti crudi o cotti al vapore (temperature superiori ai 48° uccidono gli enzimi), non mangiare cibi ossidati (per esempio la frutta quando inizia a scurirsi). Riposare adeguatamente. Non schiacciare i brufoli e i punti neri per evitare il propagarsi dei germi in profondità ed il peggioramento dell’infezione.

Evitare l’esposizione prolungata al sole poiché ciò stimola ulteriormente l’attività delle ghiandole sebacee ed ispessisce lo strato corneo. Fare attenzione ai capelli lunghi davanti al viso che possono creare un ambiente caldo-umido favorendo la proliferazione microbica. Evitare l’uso di farmaci se non strettamente necessari (in particolare antibiotici, antinfiammatori, pillola anticoncezionale). Evitare il più possibile ansie e stress. Tre o quattro volte al giorno fare 4 respiri profondi (espirazione due volte più lunga dell’inspirazione) associando ad essi un ricordo positivo; questa pratica aiuta ad eliminare le tossine ed i radicali liberi dall’organismo; non indossare vestiti attillati che esercitino costrizione sulla respirazione.

ATTIVITÀ FISICA

Praticare giornalmente del movimento, almeno 20-30 minuti di passeggiata. Il corpo è fatto per muoversi e per essere attivo e, se siamo carenti in questo, ne pagheremo le conseguenze. Nella vita moderna sembra che non ci sia il tempo per l’attività fisica, ma in realtà nessuno può pensare di farne a meno, soprattutto a causa della vita attuale, stressante e tossica. Il moto infatti, oltre ad essere un valido strumento per scaricare le tensioni emotive, mantiene l’intero organismo in salute e favorisce il processo di detossificazione.

Tutto ciò è particolarmente importante in presenza di acne, sia per il ruolo che lo sport (e il movimento in genere) hanno sull’allentare le tensioni emotive (ricordiamo anche che fare sport favorisce la produzione di endorfine, i mediatori del benessere, e ci fa vedere “più belli”, migliorando la visione che si ha di se stessi), sia per l’indiscusso ruolo detossificante, indispensabile per il miglioramento dell’affezione. Si consiglia sempre un esercizio fisico che sia adeguato all’età.

PENSIERO POSITIVO

La motivazione positiva è ciò che permette di raggiungere gli scopi prefissati, tra cui anche il miglioramento della salute. Contrariamente la negatività è “veleno” in quanto condiziona negativamente corpo e psiche che sono indissolubilmente interconnessi tra di loro, pertanto il “soma” (organismo) è fortemente condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

Quando ci troveremo faccia a faccia con un malessere o con ciò che non ci piace, che non ci fa stare bene, avremo l’opportunità di ripetere a noi stessi che “staremo meglio”; giorno dopo giorno il problema diventerà un’opportunità per la trasformazione e il cambiamento. Ormai le evidenze non lasciano più dubbi: il pensiero positivo può veramente guarire!

Una persona ammalata può avere difficoltà a credere di star bene, ma se accetta l’idea di “sempre meglio”, questo implica “un po’ meglio di ieri”. Il subconscio che registra questo pensiero farà in modo che ci si predisponga effettivamente ad un miglioramento, e il risultato incoraggiante permetterà di crederci fino a poter dire finalmente: “sto bene”. Ogni giorno, quindi, troviamo il tempo per praticare il pensiero positivo, per ascoltare il nostro corpo e volerci bene, per nutrire sentimenti di gratitudine e di apprezzamento. Viviamo con passione e impegno nella vita, nel lavoro, con i nostri cari, con genuino amore! Noi, e solo noi, siamo gli attori e i registi della nostra quotidianità!